Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 30 ottobre 2014

Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese

Ad agosto 2014 l'occupazione nelle grandi imprese registra rispetto a luglio (in termini destagionalizzati) una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2 al netto della Cig.

Nel confronto con agosto 2013 l'occupazione nelle grandi imprese diminuisce dello 0,8% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig.

Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) diminuisce, rispetto ad agosto 2013, dello 0,6%.

L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 36,3 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 6,8 ore ogni mille rispetto ad agosto 2013.

Ad agosto la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra una crescita del 2,6% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 5,0%.

Rispetto ad agosto 2013 la retribuzione lorda e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente dello 1,4% e dell' 1,6%.

Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,1%.


I nostri grafici

Occupati alle dipendenze (al lordo Cig)
Occupati alle dipendenze (al netto Cig)



Costo del lavoro medio per ora lavorata
Costo del lavoro medio per dipendente





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mercoledì 29 ottobre 2014

Immatricolazioni e registrazioni delle 2 ruote motorizzate a Settembre

Analizziamo graficamente il mercato delle 2 ruote dopo avere letto il comunicato stampa dell' ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).

Dopo la battuta d'arresto di luglio e agosto, settembre torna in territorio positivo. Nell'ultimo mese sono stati immatricolati 12.628 veicoli, pari al +2%, grazie agli scooter che con 9.040 pezzi e un +3,6% recuperano rispetto all'anno scorso, mentre le moto non vanno oltre le 3.588 unità e perdono ancora un -2,1%.
Il segmento dei “cinquantini” prosegue nella sua discesa con 2.601 registrazioni e un -13%.
 Settembre rappresenta circa l’8% delle vendite dell'anno.
Il dato progressivo da gennaio a settembre totalizza 134.846 immatricolazioni pari al +1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; 86.777 le immatricolazioni di scooter, pari al +0,4%, e 48.069 le moto con un trend del +3,7%. I “cinquantini” con 22.165 pezzi segnano un -16,2%.
 L'analisi per cilindrata evidenzia per gli scooter 125cc un incremento del +5,4% con 28.367 unità, mentre i 150-200cc con 19.463 pezzi arretrano di un -7,8%. In ripresa significativa anche se con pochi volumi i 250cc con 3.582 unità e un +13,7%. Il segmento da 300-500cc si conferma centrale con 28.550 vendite pari al +2,5%; flessione per i maxiscooter oltre 500cc, con 6.815 immatricolazioni e un -8,1%.
Il comparto delle moto è più articolato, a cominciare dalle grosse cilindrate superiori ai 1000cc che raggiungono i 16.437 pezzi pari ad un soddisfacente +15,5%. Segue il segmento delle moto tra 800 e 1000cc con 11.893 unità e un +4,1% rispetto al 2013. Anche le medie cilindrate tra 650 e 750cc appaiono in ripresa con 9.839 moto e un +6%, al contrario delle le 600cc che con solo 647 vendite segnano un -65,6%. In area positiva le 300-500cc con 4.727 pezzi e un +9,4%; arretrano infine le 150-250cc con 1.635 e un -9,4% e ancora di più le 125cc che con 2.891 moto registrano un -15,5%.
L’andamento dei segmenti vede sugli scudi le naked che si riprendono la leadership e con 16.339 unità evidenziano un robusto +18,8%, seguono da vicino le enduro stradali con 16.029 pezzi e un +6%. Più distanti le custom sostanzialmente stabili con 5.242 vendite e un +0,2%; le moto da turismo con 4.231 immatricolazioni scendono di un -5,5%, più negative le sportive con 2.928 moto e un -25,3%; infine le supermotard con 2.334 moto e un -18%.
La somma totale del mercato delle 2 ruote (scooter e moto immatricolate + 50cc) da gennaio a settembre raggiunge quota 157.011 veicoli, pari al -1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Dal comunicato stampa dell'ANCMA


I nostri grafici

Il grafico delle immatricolazioni mensili delle 2 ruote sopra i 50cc per anno solare
 

e con i mesi in sequenza dal Gennaio 2012

 
Il grafico delle vendite mensili delle 2 ruote sotto i 50cc per anno solare 


e con i mesi in sequenza dal Gennaio 2012

 
Ecco i grafici che sommano le immatricolazioni mesili delle 2 ruote nei dodici mesi precedenti al mese di riferimento.

