Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 28 maggio 2015

Rapporto SOFI, 72 paesi hanno raggiunto di sconfiggere la fame

Rapporto SOFI. La fame nel mondo scende sotto gli 800 milioni di persone. La completa eradicazione è il prossimo obiettivo. 72 paesi hanno raggiunto l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone cronicamente sottoalimentate.
Il numero complessivo delle persone che soffrono la fame nel mondo è sceso a 795 milioni - 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92 - vale a dire circa una persona su nove - si legge nell'ultima edizione del rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla fame (Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015 - SOFI). Nei paesi in via di sviluppo, la prevalenza della denutrizione - che misura la percentuale di persone che non sono in grado di consumare cibo sufficiente per una vita attiva e sana - è scesa al 12,9% della popolazione, un calo dal 23,3% di un quarto di secolo fa, afferma il SOFI 2015, pubblicato oggi dall'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e dal Programma alimentare mondiale (WFP). La maggioranza - 72 su 129 - dei paesi monitorati dalla FAO hanno raggiunto l'Obiettivo del Millennio di dimezzare la prevalenza della denutrizione entro il 2015, con i paesi in via di sviluppo nel loro complesso che hanno mancato l'obiettivo per un piccolo margine. Inoltre, 29 paesi hanno raggiunto l'obiettivo più ambizioso posto dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996 di dimezzare il numero totale delle persone denutrite entro il 2015.
"Il quasi raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sulla fame ci dimostra che è possibile eliminare questa piaga nel corso della nostra esistenza. Dobbiamo essere la generazione Fame Zero. Questo obiettivo dovrebbe essere integrato in tutti gli interventi politici ed essere al centro della nuova agenda per lo sviluppo sostenibile da stabilire quest'anno", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.
"Se vogliamo veramente creare un mondo libero dalla povertà e dalla fame, allora dobbiamo fare degli investimenti nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo - dove la maggior parte dei più poveri e delle persone che soffrono la fame vivono - la nostra priorità nelle politiche di sviluppo", ha affermato il Presidente dell'IFAD, Kanayo F. Nwanze . "Dobbiamo lavorare per trasformare le nostre comunità rurali in modo da fornire posti di lavoro dignitosi, condizioni e opportunità decenti. Dobbiamo investire nelle zone rurali cosicché le nazioni possano avere una crescita equilibrata e in modo che i tre miliardi di persone che vivono in zone rurali possano realizzare il proprio potenziale.
"Uomini, donne e bambini hanno bisogno ogni giorno di cibo nutriente per avere qualche possibilità di un avvenire libero e prospero", ha detto la Direttrice Esecutiva del WFP, Ertharin Cousin. "Corpi e menti sani sono fondamentali sia per la crescita individuale che per quella economica, e la crescita deve essere inclusiva per fare della fame una storia del passato".
Grandi passi avanti, nonostante le sfide ambientali.

Per leggere il testo completo del comunicato stampa cliccare qui.


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mercoledì 27 maggio 2015

Curiosa iniziativa del Comune di Firenze sul car-sharing elettrico, in ritardo

Ho sentito dire che il Comune di Firenze ha aperto un bando per affidare ai privati una sorta di car-sharing con veicoli elettrici. Iniziativa 'curiosa' nel senso che arriva dopo che il Comune stesso ha aperto le porte, anzi, spalancato le porte a due attività imprenditoriali similari, car-sharing, partite da anni o mesi che già insistono nel territorio con auto alimentate con carburanti tradizionali. Vantaggi per le auto elettriche rispetto alle auto inquinanti? Nessun vantaggio, a quanto sembra. Bene. Così si invogliano gli imprenditori e gli utenti a passare all'elettrico.
Meglio non fare niente che fare cose per sola 'immagine' superficiale. Si rischia di fare una brutta figura. O no? Se proprio si vuole dare un'immagine di città aperta all'innovazione e al rispetto dei palazzi, monumenti, opere d'arte diffuse in città lasciate dai nostri illustri antenati e si volesse rispettare al contempo la salute dei cittadini contemporanei, si sarebbe dovuto pensare al car- sharing elettrico e basta, sin dall'inizio, senza fare pastrocchi di minestroni stantii.  Attendo  precisazioni e/o  smentite, eventualmente, per cambiare idea.




