Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 22 ottobre 2014

Nessun incentivo alle auto elettriche nel 2015. Grazie al Governo

Che siano azzerato gli incentivi per gli acquisti di auto presunte 'verdi' come le auto a metano, gpl, etanolo è un fatto che giudichiamo positivo, ma è del tutto controproducente azzerare anche gli incentivi destinati alle vere auto verdi o se preferite auto ad emissioni locali zero.


Quindi per la legge di Stabilità 2015 è annullato lo stanziamento di 45 milioni per il prossimo anno costituiti in un apposito fondo presso il Mise.





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martedì 21 ottobre 2014

Fatturato e ordinativi dell'industria ad Agosto

Ieri abbiamo visto l'incremento delle immatricolazioni dei mezzi legegri da trasporto merci lasciandoci con una domanda con una risposta in sospeso: segno di un miglioramento dell'andamento dell'economia o dimostrazione del fatto che che i vecchi furgoni hanno esalato l'ultima emissione inquinante ed i pistoni hanno smesso di funzionare? Proviamo a dare una risposta parziale col post seguente che riguarda il fatturato dell'industria  e gli ordinativi  ad Agosto. 


Ad agosto 2014 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, aumenta dello 0,4% rispetto a luglio, registrando un incremento sul mercato estero (+3,0%) e una flessione su quello interno (-1,0%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-2,0% per il fatturato interno e +0,7% per quello estero).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di agosto 2013), il fatturato totale cala in termini tendenziali del 2,3%, con andamenti opposti sul mercato interno ed estero (rispettivamente -4,4% e +1,8%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+2,5%), e per l'energia (+1,4%), mentre registrano una flessione i beni di consumo (-1,0%) e i beni intermedi (-0,2%).

L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,2%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dei beni intermedi.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+23,6%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,1%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale dell'1,5%, con aumenti sia sul mercato estero (+2,5%), sia su quello interno (+0,7%).

Nel confronto con il mese di agosto 2013, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 3,2%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+8,8%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-9,5%).

Comunicato ISTAT

Con i dati Istat abbiamo realizzato i seguenti grafici esplicativi

Il fatturato dell'industria da Luglio 2012


Gli ordinativi dell'industria da Luglio 2012



La risposta di come va la nostra economia sul versante del fatturato e degli ordinativi oltre che produttivo, occupazione e disoccupazione, già visti precedentemente, è nei grafici.


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lunedì 20 ottobre 2014

Veicoli commerciali: +38,8% a settembre

Grazie alla vendite a noleggio forte accelerazione dei veicoli commerciali: +38,8% a settembre. Su un andamento già in recupero per i veicoli commerciali, si inserisce un mese di settembre in forte accelerazione.
Secondo le stime elaborate e diffuse oggi dal Centro Studi UNRAE, infatti, le vendite di autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t nel nono mese del 2014 hanno segnato una crescita del 38,8% a 11.205 immatricolazioni, rispetto alle 8.075 dello stesso periodo 2013.
Ciò ha portato ad archiviare i primi 9 mesi dell'anno a 86.089 veicoli immatricolati, in aumento del 20,1% rispetto alle 71.686 unità del gennaio-settembre 2013. Nel solo 3° trimestre (luglio-settembre) la crescita si avvicina al 32%.
“Mentre nel mercato delle autovetture la spinta si è decisamente attenuata, il canale delle vendite a noleggio sta continuando a sostenere gli ultimi mesi del mercato dei veicoli commerciali” – afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere. “Ciò grazie alla scelta di sostituzione della flotta da parte di alcune importati Aziende di Servizio Pubblico che si sono orientate su veicoli a noleggio piuttosto che di proprietà”.
“Alla luce dell'andamento dei primi 9 mesi dell'anno – conclude il Presidente - l’UNRAE conferma la propria stima di un mercato 2014 che si dovrebbe attestare intorno alle 120.000 immatricolazioni complessive”.

Comunicato stampa UNRAE

Grazie ai dati pubblicati dall'UNRAE siamo in grado di produrre i nostri consueti grafici.

L'andamento mensile per anno solare dal 2009 ad oggi.


I mesi in sequenza


Le percentuali rispetto allo stesso mese dell'anno precedente


L'ultimo grafico tiene conto della somma dei 12 mesi precedenti rispetto al mese di riferimento.