Vediamo  l'andamento delle 2 ruote sopra i 50cc

 
e sotto i 50cc



L'ultimissimo grafico mette insieme le immatricolazioni e le registrazioni di tutte le 2 ruote sopra e sotto i 50cc nei 12 mesi precedenti al mese di riferimento..



Andando oltre le parole e i concetti espressi, i grafici ci dicono chiaramente che le immatricolazioni continuano imperterrite a scendere. Punto!
 




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martedì 28 ottobre 2014

Sorpresa, la domanda di petrolio diminuisce nel mese di settembre e nel terzo trimestre negli USA

Secondo il report mensile statunitense di API ( associazione nazionale che rappresenta tutti i segmenti del petrolio e del gas naturale ) la domanda di petrolio diminuisce nel mese di settembre e e terzo trimestre negli USA. Con le consegne che diminuite del del 3,5 % rispetto al settembre del 2013 con una media 18,6 milioni di barili al giorno mentre, per il terzo trimestre, la domanda di petrolio è sceso dello 0,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Al contempo la domanda di benzina è sceso 3,0 % da settembre 2013 a una media di circa 8,7 milioni di barili al giorno, e le consegne di distillati sono diminuite del 2,6 % a circa 3,6 milioni di barili al giorno. Nello stesso periodo, la domanda di carburante è sceso del 2,9 % al livello più basso per il mese in 21 anni, mentre combustibile residuo ha stabilito un nuovo minimo settembre con un calo del 44,6 %.
'Altri Oli', che rappresentano il 25,4 % delle consegne totali, hanno mostrato un aumento del 1,0 % rispetto ai livelli dello scorso anno.
La produzione di greggio nazionale ha raggiunto il livello più alto settembre in 29 anni, con un incremento del 13,7 % rispetto allo scorso anno a 8,8 milioni di barili al giorno.
Il gas naturale liquido (NGL) alla produzione ha raggiunto un nuovo massimo storico di 3,1 milioni di barili al giorno, in aumento 11,1 % rispetto allo stesso periodo.
Secondo gli ultimi rapporti di Baker-Hughes, Inc., il numero di piattaforme petrolifere e di gas negli Stati Uniti nel mese di settembre è stato 1.930, il numero più alto dal luglio 2012.
Le importazioni totali  di petrolio Stati Uniti è sceso al livello più basso dal febbraio 1995, con una media appena sotto 8,4 milioni di barili al giorno. Questo è stato un calo del 16,3 % rispetto all'anno precedente, pari a 7,4 milioni di barili al giorno in media.
Nel frattempo, le importazioni di prodotti petroliferi raffinati sono scese del 52,5 % per una media di 1,0 milione di barili al giorno, il livello più basso per i record risalenti al 1981.
Gli ingressi lordi delle raffinerie hanno guadagnato 1,2 % rispetto allo scorso anno, un nuovo record di settembre appena sopra 16,3 milioni di barili al giorno. La produzione di benzina era al livello più basso dal febbraio ma è stato del 2,7 % in più rispetto all'anno prima di stabilire un nuovo record per il mese di settembre a 9,4 milioni di barili al giorno.
Le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati sono aumentate del 18,4 % rispetto allo scorso anno a quasi 4,3 milioni di barili al giorno, il più alto livello mai registrato a settembre ed è stato anche il terzo  livello più alto delle esportazioni mai registrato.
Il tasso di utilizzo della capacità di raffinazione in media 91,7 % nel mese di settembre, in calo di 1,2 punti percentuali dal mese di agosto, ma fino 1,0 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Le scorte di benzina per motori è calata del 4,3 % rispetto allo scorso anno a 210,3 milioni di barili. Le scorte di distillati e carburante jet entrambi sono andate verso il basso rispetto ai livelli dello scorso anno, mentre le scorte di "altri oli" sono aumentate rispetto allo stesso periodo.



