Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 5 febbraio 2016

Scandalosa decisione dell’Europarlamento: le automobili potranno inquinare di più

Ho ripreso il titolo da un articolo di Green Italy, mi sembrava più che appropriato. Da un altro articolo su La Repubblica online invece riporto le primissime righe: "Largo alle polveri sottili, quelle che corrodono i nostri polmoni, quelle che fanno scattare la febbre da smog contro la quale ci limitiamo a prendere l'aspirina dei blocchi del traffico. Misure vere no. O, almeno, no se entrano in conflitto con le industrie che contano. Oggi l’europarlamento ha votato a strettissima maggioranza l'approvazione di una modifica del regolamento che stabilisce il tetto delle emissioni di NOx, gli ossidi di azoto che sono precursori delle polveri sottili. La dose ammessa per legge è stata generosamente raddoppiata. Le auto potranno inquinare, per gli NOx, il 110% in più di quello che era stato stabilito prima del dieselgate."

La decisione dell'abbassamento delle emissioni era stata presa tanto tempo fa per seguire le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che imputa ad esse i danni provocati alla salute umana, maggiore incidenza nell'aumento del cancro, ictus e colpi apoplettici letali, varie disfunzioni e asma. Legge  , procrastinata più volte la sua attuazione, osteggiata, rinviata, rimodulata. Il buon padre di famiglia, che cura gli interessi e la buona salute dei propri figli, avrebbe dovuto tenere conto di queste indicazioni abbassando i limiti, come aveva fatto, e non innalzandoli successivamente anzi continuando a seguire una logica del benessere sanitario senza tenere conto del mero interesse l'industria peggiore. Invece fa l'opposto dimostrando che della salute dei propri figli non gli interessa un bel nulla nulla. Alcuni membri del Parlamento europeo sono o non sono buon padri di famiglia e buone madri comportandosi nel modo in cui si sono comportati in fase di voto sulla suddetta legge? A voi decidere. Ma andiamo a vedere chi sono i nostri connazionali, padri e madri, che hanno votato a favore dell'innalzamento dei limiti ricorrendo ad un altro articolo questa volta pubblicato sul sito di GreeReport:

"... gli eurodeputati italiani hanno contribuito a respingere la richiesta della Commissione ambiente:

Mara Bizzotto; Mario Borghezio; Gianluca Buonanno; Lorenzo Fontana e Matteo Salvini (ENF – Lega Nord);

Raffaele Fitto e Remo Sernagiotto (ECR)

Lorenzo Cesa; Salvatore Cicu; Alberto Cirio; Lara Comi; Elisabetta Gardini; Giovanni La Via; Fulvio Martusciello; Barbara Matera; Alessandra Mussolini; Aldo Patriciello; Salvatore Domenico Pogliese; Massimiliano Salini; Antonio Tajani (PP- Forza Italia, NCD-UDC).


Se poi dobbiamo credere (perchè no?) a quanto si afferma nell'articolo intitolato Auto, l'inquinamento reale è 4 volte più alto dei dati ufficiali   non possiamo davvero essere riconoscenti ai buoni padri e buone madre sopra menzionati. La subalternità all'industria dell'inquinamento è colpevole.

   

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giovedì 4 febbraio 2016

Occupati e disoccupati a Dicembre

Dopo il calo di settembre (-0,2%) e ottobre (-0,2%) e la crescita di novembre (+0,2%), a dicembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,1% (-21 mila persone occupate). Il calo è determinato dagli indipendenti (-54 mila) mentre crescono i dipendenti, in particolare quelli permanenti (+31 mila). Il tasso di occupazione, pari al 56,4%, rimane invariato rispetto al mese precedente.

La stima dei disoccupati a dicembre aumenta dello 0,6% (+18 mila). La crescita riguarda gli uomini e le persone tra 25 e 49 anni. Dopo il calo registrato nei mesi precedenti (-1,0 punti percentuali tra giugno e novembre), il tasso di disoccupazione sale nell'ultimo mese di 0,1 punti percentuali, attestandosi all'11,4%.

Dopo la crescita di settembre (+0,4%) e ottobre (+0,2%) e il calo di novembre (-0,1%), a dicembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce ancora dello 0,1% (-19 mila), sintesi di un calo degli uomini e di una crescita delle donne. Il tasso di inattività rimane invariato al 36,2%.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo ottobre-dicembre 2015 diminuiscono i disoccupati (-2,4%, pari a -70 mila), sono in lieve calo anche le persone occupate (-0,1%, pari a -26 mila), mentre crescono gli inattivi (+0,2%, pari a +32 mila).