Questo grafico ci mostra una risalita nelle immatricolazione dei veicoli leggeri da lavoro, sotto i 35 quintali. Segno di un miglioramento dell'andamento dell'economia o dimostrazione del fatto che che i vecchi furgoni hanno esalato l'ultima emissione inquinante ed i pistoni hanno smesso di funzionare?


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venerdì 17 ottobre 2014

Lettera Aperta La Strategia Energetica Nazionale

16 ottobre 2014

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

e, p.c.,
al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi
al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti
al Ministro dell’Economia e Finanze, Pietro Carlo Padoan
al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin
al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini

Lettera Aperta
La Strategia Energetica Nazionale

Caro Presidente,

siamo un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università e dei Centri di ricerca di Bologna. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di esprimere la nostra opinione sulla crisi energetica e sul modo di uscirne.
Definire le linee di indirizzo per una valida Strategia Energetica Nazionale è un problema complesso, che deve essere affrontato congiuntamente da almeno cinque prospettive diverse: scientifica, economica, sociale, ambientale e culturale. I punti fondamentali dai quali non si può prescindere sono i seguenti:

1) E’ necessario ridurre il consumo di energia, obiettivo che deve essere perseguito mediante un aumento dell’efficienza energetica e, ancor più, con la creazione di una cultura della parsimonia, principio di fondamentale importanza per vivere in un mondo che ha risorse limitate.

2) La fine dell’era dei combustibili fossili è inevitabile e ridurne l’uso è urgente per limitare l’inquinamento dell’ambiente e per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici. Ridurre il consumo dei combustibili fossili, che importiamo per il 90%, significa anche ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese da altre nazioni.

3) E’ necessario promuovere, mediante scelte politiche appropriate, l’uso di fonti energetiche alternative che siano, per quanto possibile, abbondanti, inesauribili, distribuite su tutto il pianeta, non pericolose per l’uomo e per l’ambiente, capaci di colmare le disuguaglianze e di favorire la pace.

4) Le energie rinnovabili non sono più una fonte marginale di energia, come molti vorrebbero far credere: oggi producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale e il 40% in Italia, dove il fotovoltaico da solo genera energia pari a quella prodotta da due centrali nucleari.

5) La transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili sta già avvenendo in tutti i Paesi del mondo. In particolare, l’Unione Europea ha messo in atto una strategia basata sui punti sopra elencati (il Pacchetto Clima Energia 20 20 20, l’Energy Roadmap 2050).

L’Italia non ha carbone, ha pochissimo petrolio e gas, non ha uranio, ma ha tanto sole e le tecnologie solari altro non sono che industria manifatturiera, un settore dove il nostro Paese è sempre stato all’avanguardia. Sviluppando le energie rinnovabili e le tecnologie ad esse collegate il nostro Paese ha un’occasione straordinaria per trarre vantaggi in termini economici (sviluppo occupazionale) e ambientali dalla transizione energetica in atto.
Purtroppo la Strategia Energetica Nazionale, che l’attuale governo ha ereditato da quelli precedenti e che apparentemente ha assunto, non sembra seguire questa strada. In particolare, il recente decreto Sblocca Italia agli articoli 36-38 facilita e addirittura incoraggia le attività di estrazione delle residue, marginali riserve di petrolio e gas in aree densamente popolate come l’Emilia-Romagna, in zone dove sono presenti città di inestimabile importanza storica, culturale ed artistica come Venezia e Ravenna, lungo tutta la costa del mare Adriatico dal Veneto al Gargano, le regioni del centro-sud e gran parte della Sicilia.

Il decreto attribuisce un carattere strategico alle concessioni di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, semplifica gli iter autorizzativi, toglie potere alle regioni e prolunga i tempi delle concessioni con proroghe che potrebbero arrivare fino a 50 anni. Tutto ciò in contrasto con le affermazioni di voler ridurre le emissioni di gas serra e, cosa ancor più grave, senza considerare che le attività di trivellazione ed estrazione ostacolano e, in caso di incidenti, potrebbero addirittura compromettere un’enorme fonte di ricchezza certa per l’economia nazionale: il turismo. D’altra parte il decreto non prende in considerazione la necessità di creare una cultura del risparmio energetico e più in generale della sostenibilità ecologica e non semplifica le procedure che ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Il mancato apporto, quantitativamente marginale, delle nostre riserve di combustibili fossili potrebbe essere facilmente compensato riducendo i consumi. Ad esempio, mediante una più diffusa riqualificazione energetica degli edifici, la riduzione del limite di velocità sulle autostrade, incoraggiando i cittadini ad acquistare auto che consumino e inquinino meno, incentivando l’uso delle biciclette e dei mezzi pubblici, trasferendo gradualmente parte del trasporto merci dalla strada alla rotaia o a collegamenti marittimi e, soprattutto, mettendo in atto una campagna di informazione e formazione culturale, a partire dalle scuole, per mettere in luce i vantaggi della riduzione dei consumi individuali e collettivi e dello sviluppo delle fonti rinnovabili rispetto al consumo di combustibili fossili e ad una estesa trivellazione del territorio.