PETROLEUM FACTS AT A GLANCE – September 2014 release
1. Total petroleum products delivered to the domestic market in September 2014: 18,586,000 b/d (September 2013: 19,252,000 b/d). [API]
2. U.S. petroleum imports (crude & products) in September 2014: 8,397,000 barrels per day (September 2013: 10,036,000 b/d). [API]
3. Total imports in September 2014 as a percentage of total domestic petroleum deliveries: 45.2 percent (September 2013: 52.1 percent). [API]
4. Persian Gulf petroleum imports (net) in July 2014 as a percentage of total imports: 42.8 percent (July 2013: 30.2 percent). [DOE]
5. Average price for a barrel of OPEC crude oil for September 2014: $95.98 per barrel. (September 2013: $108.73 per barrel). [OPEC]
6. Average U.S. refiner acquisition cost in August 2014 for a barrel of crude oil: $95.14 per barrel. (August 2013: $106.20 per barrel) [DOE]
7. U.S. crude oil production in September 2014: 8,800,000 b/d (of which 513,000 b/d was Alaskan) (September 2013: 7,741,000 b/d). U.S. production of natural gas liquids in September 2014: 3,102,000 b/d (September 2013: 2,791,000 b/d). [API]
8. U.S. marketed natural gas production in July 2014: 74.8 billion cubic feet per day (July 2013: 70.6 billion cf/d). [DOE]
9. U.S. deliveries from primary storage of motor gasoline in September 2014: 8,679,000 b/d (September 2013: 8,946,000 b/d). [API]
10. U.S. deliveries from primary storage of distillate fuel oil (home heating and diesel) in September 2014: 3,627,000 b/d (September 2013: 3,725,000 b/d). [API]
11. Average active rotary drilling rigs in the U.S. in September 2014 was 1,930 (all-time high of 4,530 announced 12/28/81; record low of 488 announced 4/23/99). [Baker Hughes Inc., Houston]


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lunedì 27 ottobre 2014

Le Nazioni Unite chiedono ulteriori sforzi per contrastare la continua perdita di biodiversità

Il nuovo report delle Nazioni Unite “Global Biodiversity Outlook - A mid-term assessment of progress towards the implementation of the Strategic Plan for Biodiversity 2011-2020” (GBO4) è stato presentato durante la 12a Conferenza delle parti della Convention on Biological Diversity (Cop12 Cbd)  a Pyeongchang a cavallo della metà di questo mese di ottobre,

Il raggiungimento degli obiettivi di Aichi, concordati dalla comunità internazionale nel 2010 in Giappone e successivamente riconfermati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dal vertice Rio + 20 del 2012, contribuirebbe in modo significativo alle più ampie priorità che saranno affrontate dal programma di sviluppo post-2015, vale a dire, ridurre la fame e la povertà, migliorare la salute umana e assicurare un approvvigionamento sostenibile di energia, cibo e acqua pulita.

Come detto, per la alcuni degli obiettivi, sarà necessario imprimere una forte accelerazione per garantire il raggiungimento dei targets fissati entro il 2020. Per esempio:
  • Obiettivo 5: Dimezzare il tasso di perdita di tutti gli habitat naturali, comprese le foreste
  • Obiettivo 8: Riduzione dell'inquinamento, anche da eccesso di nutrienti
  • Obiettivo 10: Riduzione delle molteplici pressioni sugli ecosistemi vulnerabili al cambiamento climatico e acidificazione degli oceani, come ad esempio le barriere coralline
  • Obiettivo 12: Cercare di impedire l'estinzione di specie minacciate e migliorare il loro stato di conservazione
  • Obiettivo 15: Ripristino dell'ecosistema e sviluppo della resilienza
Esistono quindi percorsi plausibili per giungere al 2050 avendo debellato la perdita di biodiversità unitamente al raggiungimento di altri obiettivi fondamentali quali il limitare del riscaldamento globale a 2 °C e la lotta contro la desertificazione e il degrado del territorio; tuttavia, il raggiungimento di questi scopi condivisi implica profondi cambiamenti nella società, come l'uso molto più efficiente di terra, acqua, energia e risorse, il ripensamento delle nostre abitudini di consumo e grandi trasformazioni nei sistemi di produzione alimentare.

(sintesi da newslettet ARPAT del 21 Ottobre 2014)


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sabato 25 ottobre 2014

Batterie al vanadio

In passato abbiamo parlato del vanadio associato ad altri elementi in relazione all'accumulo di energia, ma poco o nulla è stato raccontato del vanadio nelle cosiddette batterie di flusso che potrebbe ridurre drasticamente i costi dei sistemi di storage, aumentarne le prestazioni e la flessibilità di sistemi di accumulo di energia per le utilities,  microgrid, e clienti commerciali e industriali.
Avrete compreso che l'utilizzo della batteria al vanadio è prettamente 'stazionario' e non è per nulla indicato per essere utilizzata nei veicoli elettrici, data la complessità, il peso in rapporto quindi alla densità di energia specifica ma soprattutto per il fatto che le batterie di flusso immagazzinano energia sostanzialmente in un elettrolita liquido che circola tra i serbatoi, voluminosi. Questo tipo di batterie potrebbe essere utilissimo per accumulare l'energia prodotta dalle rinnovabili se i prezzi fossero concorrenziali o perlomeno sopportabili tenuto conto che il vantaggio principale di questa tecnologia è quello di essere in grado di funzionare per tempi lunghissimi a prescindere dalla profondità di scarica. Utili per tagliare i picchi di di energia in alcune ore di alta richiesta la cui risposta di rete deve essere immediata.