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martedì 26 maggio 2015

Fatturato e ordinativi dell’industria, salgono e scendono

A marzo il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, registra un aumento dell'1,3% rispetto a febbraio, con incrementi sia sul mercato interno (+1,0%), sia su quello estero (+1,9%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2% per il fatturato interno e -0,1% per quello estero).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2014), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%, sintesi di un calo dello 0,9% sul mercato interno e di un incremento del 4,5% su quello estero.

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per l'energia (+5,2%), per i beni strumentali (+2,1%), per i beni intermedi (+0,7%) e per i beni di consumo (+0,5%).

L'indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, del 4,2%: il contributo più ampio a tale incremento viene dalla componente estera dei beni strumentali.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+9,8%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-14,8%).

Per gli ordinativi totali, si registra una flessione congiunturale dello 0,3%, sintesi di una diminuzione dello 0,5% degli ordinativi esteri e di una stabilità di quelli interni.

Nel confronto con il mese di marzo 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 2,7%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali (+10,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,9%).

Comunicato ISTAT

Con i dati Istat abbiamo realizzato i seguenti grafici esplicativi

Il fatturato dell'industria da Luglio 2012

 

Gli ordinativi dell'industria da Luglio 2012







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lunedì 25 maggio 2015

Trasporto dell'ultimo miglio, furgoni elettrici per gli 'ultimi 100/200 km'

Si sente parlare spesso dell'importanza della distribuzione dell'ultimo miglio che viene affidata a  migliaia di mezzi grandi e piccoli nella maggior parte dei casi (e per forza!)  utilizzati   nei centri abitati. Non si capisce perché si debba continuare a inquinare, peggiorare le condizioni ambientali di vita dei cittadini, sperperare tonnellate e tonnellate di carburanti contaminanti, climaleranti e devastatori della salute umane e dei monumenti, con i quali si continuano a sperperare milioni di euro. Perché non si adottino sistemi alternativi di trasporti nell'ambito dell'ultimo miglio è un mistero, dato che la soluzione c'è ed è molto semplice. Esistono è no i furgoni elettrici? Si, esistono. Ed è con essi che potremmo risolvere il problema dell'inquinamento nei centri urbani, qualora venisse superata la pigrizia mentale dei legislatori e amministratori pubblici per fare un piccolo passo in avanti, evolutivo, indispensabile. Tenuto conto che l'ultimo miglio è ampiamente soddisfatto dai furgoni elettrici che adesso hanno un autonomia di 100 o anche 200 chilometri. Quante strade cittadine potrebbero percorrere, quanta merce potrebbero distribuire senza inquinare localmente, senza emettere CO2, senza ammorbare l'ambiente, senza essere coinvolti nella causa che porta all'esito finale miglia di persone che peggiora al contempo la vita di anziani, bambini e adulti? Oltretutto è una questione puramente economica. Quanto costano alla collettività le ricadute sulla sanità, sul restauro dei monumenti, sulla importazione del petrolio e dei suoi derivati? Un conto è facile farlo, quindi? Quindi, amministratori, legislatori fate un salto di qualità intellettuale e agite! Gli imprenditori del settore vi seguirebbero molto volentieri.
Un'alternativa è questa raffigurata nell'immagine in alto. Un furgone neanche tanto piccolo, da 3,5 tonnellate, uno di quelli che la mattina potrebbe distribuire merci ai negozi, supermercati, mercati, pacchi postali in sostituzione dei furgoni 3,5 t diesel.