L’unica via percorribile per stimolare una reale innovazione nelle aziende, sostenere l’economia e l’occupazione, diminuire l’inquinamento, evitare futuri aumenti del costo dell’energia, ridurre la dipendenza energetica dell’Italia da altri Paesi, ottemperare alle direttive europee concernenti la produzione di gas serra e custodire l’incalcolabile valore paesaggistico delle nostre terre e dei nostri mari consiste nella rinuncia definitiva ad estrarre le nostre esigue riserve di combustibili fossili e in un intenso impegno verso efficienza, risparmio energetico, sviluppo delle energie rinnovabili e della green economy.

Nella speranza che si possa aprire un costruttivo dibattito sui problemi riportati in questo appello, con uno spirito di leale e piena collaborazione auguriamo a Lei e al Suo Governo un proficuo lavoro per il bene della Nazione.



Il Comitato Promotore


Qui la fonte

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giovedì 16 ottobre 2014

I consumi petroliferi e carburanti di Settembre 2014

I consumi petroliferi italiani nel mese di settembre 2014 sono ammontati a circa 5,1 milioni di tonnellate, registrando, stando ai dati provvisori, per la prima volta dall'estate 2011 un lieve aumento pari allo 0,2% (+9.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2013.

I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un incremento pari allo 0,9% (+6.000 tonnellate) rispetto a settembre 2013, mentre il gasolio autotrazione del 5,6% (+104.000 tonnellate).

A parità di giorni di consegna, avremmo avuto un calo pari al 3,7% per la benzina e un aumento dello 0,8% per il gasolio.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di settembre è così risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 2 di gasolio autotrazione, con un progresso del 4,3% (+110.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2013.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 3,4%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 52,9% del totale (era il 54,6% nel settembre 2013).

Nei primi nove mesi 2014, i consumi [di petrolio] sono stati invece pari a circa 43,5 milioni di tonnellate, con un calo del 3,5% (-1.582.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2013.
La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,5% (-148.000 tonnellate), il gasolio un rialzo dello 0,8 % (+138.000 tonnellate).
Nei primi nove mesi del 2014 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), non evidenzia variazioni percentuali rispetto a settembre 2013 (-10.000 tonnellate).
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 3,7%, con quelle diesel a coprire il 55,6% del totale (era il 53,8 nei primi nove mesi del 2013).

 Roma, 15 ottobre 2014 – Comunicato dell'Unione Petrolifera

Con i dati forniti dal Ministero delle dello Sviluppo Economico abbiamo realizzato e pubblichiamo i nostri consueti grafici. Vediamo come i consumi di petrolio scendano progressivamente sempre più giù di mese in mese di anno in anno dal Gennaio 2006.


I nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico

Il petrolio

Il grafico con i consumi per anno solare. Con Settembre 2014 che sono quasi allo stesso livello del 2013 ma ancora di gran lunga inferiori degli ultimi 9 anni.


 Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006 coc una tendenza in picchiata. 


Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006 da cui si nota appena il segno positivo di Settembre su una lunga sequenza di profondo rosso. 



Lultimo grafico è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire Dicembre 2006. La tendenza alla picchiata non è fermata né tantomeno invertita.

cliccare sopra per ingrandire i grafici



Passiamo adesso al consumo dei carburanti per autotrazione

Qui di seguito vediamo i grafici dei carburanti per autotrazione in sequenza mensile dal 2007.

I consumi di benzina risalgono leggermente posizionandosi più o meno al ,livello del 2013 ,,



... come pure i consumi di gasolio che hanno una risalita più evidente ma ancora lontana dagli anni precedenti.


Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi in sequenza per il gasolio e la benzina.