I costi, dicevamo. Un'azienda californiana, la Imergy P.S., dichiara di essere in gradi di immettere nel mercato (speriamo a breve) questo tipo di batterie ad un prezzo di 300 dollari a kWh rispetto agli attuali 500 $/kWh, che riteniamo piuttosto interessante tenendo conto che può essere spalmato nel tempo lungo del loro funzionamento.

Il modulo base ha una capacità di 200 kWh con una potenza fino a 50 kW. Nulla osta nel mettere insieme più moduli per accumulare una quantità di energia scalabile.

La semplicità del design crea un sistema robusto ed efficiente che può sopportare cicli di carica/scarica di migliaia di volte in un anno, con profondità di scarica completa, senza impatto sulla sua vita. Il prodotto confezionato dall'azienda californiana funziona intrinsecamente più a lungo rispetto alle batterie tradizionali, con minori costi di manutenzione e meno problemi di gestione termica, altro ulteriore vantaggio.

Come funziona:
Una batteria flusso viene caricata e scaricata da una reazione di riduzione-ossidazione reversibile tra i due elettroliti liquidi della batteria
A differenza delle batterie convenzionali, elettroliti vengono immagazzinati in serbatoi separati, non nella cella di potenza della batteria
Durante il funzionamento di questi elettroliti vengono pompati attraverso una pila di celle di potenza, in cui una reazione redox chimica avviene ed elettricità è prodotta
Il disegno della cella di potenza può essere ottimizzato per la potenza necessaria, poiché questa è indipendente dalla quantità di elettrolita

Caratteristiche:
Singolo elettrolita acido
Catalizzatore proprietario
Separatore a basso costo / membrana
 Elettronica integrata per il controllo e la potenza per il condizionamento
 Controllo remoto e l'opzione di monitoraggio

Vantaggi:
 Ciclo di vita illimitata per il fatto che non vi èi nessuna reazione allo stato solido
Affidabile e costante disponibilità di potenza abilitata per la carica veloce e tempi di scarica
 Personalizzazioni specifiche di alimentazione e di capacità differenti per le diverse applicazioni
 Operazioni durevoli in robusti ambienti, fino a 50 ° C


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venerdì 24 ottobre 2014

Ma quanto costa il petrolio attualmente?

Secondo i dati puntuali ed aggiornati dell'Unione Petrolifera il prezzo del petrolio è 86,5 dollari al barile (158,99 litri) per il Brent e 82,4 dollari per il WTI.



Dal grafico sotto riportato vediamo che a metà settembre il prezzo era notevolmente più alto quasi 96  $/b per il Brent e quasi 94 $/b per il WTI, per poi scendere progressivamente fino a  meno di 84  $/b per il Brent e meno di 83 $/b per il WTI .



Ora sembra riprendere a salire, ma non è detto.


Due anni fa, nel 2012, all'incirca nello stesso periodo settembre/ottobre, il prezzo del Brent viaggiava abbondantemente sopra i 100  $/b mentre il WTI galleggiava sopra e sotto i 92 $/b per il WTI,



Per quanto riguarda il consumo di petrolio nel nostro paese il dato è certo, scende costantemente progressivamente da moltissimi mesi a questa parte, anzi scende imperiosamente da anni, a prescindere dal costo. Lo possiamo controllare in questo nostro ultimo post dedicato all'argomento. Qui uno dei grafici che riassume visivamente la tendenza e il consumo del petrolio mese per mese,




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mercoledì 22 ottobre 2014

Nessun incentivo alle auto elettriche nel 2015. Grazie al Governo

Che siano azzerato gli incentivi per gli acquisti di auto presunte 'verdi' come le auto a metano, gpl, etanolo è un fatto che giudichiamo positivo, ma è del tutto controproducente azzerare anche gli incentivi destinati alle vere auto verdi o se preferite auto ad emissioni locali zero.


Quindi per la legge di Stabilità 2015 è annullato lo stanziamento di 45 milioni per il prossimo anno costituiti in un apposito fondo presso il Mise.