DIMENSIONI:
· Versione T 3.5 tetto alto, passo lungo  13 m3
· Passo 4.035 mm
· Lunghezza 5.998 mm
· Altezza 2.524 mm
· Larghezza 2.050 mm
· P.T.T. Kg. 3.500
· Volume di carico 13 m3
· Numero posti 3
· Trazione anteriore
o TRAZIONE E PRESTAZIONI:
· Batterie ad alta capacità LITIO-POLIMERI
· Energia totale a bordo: 69 kWh
· Motore asincrono 70 kW nominali (140 kW di picco)
· Frenata rigenerativa doppio step
· Autonomia di servizio: 150 Km per ogni ciclo di ricarica
· Velocità massima fino a 90 km/h
· Pendenza superabile 15%
· Tempo di ricarica: 6/8 ore
o ALLESTIMENTO:
· 3 posti
· Quadro di controllo con indicazione dei parametri essenziali
· Aria condizionata
· Supervisore: Tutte le funzionalità del veicolo sono governate da un sistema hardware/software. Il sistema comprende, oltre alla possibilità di controllo delle diverse funzioni e informazioni.


Un mezzo di dimensioni  più contenute.

Altre informazioni si possono trovare qui.



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sabato 23 maggio 2015

In crescita il mercato dei veicoli commerciali 3,5t ad aprile

Esigenze di rinnovo del parco non più prorogabili e uso intenso del noleggio sostengono il mercato dei veicoli commerciali .
In linea con i risultati di marzo, il mese di aprile per il mercato dei veicoli commerciali archivia una crescita del 7,9% e 10.727 immatricolazioni, rispetto alle 9.944 dello stesso periodo 2014.E’ quanto emerge dalle stime elaborate dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere,  sul mercato degli autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t. Nel 1° quadrimestre la crescita sale al 7% grazie alle 41.203 unità vendute rispetto alle 38.493 del gennaio –aprile 2014.
“Il mercato dei veicoli da lavoro – afferma Massimo Nordio, Presidente UNRAE - sembra essersi assestato su un trend di crescita, frutto delle non più rimandabili esigenze di rinnovo del parco veicoli, visti i fortissimi cali degli anni passati”. “Rimane, comunque, ancora alto - anche in questi primi mesi del 2015 - il contributo del canale noleggio, come forma di sostegno finanziario alle aziende in crisi di liquidità, che scelgono la locazione del veicolo, rispetto alla proprietà dello stesso”. “Va inoltre ricordato che una boccata di ossigeno al comparto deriva dalla nuova Legge “Sabatini” riguardante finanziamenti agevolati all'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e beni strumentali”. “E’, però, necessario – conclude Nordio – intervenire sul sostegno del credito alle imprese e alla riduzione del carico fiscale, per poter realizzare una vera ripresa del settore”.


I nostri grafici

Proseguiamo con i grafici da noi realizzati grazie ai dati forniti dall'UNRAE capaci, più delle parole, fanno capire più delle parole quale sia la situazione con il trascorrere dei mesi con un solo 'colpo d'occhio'.

L'andamento delle immatricolazione degli autocarri mese dopo mese a partire dal gennaio 2009.


Le immatricolazione mensili con l'andamento seguendo l'anno solare.


Le percentuali di ogni mese rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

 
L'ultimo grafico mostra l'andamento delle immatricolazioni degli autocarri nei 12 mesi precedenti rispetto al mese di rilevamento.




Se l'andamento delle l'immatricolazione dei veicoli commerciali può essere considerato un valido indicatore dello stato di salute della nostra economia ciò che appare dai grafici è che sembra ci sia un risveglio dei consumi, magari solo apparente e fioca, considerando che negli ultimi anni le immatricolazione sono state a livelli bassissimi. Altra considerazione è da fare sulla propensione al noleggio piuttosto che all'acquisto il che potrebbe far supporre che non vi sia una  fiducia a lungo termine della ripresa da parte degli imprenditori. La merce si muove, sì, ma con cautela.