Vediamo qui sotto il grafico relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire Dicembre 2007 per la benzina...
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 ...e il gasolio, prepotente il tracollo dal picco di fine 2010 fino ad oggi.


Trattiamo adesso i grafici dei carburanti insieme, cioè della benzina + gasolio negli anni solari dal 2007. Risaliti i consumi ma lontanissimi dagli anni precedenti....


  ... e in sequenza.


L'ultimo grafico è sempre il più significativo tracciando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento.



Non si può dire che non vi sia un rallentamento nella caduta dei consumi, ma da qui a dire che sia in atto una ripresa ce ne passa, sapendo che i consumi sono legati indissolubilmente ad una ripresa economica reale, effettiva e non prefigurata in un futuro ideale, considerando che i segnali reali ed effettivi sono di segno opposto o non inequivocabili, come il consumo di gas, energia elettrica, occupazione e disoccupazione, produzione industriale, il traffico autostradale, le immatricolazioni dei veicoli, auto e furgoni.



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mercoledì 15 ottobre 2014

Castagne, il raccolto crolla al minimo storico

Il raccolto di castagne Made in Italy scende quest'anno al minimo storico con una produzione nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa. E’ l'allarme lanciato dalla Coldiretti sul crollo produttivo dell'alimento che Giovanni Pascoli chiamava "l'italico albero del pane" che rischia di sparire dalla realtà nazionale dopo essere stato il simbolo dell'autunno nei libri scolastici di molteplici generazioni di giovani scolari.

Il 2014 sarà ricordato nella storia per il taglio nei raccolti di tutti i prodotti agricoli dell'autunno italiano con l'olio in riduzione del 30% per una produzione attorno a 300mila tonnellate ed un taglio di oltre il 15% rispetto allo scorso anno e la vendemmia che rischia di classificarsi come la piu’ scarsa dal 1950, con una produzione di vino che potrebbe scendere fino a 41 milioni di ettolitri.

Per le castagne la riduzione è dovuta all'andamento climatico sfavorevole con l'eccesso di precipitazioni ma anche alla strage provocata dagli attacchi dell'insetto killer “Cinipide galligeno del castagno” arrivato in Italia dalla Cina e che da alcuni anni sta decimando i raccolti.

 Un duro colpo per un alimento che nel 1911 aveva raggiunto addirittura una produzione record di 829 milioni di chili con il castagno che riveste peraltro un ruolo Importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell'assetto ambientale e idrogeologico.

La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago con l’habitat che risulta fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti. Anche per questo nonostante le difficoltà restano molto popolari le feste e le sagre dedicate a castagne e marroni in tutta la penisola a partire da Cuneo dove fino a domenica 19 ottobre si svolge la Fiera Nazionale del Marrone.

Il taglio dei raccolti italiani ha favorito le importazioni che sono quasi raddoppiate, passando dai 38,7 milioni di euro del 2012 ai 67,8 milioni di euro del 2013 e l’amaro risultato è che gli italiani hanno più del 50 per cento di probabilità di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia. Il rischio infatti è che per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura le castagne importate vengano spacciate come nazionali mettendo a rischio anche le produzioni locali sopravvissute fino ad ora.

Nonostante la grande mobilitazione per la lotta biologica al cinipide attraverso i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis e i segnali positivi in alcune regioni, serviranno infatti anni per ritornare ad un livello produttivo degno della tradizione nazionale. Per queste motivazioni è necessario che le Istituzioni, oltre a continuare le attività di lotta al cinipide, mettano in campo azioni determinanti per il rilancio del settore, tra cui sicuramente più controlli sull'origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, castagne italiane

Se dal punto di vista quantitativo la situazione è preoccupante, il primato italiano sul piano qualitativo è confermato dalla presenza di ben dodici tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo. Quattro si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp e la Farina di Neccio della Garfagnana Dop mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp e il Marrone di Roccadaspide Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano Dop.