Su base annua la disoccupazione registra un forte calo (-8,1%, pari a -254 mila persone in cerca di lavoro), cala lievemente anche l'inattività (-0,1%, pari a -15 mila persone inattive), mentre cresce l'occupazione (+0,5%, pari a +109 mila persone occupate).

Nella nota metodologica sono riportati gli intervalli di confidenza dei principali indicatori non destagionalizzati.




I nostri grafici.

In percentuale.



Tasso di occupazione.

 
Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni
 
Combinato tasso di occupazione, tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni (indice a destra)


In valori assoluti.

Forze lavoro


 
Occupati

 
In cerca di lavoro



Sono diminuiti il numero delle forze lavoro, degli occupati e degli in cerca di lavoro. Seguono a ruota le percentuali.




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mercoledì 3 febbraio 2016

Il consumo di gas in Italia a Gennaio +4,5%

eccoci nei primi giorni del mese di Febbraio a controllare puntualmente nel sito della Snam  i dati relativi al consumo di gas in Italia alla fine del mese precedente. Sono dati provvisori, comunque molto vicini ai dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico che arriveranno dopo un mesetto circa, pir sempre piuttosto attendibili come ci dimostra l'esperienza dei mesi e degli anni passati. Potranno discostarsi di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo.

Dunque anche per il mese di Gennaio abbiamo il segno positivo, vale a dire che abbiamo consumato di più rispetto allo stesso mese del 2015, il 4,5%  in più.

Quantitativamente in Gennaio abbiamo bruciato 9108,2 milioni di m3 Standard contro gli 8.719 milioni di metri cubi (dato ufficiale) dello stesso mese del 2015 con un incremento del 4,5 % .

I nostri grafici

I grafici da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam (provvisori) del mese appena trascorso servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali .

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal gennaio 2006 ad oggi. Risulta evidente che il consumo di gas di Novembre è allineato al consumo del 2013 ...

 
  .... come vediamo meglio qui , con il grafico solo degli ultimi 6 anni.
 
Il grafico successivo evidenzia la predominanza del segno negativo  dei mesi del 2012 fino al 2014 e il segno positivo nel 2015 della percentuale che riguarda il consumo rapportato allo stesso mese dell'anno precedente.

 
Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 ed una risalita costante a partire dalla fine del 2014.



 


Vediamo adesso la produzione nazionale di gas.

Continua a diminuire la produzione nazionale a Gennaio  passando a 530,27 milioni di metri cubi (dato provvisorio) da 585,24 milioni di metri cubi, con una notevole contrazione di quasi il 10 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato.

      
Il grafico della quantità di gas prodotto nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il costante e continuo svuotamento dei campi estrattivi.



In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi.