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venerdì 22 maggio 2015

Le autostrade a febbraio 2015

Scrive Aiscat (l'Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) nella propria relazione mensile, del febbraio di quest'anno, appena uscita.
I risultati ottenuti in questo secondo mese dell'anno confermano il proseguimento del trend positivo cui abbiamo assistito negli ultimi tempi evidenziando, rispetto al corrispondente periodo del 2014, un incremento pari a  quasi un punto percentuale con riferimento al comparto veicolare leggero ed un risultato più che buono (+1,9%) per quanto riguarda invece il comparto pesante.
Buone anche le risultanze del dato cumulato annuale – sicuramente più favorevole se confrontato con quanto ottenuto nell'esercizio precedente – che ha visto un innalzamento pari all’1,4% e percorrenze complessive di quasi dieci miliardi e mezzo di veicoli-km.
Passando al settore della sicurezza stradale, sebbene si assista ad un aumento degli indicatori relativi alla mortalità, va comunque sempre ricordato come la contenuta dimensione dei numeri di cui trattasi comporta la conseguenza di avere rialzi dei tassi percentuale apparentemente molto elevati anche in presenza di scostamenti costituiti da poche unità in termini di valore assoluto.
Favorevoli invece i settori relativi all'incidentalità  totale (-7,5%) ed al numero di persone rimaste ferite negli eventi (-9,8%).


I nostri grafici.

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri...


... e si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti, dove è evidente la distanza con lo stesso mese di due anni fa.


Per finire col totale della somma leggeri e pesanti.



Ancora più significativo tra i segnali economici è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione i 12 mesi precedenti al mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi di parte della ricchezza nazionale. Il traffico a febbraio è salito, a singhiozzio ma è salito.




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giovedì 21 maggio 2015

Quanto carburante abbiamo consumato ad Aprile

Legato al consumo di petrolio in Italia che abbiamo visto nel precedente post, è il consumo dei carburanti che da esso derivano, l'uno impegnato per produrre energia in generale i secondi per l'energia dedicata ai trasporti, movimentazioni di merci e persone. Altrettanto collegato al consumo del petrolio vi è l'altro aspetto significativo ma poco o nulla considerato che è quello dei costi sanitari di cui abbiamo trattato ieri. Vabbè! Vediamo adesso il consumo dei prodotti petroliferi utilizzati nella trazione automobilistica: gasolio, benzina e gpl.

Come abbiamo visto, a parità di giorni di consegna, la tendenza sarebbe stata di una diminuzione per la benzina del 4,9% e di un incremento per il gasolio dell’1% e , conseguentemente, la domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di aprile è risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 2 milioni di gasolio autotrazione, con una crescita del 4,5% (+114.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2014.

Nel primo quadrimestre 2015, i consumi sono stati invece pari a circa 18,6 milioni di tonnellate, con un aumento dello 0,7% (+137.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2014. La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,4% (-60.000 tonnellate), mentre il gasolio un rialzo del 3,8% (+275.000 tonnellate). Nei primi quattro mesi del 2015 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 10 milioni di tonnellate, evidenzia un aumento del 2,2% (+215.000 tonnellate). (Estratto dal comunicato stampa Unione Petrolifera)



I nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico danno una visione d'insieme della situazione riguardante il consumo di benzina e gasolio da trazione.

Il consumo dei carburanti per autotrazione

Qui di seguito vediamo i grafici dei carburanti per anno solare a partire dal 2007.

I consumi di benzina non si spostano dalle secche degli ultimi anni ...


... mentre i consumi di gasolio non brillano certo ma hanno una evidente crescita  ...


Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi negli anni solari per il gasolio più la benzina, si nota un tentativo di crescita dei consumi totali

Vediamo qui sotto il grafico relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento.
Per la benzina, sempre e costantemente giù...



...e il gasolio, che risale ma poco se consideriamo il tracollo dal picco di fine 2010 .




Il grafico della benzina + gasolio delinea una curva che possiamo dire essere in risalita ma solo per benevolenza.



Diamo un'occhiata anche al consumo d GPL da trazione essendo anch'esso un derivato del petrolio. Stesso tipo di grafico che considera i 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Neanche il carburante alternativo e meno costoso brilla, tenuto conto che neanche i mezzi che utilizzano il gas liquido mostrano una crescita in ambito delle immatricolazioni, coprendo il 7,9 del mercato nei primo quadrimestre.