Fonte Coldiretti

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martedì 14 ottobre 2014

Energia rinnovabile, la produzione nazionale

Col post dell'altro giorno sui dati forniti da Terna circa il consumo di energia elettrica nel mese di Settembre abbiamo appreso che finalmente si torna al segno positivo anche se con un misero +0,4% rispetto allo stesso mese dell'anno passato anche se, in effetti,  il segno diventa negativo (-0,2%) se epurato dell'effetto di calendario anche se altri segnali non mostrano una risalitina dovuto alla migliore andamento della nostra produzione industriale, anche se ...
Ricordiamo gli altri dati offerti da Terna sulla la produzione nazionale di energia elettrica di Settembre che nel complesso è stata di 22.850  GWh, su un consumo totale di  26.176 GWh, che soddisfa l’86,9% lasciando la quota restante del 13,1% come produzione estera, quindi importata.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è calata del 2,1% rispetto a settembre 2013 ed in particolare, tra  le rinnovabili, sono in crescita le fonti di produzione
idrica (+18,6%) con 4.017 GWh,
fotovoltaica (+5,4%) e 2.218 GWh ,
geotermica (+5,3%) 459 GWh .

In flessione le fonti
eolica (-5,1%)  942 GWh .

In flessione anche la non rinnovabile energia termoelettrica con -7,4%15.214 GWh.


I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione, con un approccio visivo, abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009.
 
La quantità di energia termoelettrica in diminuzione e da rinnovabili costantemente in crescita.


  Le varie componenti rinnovabili


  La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.


  La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.


  Per ultimo il grafico del rapporto tra l'idroelettrico e gli altri apporti da rinnovabili accorpati



Diciamo un'ultima cosa, forse la più importante, con le rinnovabili abbiamo coperto per il 33,4% la produzione nazionale di Settembre e per il 40,1% la produzione dei primi 3 trimestri dell'anno in corso, che rappresenta il 35,1% di tutti i consumi nazionali.




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lunedì 13 ottobre 2014

Produzione industriale ad Agosto

Ad agosto 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,3% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2014 l'indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,7% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di agosto 2013). Nella media dei primi otto mesi dell'anno la produzione è scesa dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Ad agosto l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni di consumo (+2,3%), dei beni strumentali (+1,6%) e dei beni intermedi (+0,2%); segna invece una variazione negativa il comparto dell'energia (-0,3%).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, ad agosto 2014, aumenti tendenziali nei raggruppamenti dei beni di consumo (+2,3%) e dei beni strumentali (+1,7%); diminuiscono invece i comparti dell'energia (-2,6%) e dei beni intermedi (-2,2%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad agosto 2014, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+14,9%), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+9,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+9,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-13,6%), dell'attività estrattiva (-6,0%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,7%).




Settembre secondo Confindustria
Intanto, Secondo il Centro Studi degli industriali pubblica nel sito della Confindustria la propria rilevazione di settembre della produzione industriale una variazione di -0,2% in settembre su agosto.
Le indicazioni qualitative non lasciano intravedere un cambio di rotta nei mesi autunnali. In settembre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere (ISTAT) è calato per il quarto mese consecutivo (-0,3 punti da agosto, -4,5 da maggio) con un peggioramento dei giudizi sui livelli degli ordini (saldo a -27 da -25, giù da luglio) e con una valutazione più negativa sia della componente estera sia di quella interna. Sono peggiorate anche le attese sugli ordini, mentre è stato rilevato un marginale miglioramento di quelle sulla produzione.



Su e giù. più giù che su.


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sabato 11 ottobre 2014

Consumi di energia elettrica in Italia: +0,4% a settembre.

Per la prima volta dopo 24 mesi con segno meno, la domanda di energia elettrica fa registrare una variazione positiva. Nel mese di settembre 2014, infatti, l'energia elettrica richiesta in Italia è stata pari a 26,2 miliardi di kWh, con un incremento dello 0,4% rispetto a settembre dello scorso anno.

Depurata dall'effetto calendario, la variazione della domanda elettrica di settembre diventa tuttavia -0,2%: rispetto a settembre del 2013, quest'anno - a parità di temperatura media mensile - si è avuto un giorno lavorativo in più (22 vs 21). I 26,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di settembre 2014 sono distribuiti per il 45,9% al Nord, per il 30,2% al Centro e per il 23,9% al Sud.

A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica nel mese di settembre è risultata positiva al Nord (+0,4%) e al Sud (+0,8%), e negativa al Centro (-0,3%). Nel mese di settembre 2014 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’86,9% con produzione nazionale e per la quota restante (13,1%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è calata del 2,1% rispetto a settembre 2013.
Sono in crescita le fonti di produzione
idrica (+18,6%),
fotovoltaica (+5,4%) e
geotermica (+5,3%).

In flessione le fonti
termica (-7,4%) ed
eolica (-5,1%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di settembre 2014 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,2%%.

Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario. Nei primi nove mesi del 2014, la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,0% rispetto ai valori del corrispondente periodo del 2013; a parità di calendario il valore è pari a - 2,9%.

Comunicato stampa  - 10 ottobre 2014


I nostri grafici

Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anni solari. Da notare che 'finalmente' il consumo del mese precedente ha un piccolo sobbalzo posizionandosi ad un livello più alto rispetto allo stesso mese dell'anno pecedente a differenza di quanto è capitato in tutti gli altri mesi del 2014, ma il sobbalzo è piccolo e di gran lunga inferiore rispetto ai precedenti 7 anni.


Per una migliore lettura degli ultimi 4 anni presentiamo il seguente grafico



 Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza mostrano ancora la tendenza alla caduta vertiginosa.



Qui si evidenzia l'unica percentuale di crescita di Settembre in una foresta di barre rosse, sempre negative, degli ultimi 21 mesi.


E, per ultimo, prendiamo visione del grafico relativo all'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione dei dati del mese di riferimento che rimarca, se ce ne fosse stato necessità o dubbi, il tracollo dei consumi dei consumi di energia elettrica che il dato positivo di Settembre non riesce a spostare.





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venerdì 10 ottobre 2014

43 miliardi di veicoli-chilometro totali sulla rete autostrade, ma ...

Leggiamo il testo di accompagnamento del documento in formato PDF dei dati sull'utilizzo della rete autostradale pubblicato dall'Aiscat nel proprio sito poi facciamo le nostre considerazioni accompagnandole con i grafici da noi realizzati grazie agli stessi dati.

I primi sette mesi di quest'anno si chiudono con risultanze di traffico che dal punto di vista complessivo evidenziano un andamento della  mobilità in aumento  rispetto ai risultati ottenuti nell'esercizio precedente: i veicoli-chilometro totali percorsi sulla rete hanno abbondantemente superato i 43 miliardi, con un incremento di 0,7 punti percentuale che può essere sicuramente considerato favorevole, specie se confrontato con il calo dell'oltre due e mezzo percento registrato invece a luglio 2013.
Quanto ai dati mensili, essi si sono attestati su valori sostanzialmente stazionari per la componente veicolare pesante, laddove quella leggera ha invece mostrato un lieve calo il quale non è però andato ad incidere eccessivamente sul totale del periodo.

Passando agli indicatori sulla sicurezza stradale, si segnala un risultato favorevole della maggior parte dei tassi relativi, in particolare di quelli concernenti i danni agli occupanti dei veicoli che si attestano su un -5,4% per i feriti e -57,7% per i decessi. Riguardo quest'ultimo dato, in particolare, va comunque precisato come l'elevata differenza riscontrata derivi in parte dal grave incidente  avvenuto nel luglio dell'anno passato sull'autostrada A 16 Napoli-Canosa, i cui esiti hanno ovviamente influito sul confronto attuale.


Come sappiamo il traffico autostradale è uno degli indicatori che riguardano lo stato di salute della nostra economia ed ancor più rilevanti sono le percorrenze dei mezzi pesanti cioè quei vettori che trasportano merci prodotte che devono essere consegnate a destinazione. Nel mese di Luglio si vede vede una certa stabilità di percorrenze, in linea con quelle dei due anni precedenti, ovvero nessuna ripresa in vista. Per quanto riguarda le percorrenze delle auto invece la sorpresa ha un segno meno davanti al 2 per cento a conferma del declino che prosegue come tendenza dei due anni precedenti. Nel complesso, sommando il traffico pesante e delle vetture, la riduzione è dell'1,6%. in declino rispetto allo stesso mese dell'anno precedente che a sua volta aveva visto una riduzione del 2,0% rispetto al 2012.





A margine di quanto detto sopra, se i mezzi pesanti trasferiscono merci prodotte da una parte all'altra, vediamo quale è la produzione dei veicoli pesanti in Italia con i dati forniti dall'ANFIA, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. La produzione dei veicoli pesanti in Italia nel primo quadrimestre ha visto una riduzione (pazzesca) del 31,1% mentre il 2° quadrimestre la riduzione è stata addirittura del 43,7%. La produzione in Italia va verso lo zero anche in questo settore strategico oltre che necessario da tutti i punti vista.

La deindustrializzazione nazionale prosegue allegramente senza che nessuno tenti di fermarla. Così non abbiamo futuro, lo sappiamo vero?




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