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martedì 2 febbraio 2016

Immatricolazioni auto a Gennaio a +17,4%

Leggiamo il comunicato stampa dell'UNRAE per poi dare un'occhiata ai grafici da noi realizzati.
Parte bene il 2016 (+17,4%) sotto la spinta delle fortissime promozioni commerciali.
Il bisogno ineludibile di accelerare il rinnovo del parco non può essere demandato alle Case e ai Concessionari.
Inizia bene il 2016 con un brillante +17,4% in gennaio rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
“Il risultato positivo - ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – è stato possibile grazie al prosieguo di poderose azioni commerciali messe in campo dalle Case con le loro reti che, da una parte hanno consentito di iniziare il mese di gennaio con un corposo portafoglio contratti, tornato ai livelli del 2010 (circa 190.000 unità) e dall’altra, hanno incontrato il bisogno non più rimandabile di sostituzione delle auto vecchie, anche sotto la pressione emotiva dei blocchi della circolazione derivanti dai piani per il contenimento dello smog”. “Il tema smog – ha proseguito Nordio – in questi giorni sta tornando attuale in alcune grandi città ed il Governo non può ignorare che all'attuale velocità di sostituzione ci impiegheremo molti anni a smaltire le auto vecchie. La soluzione è a portata di mano, basta guardare alla Spagna al suo 8° piano di sostegno al rinnovo del parco, mentre in Italia il programma di detraibilità di parte dei costi d’acquisto della vettura, sperimentato con evidente successo per le ristrutturazioni edilizie, giace ancora inascoltato”.
Il settore, intanto, nell’anno appena concluso continua ad incrementare il proprio contributo in termini di IVA per le casse dello Stato di oltre 5,6 miliardi di euro (+18%) rispetto all’anno precedente.
Dai dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti emerge che le vetture immatricolate nel 1° mese del 2016 sono state 155.157, in crescita del 17,4% sulle 132.111 dello stesso periodo dello scorso anno, che a sua volta era tornato a crescere dell’11,5% dopo i forti cali dei periodi precedenti.
Il noleggio ha giocato la propria parte: le circa 4.250 vetture immatricolate in più rispetto al gennaio 2015, che pure era cresciuto del 54,2% rispetto al 2014, segnano un incremento del 15,3%, consentendo alla quota di mercato di raggiungere il 20,5%, sui livelli dello scorso anno. La performance delle società segna, invece, un rallentamento (-3,9% in volume), con una riduzione di quota di qualche decimo di punto, ma se escludiamo le auto di cortesia, le vetture da dimostrazione e di servizio che Case e Concessionarie immatricolano a se stesse, le vendite ad aziende archiviano un incremento a doppia cifra. Sulla dinamica di noleggio e società, ha giocato in parte il ruolo di acceleratore degli acquisti la recente introduzione del super-ammortamento.
La raccolta contratti segna in gennaio lo stesso incremento in volume delle immatricolazioni: +18% e oltre 152.000 unità rispetto a gennaio 2015.
Analizzando la struttura del mercato, emerge come le forti azioni commerciali abbiano spinto in aumento del 23,7% le vendite a privati, con una quota che – crescendo di oltre 3 punti – si porta al 66% del totale. Alla crescita sopracitata del noleggio ha contribuito in modo decisivo il breve termine, che segna un incremento del 29,4%, determinato dagli acquisti anticipati da parte delle società di noleggio per il rinnovo della flotta. Anche il lungo termine registra un positività del 6,2%, grazie alle esigenze di rinnovo dei contratti, allungati nei periodi più difficili.
Ottime prestazioni da parte delle vetture diesel e benzina, rispettivamente in crescita del 20,2% e 32% in volume, e delle ibride, che incrementano i propri volumi del 43%, raggiungendo una quota che supera il 2% del totale. Pesanti flessioni, superiori al 27%, segnano – invece - le vetture Gpl e metano, che scendono al 5,6% e al 3% di quota di mercato. Oltre al minor appeal suscitato verso i clienti, tali alimentazioni scontano anche il confronto con lo stesso mese 2015 di sostanziosi incrementi.
Sul fronte dei segmenti, ottima performance a doppia cifra soprattutto per city car e vetture del segmento C, grazie anche al contributo del noleggio. Di poco al di sotto del 10%, la crescita in volume delle berline e delle vetture del segmento E.
A completamento del quadro del mercato, anche i trasferimenti di proprietà di autovetture hanno iniziato l’anno con una buona crescita. Le 374.184 vetture trasferite, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario, in attesa della rivendita al cliente finale) hanno, infatti, segnato un incremento del 6,3%, rispetto alle 351.869 unità del gennaio 2015.



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, il Gennaio 2016 si pone a metà strada tra il peggiore e il migliore anno dal 2009 ad oggi.

 
L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza numerica.

Le percentuali riferite all'anno precedente a aprtire dal 2011. Una sfilza di segni positivi che seguono una sfilza di segni negativi.


Con il grafico che segue vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dopo il picco del lontano 2010, si è visto un lungo crollo, una stabilizzazione a metà del 2013 e una crescita fino ad oggi. Siamo tornati ai livelli dell'inizio 2012.










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lunedì 1 febbraio 2016

Clima, i giorni Merla con caldo record, natura sconvolta, fino a 6 gradi in più sui valori stagionali


Temperature superiori fino a 6 gradi i valori stagionali. Le temperature record con valori massimi fino a 17/18° al Sud, a 15/16° al Centro e a 10/12° al Nord nei giorni della merla, che secondo tradizione sono i piu’ freddi dell’anno, sconvolgono la natura con mandorli, susini e peschi fioriti in grande anticipo, ed una storica siccità invernale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare gli effetti dell’anticiclone sulla Penisola nel weekend proprio negli ultimi tre giorni di gennaio cosiddetti della merla con temperature minime sopra lo zero praticamente dovunque e quelle massime superiori fino a 6 gradi i valori stagionali. Secondo la leggenda coincidono infatti - riferisce la Coldiretti - con i giorni in cui si registrano le temperature invernali piu’ basse, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine. I cambiamenti del clima, con il ritorno dello smog nelle città, smentiscono anche i proverbi dopo un anno che si è classificato in Italia come l’anno più caldo della storia con una temperatura superiore di 1,42 gradi la media di riferimento, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr.