Nei post dei giorni successivi daremo un'occhiata all'utilizzo delle autostrade e alle immatricolazioni dei veicoli leggerti da trasporto merci per delineare un quadro sommario dello 'sviluppo' dei movimenti delle merci e quindi degli indicatori, secondari, sullo stato della nostra economia.






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mercoledì 20 maggio 2015

Un decimo del PIL è il calcolo dell'OMS dei costi per le morti premature da inquinamento atmosferico in Europa

Ancora un interessante articolo sul sito dell'Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, che riguarda un'indagine dell'Organizzazione Mondiale sulle morti causate dall'inquinamento nel continente europeo.

L'OMS calcola i costi delle morti premature da inquinamento atmosferico nel continente europeo, applicando la metodologia OCSE. Importante proseguire nella riduzione dell'inquinamento e orientare adeguatamente investimenti e incentivi nelle azioni più efficaci.
Secondo i calcoli dell’OMS, nel 2010 il costo economico delle circa 600.000 morti premature e delle malattie causate dall'inquinamento atmosferico, indoor e outdoor, nel continente europeo ha raggiunto i 1.600 miliardi dollari, un importo quasi equivalente a un decimo del prodotto interno lordo (PIL) di tutta l'Unione europea nel 2013.
 In una decina di paesi dell'Europa dell’est, delle 53 nazioni studiate, questo costo stimato al 2010 è pari o superiore al 20% del PIL nazionale, mentre in solo quattro nazioni (Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda) è inferiore all’1%; in Italia il costo stimato è pari al 4,7% del PIL.

Questo è quanto emerge dal primo studio realizzato a livello europeo per quantificare i costi dell'inquinamento atmosferico, elaborato dall'OMS in collaborazione con l'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE), recentemente presentato al meeting tenutosi dal 28 al 30 aprile ad Haifa, dove sono stati discussi i progressi fatti in merito agli obiettivi fissati dalla Fifth Ministerial Conference on Viramento and Health (Parma 2010)

Nonostante gli alti numeri che ancora legano l'inquinamento atmosferico agli effetti sulla salute, le morti premature attribuibili sono comunque in netta diminuzione a partire dal 2005 per l'intera zona europea, grazie alla riduzione dell'inquinamento, tanto che solo in una mezza dozzina dei paesi che aderiscono all’OMS Europa si registra un leggero aumento.
Le stime economiche sono state elaborate utilizzando il metodo chiamato "Valore della vita statistica "(VSL) comunemente usato per la valutazione monetaria del rischio di mortalità da incidenti stradali. L'approccio usato basa il VSL principalmente sulle preferenze soggettive (disponibilità a pagare- WTP), valuta cioè il valore economico che un individuo attribuisce a una probabilità di riduzione del rischio di morte prematura. Si tratta di una metodologia già discussa anche da IRPET in Toscana e applicata nel 2005 nel report “Traffico e inquinamento: i danni per la salute dell'uomo e i costi sociali”.
In pratica il costo economico di un impatto di mortalità è dato dal valore VSL atmosferico stimato, moltiplicato per il numero di morti premature e il beneficio economico di un'azione mitigatrice diventa lo stesso valore VSL moltiplicato per il numero morti premature evitate.

Grazie ad uno sforzo di ricerca pluriennale portato avanti dall’OCSE è stato individuato un valore VSL per morte prematura di un adulto medio insieme a un metodo per il calcolo dei valori VSL nazione specifici (in considerazione delle influenze sociali sul valore della vita), a partire dall'anno 2005. Non c'è ancora accordo su come valutare il costo della morbilità, ma vi sono i presupposti per utilizzare come migliore stima di questo costo addizionale indicativamente un valore pari al 10% di quello totale per morti premature.
 Su questa base, al 2010 nei paesi della regione OMS Europa il costo economico per morti premature da inquinamento atmosferico va oltre 1.400 miliardi dollari, a cui si deve aggiungere un altro 10% per il costo di malattie dovute all'inquinamento, raggiungendo i 1.600 miliardi dollari.