Il risultato è che ci sono primule, viole e margherite mentre le mimose sono già fiorite da tempo in netto anticipo rispetto alla festa della donne e nelle campagne - continua la Coldiretti - si teme una serie compromissione dei raccolti per il possibile prossimo ed improvviso abbassamento della temperatura. Ma - precisa la Coldiretti - a preoccupare per i raccolti sono anche le forti infestazioni degli insetti patogeni che proliferano per effetto del caldo fuori stagione. Il 2015 - sottolinea la Coldiretti - ha sorpassato il 2014 nella classifica degli anni piu’ caldi dove ci sono a seguire il 2003, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura. Anche a livello globale il 2015 è stato l’anno piu’ caldo con una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani superiore addirittura di 0,90 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre, che rileva le temperature dal 1880.

Fonte: Coldiretti




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venerdì 29 gennaio 2016

Le rinnovabili e la produzione nazionale di energia elettrica a Dicembre, nel 2015 coprono il 39,8%

L'altro giorno abbiamo visto i consumi di energia elettrica in Italia a Dicembre, oggi portiamo a termine l'argomento trattando la produzione nazionale di energia elettrica, l'analisi delle rinnovabili nel contesto produttivo.

Prima di tutto, la produzione nazionale leggendo il comunicato stampa di  Terna.

Nel mese di dicembre 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 83,3% con produzione nazionale e per la quota restante (16,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) è in diminuzione di 1,4% rispetto ai volumi di dicembre 2014.

Sono in crescita le fonti di produzione:
fotovoltaica (+16,9%),
termoelettrica (+16,4%) e
geotermica (+3,4%).

In calo le fonti:
idrica (-51,1%) ed
eolica (-54,4%).


Nel 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 85,3% con produzione nazionale e per la quota restante (14,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (270,7 miliardi di kWh) è in crescita dello 0,6% rispetto al 2014.
In aumento le fonti di produzione:
fotovoltaica (+13,0%),
termoelettrica (+8,3%) e
geotermica (+4,5%).

In calo, invece, le fonti di produzione :
idrica (-24,9%, dopo il record storico del 2014) ed
eolica (-3,3%),
prevalentemente a causa delle differenti condizioni atmosferiche registrate nel 2015.

Nel complesso, la produzione delle fonti rinnovabili - idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico, biomasse - ha raggiunto i 107,8 miliardi di kWh, pari al 39,8% della produzione nazionale netta.



I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009

per anno solare ...
 
 
... e in sequenza mensile.


Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento.

 
La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.

La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare con l'importante crollo dell'ultimo mese dell'anno.


Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separate dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.


Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili


 I grafici seguenti, di forte Terna, mostrano uno le componenti che giocano un ruolo nella produzione di energia nel mese di Dicembre e l'altro mette in risalto la componente rinnovabile (idroelettrica + eolico/solare) in tutto il 2015 che vale il 28,5% (Grafico Terna) sul consumo totale.






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giovedì 28 gennaio 2016

130 le razze animali a rischio di estinzione

In Italia sono 130 le razze animali a rischio di estinzione tra mucche cavalli asini pecore e capre. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in merito all'allarme lanciato dalla Fao sul fatto che 17 per cento delle razze nel mondo è a pericolo scomparsa, mentre un altro 60 per cento è in stato di rischio sconosciuto per mancanza di dati sulla dimensione e la struttura della popolazione. Grazie all'impegno degli allevatori italiani per garantire una straordinaria biodiversità degli allevamenti nazionali – sottolinea la Coldiretti - sono state salvate dalla scomparsa ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei dati dei Piani di Sviluppo Rurale della passata programmazione.

Se dell’asino romagnolo, noto per il suo temperamento vivace - continua la Coldiretti - sono rimasti solo 570 esemplari impegnati nella produzione di latte uso pediatrico e per l’onoterapia, della capra Girgentana dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo si contano circa 400 capi per la produzione di latte destinato alla tuma ammucchiata (formaggio nascosto) stagionata in fessure di muro in gesso e/o pietra, che in passato venivano murate per nasconderle ai briganti. Ma ci sono anche - continua la Coldiretti - la gallina di Polverara, ritratta con il caratteristico ciuffo fin dal 1400 in quadri e opere conservati anche nei Musei vaticani, la Mora romagnola una curiosa razza di maiale dal mantello nerastro, con tinte dell’addome più chiare, i bovini di razza Garfagnina con mantello brinato e pelle di colore ardesia che annovera una popolazione di appena 145 capi o quelli di razza Pontremolese che sono rimasti appena in 46.