Nel report si ricorda, inoltre, che oltre il 90% dei cittadini sono esposti a livelli annui di polveri sottili che sforano i valori consigliati dalle linee guida sulla qualità dell'aria dell'OMS e che questo ha causato, nel 2012, 482.000 morti premature dovute a malattie cardiovascolari e respiratorie, ictus e tumore polmonare. Nello stesso anno, l'inquinamento indoor ha provocato 117.200 morti premature, con valori cinque volte superiori nei paesi a basso e medio reddito rispetto a quelli con alto reddito.

Sulla base dei dati sull'inquinamento atmosferico nella regione OMS europa, gli autori del report “Economic cost of the health impact of air pollution in Europe: Clean air, health and wealth
evidenziano che dovrebbero essere implementate politiche di riduzione delle emissioni in determinati settori. Nel mirino, per il loro contributo all’inquinamento atmosferico indoor e outdoor, e conseguentemente per i costi sociali indotti, sono il trasporto su strada, il riscaldamento domestico e le combustioni industriali e agricole a carbone.

Nell'Unione Europea si è dimostrata vincente, ancorché imperfetta, la normativa sulla qualità dell'aria che ha portato comunque a notevoli progressi in termini di impatto sulla salute e sui costi nel corso degli anni. Tuttavia, in considerazione della persistenza di questo problema in Europa è auspicabile che vengano colmate le lacune nelle conoscenze esistenti e fatti investimenti nei modelli di consumo più efficienti, correggendo eventuali distorsioni prodotte da imposte e/o sussidi, ad esempio sui combustibili o sui sistemi di produzione di energia e di riscaldamento..

Come affermato da Zsuzsanna Jakab, Direttrice dell'ufficio regionale europeo dell'OMS, frenare gli effetti sulla salute dell'inquinamento atmosferico procurerà enormi vantaggi non solo perché si salveranno vite umane, ma anche perché si raggiungeranno risultati che valgono enormi somme di denaro.



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martedì 19 maggio 2015

Consumi petroliferi aprile 2015 , +5,3%, ma...

I consumi petroliferi italiani nel mese di aprile 2015 sono ammontati a circa 5 milioni di tonnellate, con un aumento del 5,3% (+251.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2014.

Un dato sicuramente positivo legato all'attuale congiuntura favorevole che si spera possa consolidarsi nei prossimi mesi.

I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo dello 0,1% (-1.000 tonnellate) rispetto ad aprile 2014, mentre il gasolio autotrazione una crescita del 6,1% (+115.000 tonnellate).

A parità di giorni di consegna, la tendenza sarebbe stata di una diminuzione per la benzina del 4,9% e di un incremento per il gasolio dell’1%.

In particolare, la domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di aprile è risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 2 milioni di gasolio autotrazione, con una crescita del 4,5% (+114.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2014.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 23,7%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 55,2% del totale (era il 57,2% nell’aprile 2014).

Nel primo quadrimestre 2015, i consumi sono stati invece pari a circa 18,6 milioni di tonnellate, con un aumento dello 0,7% (+137.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2014.

La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,4% (-60.000 tonnellate), mentre il gasolio un rialzo del 3,8% (+275.000 tonnellate).

Nei primi quattro mesi del 2015 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 10 milioni di tonnellate, evidenzia un aumento del 2,2% (+215.000 tonnellate).

Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 16,1%, con quelle diesel a coprire il 55,6% del totale (era il 56,4% nel quadrimestre 2014).

 Roma, 18 maggio 2015 –  Comunicato  stampa Unione Petrolifera


I nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico

Il petrolio

Il grafico con i consumi per anno solare. Aprile cresce, sì, ma si fa strada solo rispetto al 2014 ed è al di sotto degli anni precedenti.


Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006 con l'evidente tendenza verso il basso.



Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire Dicembre 2006. Giù a capofitto con un rallentamento negli ultimi mesi ed una sia pur poco significativa risalita.


Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Una crescita, ma come dice il comunicato stampa siamo solo allo 0,7% nel primo quadrimestre.



Rimandiamo ad un successivo post la verifica grafica del consumo dei carburanti per autotrazione.




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lunedì 18 maggio 2015

Consumi di energia elettrica in Italia: +0,3% ad aprile e stabili nel primo quadrimestre

Terzo mese consecutivo con segno più per la domanda di energia elettrica in Italia. Dopo febbraio e marzo, anche nel mese scorso è proseguito il trend positivo dei consumi: ad aprile, infatti, il fabbisogno di elettricità è stato di 24,1 miliardi di kWh, in crescita dello 0,3% rispetto al corrispondente mese del 2014.

La variazione della domanda di energia elettrica di aprile risulta -1,4% se depurata dall'effetto congiunto di calendario e temperatura. Rispetto ad aprile 2014, infatti, si è avuto un giorno lavorativo in più (21 vs 20) e una temperatura media mensile inferiore di circa un grado centigrado.Nel primo quadrimestre del 2015, la domanda di energia elettrica si è attestata sui medesimi livelli rispetto ai volumi del corrispondente periodo dell'anno scorso, anche a parità di calendario.

I 24,1 miliardi di kWh richiesti nel mese di aprile 2015 sono distribuiti per il 46,1% al Nord, per il 29,6% al Centro e per il 24,3% al Sud.

A livello territoriale, la variazione tendenziale di aprile 2015 è risultata negativa al Nord (-0,3%) e positiva al Centro (+0,9%) e al Sud (+0,9%).

Nel mese di aprile 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 85,4% con produzione nazionale e per la quota restante (14,6%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (20,7 miliardi di kWh) è diminuita del 3,1% rispetto ad aprile 2014. Sono in crescita le fonti di produzione termica (+4,3%), geotermica (+7,1%) e fotovoltaica (+20,8%). Sono in calo le fonti idroelettrica (-31,2%) ed eolica (-0,3%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di aprile 2015 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,2%. Il profilo del trend è debolmente negativo.

Roma, 8 maggio 2015 – comunicato stampa Terna



I nostri grafici

Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

 Per anni solari. Il consumo è sì in crescita rispetto all'anno passato ma in linea con il crollo del 2009.




Per una migliore lettura degli ultimi 5 anni presentiamo il seguente grafico.


 Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza decennale mostrano la tendenza alla caduta.


 Qui si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 27 mesi, con tre barre blu, positive di crescita dei consumi rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, un miglioramento che ha l'aria di una stabilizzazione della depressione.



E, per ultimo, prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento, che rimarca, se ci fosse qualche dubbio, che dopo il tracollo progressivo, rettilineo con pendenza costante dei consumi di energia elettrica dal 2012, si ha una leggera frenata. Per rivedere consumi così bassi dovremmo tornare indietro di venti anni .



Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.




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domenica 17 maggio 2015

Il primo mini-scooter, 1916

The world’s first scooter, Lady Florence Norman, a suffragette, on her motor-scooter in 1916

Questo sembra essere il primo scooter apparso sulla terra, con il motore a scoppio. Oggi girano una quantità di mezzi simili ma,  per fortuna, con un motore elettrico e batterie ricaricabili. Sono meglio conosciuti come monopattini elettrici.


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sabato 16 maggio 2015

Emissioni provenienti dall'uso della biomassa per la produzione di energia. Un impatto negativo?

Ritorno ancora sull'argomento trattato qualche giorno fa (L'impatto sulla salute della combustione della legna) traendolo ancora una volta dal sito dell'Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, che a sua volta si rifà ad un articolo della rivista di ARPA Emilia Romagna, con la premessa che riguarda la stima delle emissioni e le politiche dell'Emilia Romagna per limitarle, pubblicato in un recente articolo su ECOSCIENZA, Numero 1, Anno 2015, da Arpa Emilia-Romagna