Un’azione di recupero importante si deve ai nuovi sbocchi commerciali creati dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica attivi in tutte le Regioni e che hanno offerto opportunità economiche agli allevatori e ai coltivatori di varietà e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione. Si stima che - continua la Coldiretti - almeno 200 varietà vegetali definite minori, tra frutta, verdura, legumi, erbe selvatiche e prodotti ottenuti da almeno 100 diverse razze di bovini, maiali, pecore e capre allevati su scala ridotta trovino sbocco nell'attuale rete di mercati e delle Botteghe degli agricoltori di Campagna Amica che possono contare su circa diecimila punti vendita. “E’ questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari”, conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di patrimonio anche culturale sul quale l’Italia puo’ contare per riparti


Fonte:  Coldiretti


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mercoledì 27 gennaio 2016

Il consumo di carburanti a Dicembre

Dopo avere dedicato un post al consumo di petrolio di Dicembre, adesso diamo un'occhiata al consumo di quei carburanti che derivano dal petrolio utilizzati nella trazione veicolare: gasolio, benzina e gpl. Riprendiamo parte del comunicato stampa dell' Unione Petrolifera.
 Ricordiamo che I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo dell’1,5% (-10.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2014, mentre il gasolio autotrazione un incremento del 3,0% (+59.000 tonnellate).

Nel mese di dicembre le vendite sulla rete della benzina hanno segnato un calo dello 0,5%, mentre quelle di gasolio un incremento del 3,4%.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di dicembre è così risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 2,0 di gasolio autotrazione, con un incremento dell’1,8% (+49.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2014.

Nell’intero 2015, i consumi sono stati pari a circa 59,7 milioni di tonnellate, con un aumento del 3,6% (+2.090.000 tonnellate) rispetto al 2014.

La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione dell’1,2% (-98.000 tonnellate), mentre il gasolio è cresciuto dell’1,8% (+410.000 tonnellate).

Nel 2015, le vendite sulla rete hanno segnato un calo dell’1,0% per la benzina e un aumento dell’2,1% per il gasolio.

Nel 2015 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a 31,0 milioni di tonnellate, evidenzia un incremento dell’1,0% (+312.000 tonnellate).

Qui di seguito vediamo i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico offrono una visione d'insieme della situazione riguardante il consumo di benzina e gasolio da trazione.


Il consumo dei carburanti per autotrazione

 Vediamo i grafici da noi realizzati  per anno solare a partire dal 2007.

I consumi di benzina, continua a navigare tra i livelli più bassi degli ultimi 9 anni.



... i consumi di gasolio restano a un livello intermedio.

 
Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi negli anni solari per il gasolio più la benzina, livelli sempre bassi.



Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra

Per la benzina, continua la sua rotta in discesa anche se c'è un accenno ad un livellamento orizzontale...


...e il gasolio, che era risalito lentamente.

Il grafico della benzina + gasolio delinea una curva che ultimamente si appiattisce e basta.


Diamo un'occhiata anche al consumo del Gpl da trazione essendo anch'esso un derivato del petrolio. Registra un incremento del 2.1 % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e del 5,0 % annuale, che vale circa 1/5 rispetto alla benzina, circa il 7% rispetto al gasolio, questo mese. Qui sotto il grafico che considera i 12 mesi precedenti al mese di riferimento, sale, poco ma sale.






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martedì 26 gennaio 2016

Fatturato e ordinativi dell’industria

L'Istat ci comunica che ... a novembre 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, registra una diminuzione dell'1,1% rispetto a ottobre, con identiche variazioni sul mercato interno e su quello estero.

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo cala dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,8% per il fatturato interno e -0,4% per quello estero). Sulla flessione trimestrale pesa la dinamica negativa delle vendite di prodotti energetici, al netto dei quali il fatturato risulta, complessivamente, in lieve crescita (+0,1%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di novembre 2014), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,8% (+2,2% al netto dell'energia), con incrementi dello 0,5% sul mercato interno e dell'1,1% su quello estero.

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l'energia (+0,6%) e per i beni di consumo (+0,3%), mentre registrano una flessione i beni strumentali (-3,7%) e i beni intermedi (-0,5%).

L'indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, del 4,1%: il contributo più ampio viene dalla componente interna dei beni strumentali.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si rileva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+8,0%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-16,1%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale dell'1,6%, sintesi di un aumento del 4,4% degli ordinativi interni e un calo del 2,5% di quelli esteri.

Nel confronto con il mese di novembre 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 12,1%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di prodotti di elettronica (+157,1%, attribuibile a rilevanti commesse nella fabbricazione di strumenti di misurazione e navigazione), mentre una flessione si osserva nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-4,0%).



I nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.






   


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