L'uso della biomassa nei settori della produzione di energia e della combustione non industriale è stato incentivato e favorito negli ultimi anni da una parte da politiche e norme europee (Direttiva 2009/28/CE), nazionali (D. Lgs 28/2011 e DM 15/03/2012) e regionali relative all'uso delle rinnovabili, dall'altra dai risparmi - in termini di costo – per quanto riguarda l'impiego di biomassa legnosa per il riscaldamento domestico.
Tali strategie non hanno però prestato particolare attenzione all'impatto negativo sulla qualità dell'aria: le biomasse usate come combustibile provocano infatti l'immissione nell'ambiente di polveri e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) (vedi anche notizia del 15/12/2014); le emissioni di inquinanti variano a seconda della modalità di utilizzo della biomassa.
Numerosi sono gli studi che hanno cercato di stimare le emissioni derivanti dall'utilizzo di biomasse legnose sia a livello nazionale che regionale.
I dati dei consumi di biomassa a uso domestico confluiscono quindi nei diversi inventari delle emissioni, che dal canto loro hanno evidenziato un incremento del peso delle emissioni di PM10 primario da parte del riscaldamento degli ambienti, ad oggi una delle più importanti fonti di emissioni in atmosfera, soprattutto nelle regioni con una quota rilevante di territorio montano (vedi anche notizia del 22/04/2014).
 In Emilia-Romagna, per esempio, dove la combustione di biomassa per riscaldamento domestico copre solo l’8% del fabbisogno energetico, la combustione di biomasse è responsabile della quasi totalità delle emissioni di PM10 nel settore della combustione non industriale. Le emissioni di PM10 derivanti da attività di combustione di legna e similari per riscaldamento domestico contribuiscono inoltre per il 39% alle emissioni totali, con un contributo relativo alle emissioni di PM10 maggiore di quello dei trasporti (34%).

La stima delle emissioni derivanti dall'uso di biomassa, tuttavia, comporta molte fonti di incertezza dovute ad alcuni elementi critici che riguardano soprattutto:
- indicatori di stima che provengono dai consumi di combustibile, critici per quanto riguarda l'uso di legna da ardere;
- fattori di emissione, che dipendono dal tipo di combustore utilizzato e dalle caratteristiche del combustibile che, nel caso della legna, sono variabili in funzione delle dimensioni del cippato e dal contenuto di umidità.

Per diminuire queste incertezze ed ottenere un quadro dei fattori di emissione quanto più conforme alla realtà italiana, sono state condotte campagne sperimentali per valutare le emissioni dovute all'utilizzo delle principali tipologie di apparecchi di combustione a uso domestico, in “cicli reali”, e utilizzando le essenze legnose di maggior utilizzo, con diverse modalità di stagionatura e alimentazione in camera di combustione.
Di fronte all'evidenza degli effetti negativi sulla qualità dell'aria provenienti dall'impiego di biomassa, nonostante le incertezze evidenziate, sono state introdotte da più amministrazioni alcune misure di contrasto all'inquinamento dovuto all'uso delle biomasse.
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Il Piano aria integrato 2020 dell’Emilia-Romagna stabilisce dunque obiettivi di riduzione non solo delle emissioni primarie di PM, ma anche e principalmente degli inquinanti precursori dell'inquinamento secondario (ossidi di azoto, composti organici volatili, ammoniaca e composti dello zolfo).
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L’obiettivo di riduzione delle emissioni di PM10 e composti organici volatili per più dell’80% si potrebbe ottenere attraverso la sostituzione/controllo degli impianti a biomassa (camini, stufe) utilizzati per il riscaldamento degli edifici (per gli impianti a biomassa è ipotizzato che i sistemi di combustione siano rappresentati da camini aperti).
Interventi in questo settore sono possibili aumentando il tasso di applicazione delle tecnologie pulite ai sistemi di combustione delle biomasse. Per stimare i benefici ambientali dell’applicazione di tali tecnologie Arpa Emilia Romagna ha ipotizzato tre diversi tassi di applicazione delle 5 principali tecnologie di combustione (camino aperto, camino chiuso, stufa tradizionale a legna, stufa automatica a pellets o cippato o Bat legna, stufa o caldaia innovativa).

Per leggere l’articolo dell'Arpat con testo e grafici cliccare qui.





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