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martedì 21 ottobre 2014

Fatturato e ordinativi dell'industria ad Agosto

Ieri abbiamo visto l'incremento delle immatricolazioni dei mezzi legegri da trasporto merci lasciandoci con una domanda con una risposta in sospeso: segno di un miglioramento dell'andamento dell'economia o dimostrazione del fatto che che i vecchi furgoni hanno esalato l'ultima emissione inquinante ed i pistoni hanno smesso di funzionare? Proviamo a dare una risposta parziale col post seguente che riguarda il fatturato dell'industria  e gli ordinativi  ad Agosto. 


Ad agosto 2014 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, aumenta dello 0,4% rispetto a luglio, registrando un incremento sul mercato estero (+3,0%) e una flessione su quello interno (-1,0%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-2,0% per il fatturato interno e +0,7% per quello estero).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di agosto 2013), il fatturato totale cala in termini tendenziali del 2,3%, con andamenti opposti sul mercato interno ed estero (rispettivamente -4,4% e +1,8%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+2,5%), e per l'energia (+1,4%), mentre registrano una flessione i beni di consumo (-1,0%) e i beni intermedi (-0,2%).

L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,2%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dei beni intermedi.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+23,6%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,1%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale dell'1,5%, con aumenti sia sul mercato estero (+2,5%), sia su quello interno (+0,7%).

Nel confronto con il mese di agosto 2013, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 3,2%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+8,8%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-9,5%).

Comunicato ISTAT

Con i dati Istat abbiamo realizzato i seguenti grafici esplicativi

Il fatturato dell'industria da Luglio 2012


Gli ordinativi dell'industria da Luglio 2012



La risposta di come va la nostra economia sul versante del fatturato e degli ordinativi oltre che produttivo, occupazione e disoccupazione, già visti precedentemente, è nei grafici.


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lunedì 20 ottobre 2014

Veicoli commerciali: +38,8% a settembre

Grazie alla vendite a noleggio forte accelerazione dei veicoli commerciali: +38,8% a settembre. Su un andamento già in recupero per i veicoli commerciali, si inserisce un mese di settembre in forte accelerazione.
Secondo le stime elaborate e diffuse oggi dal Centro Studi UNRAE, infatti, le vendite di autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t nel nono mese del 2014 hanno segnato una crescita del 38,8% a 11.205 immatricolazioni, rispetto alle 8.075 dello stesso periodo 2013.
Ciò ha portato ad archiviare i primi 9 mesi dell'anno a 86.089 veicoli immatricolati, in aumento del 20,1% rispetto alle 71.686 unità del gennaio-settembre 2013. Nel solo 3° trimestre (luglio-settembre) la crescita si avvicina al 32%.
“Mentre nel mercato delle autovetture la spinta si è decisamente attenuata, il canale delle vendite a noleggio sta continuando a sostenere gli ultimi mesi del mercato dei veicoli commerciali” – afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere. “Ciò grazie alla scelta di sostituzione della flotta da parte di alcune importati Aziende di Servizio Pubblico che si sono orientate su veicoli a noleggio piuttosto che di proprietà”.
“Alla luce dell'andamento dei primi 9 mesi dell'anno – conclude il Presidente - l’UNRAE conferma la propria stima di un mercato 2014 che si dovrebbe attestare intorno alle 120.000 immatricolazioni complessive”.

Comunicato stampa UNRAE

Grazie ai dati pubblicati dall'UNRAE siamo in grado di produrre i nostri consueti grafici.

L'andamento mensile per anno solare dal 2009 ad oggi.


I mesi in sequenza


Le percentuali rispetto allo stesso mese dell'anno precedente


L'ultimo grafico tiene conto della somma dei 12 mesi precedenti rispetto al mese di riferimento.


Questo grafico ci mostra una risalita nelle immatricolazione dei veicoli leggeri da lavoro, sotto i 35 quintali. Segno di un miglioramento dell'andamento dell'economia o dimostrazione del fatto che che i vecchi furgoni hanno esalato l'ultima emissione inquinante ed i pistoni hanno smesso di funzionare?


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venerdì 17 ottobre 2014

Lettera Aperta La Strategia Energetica Nazionale

16 ottobre 2014

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

e, p.c.,
al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi
al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti
al Ministro dell’Economia e Finanze, Pietro Carlo Padoan
al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin
al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini

Lettera Aperta
La Strategia Energetica Nazionale

Caro Presidente,

siamo un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università e dei Centri di ricerca di Bologna. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di esprimere la nostra opinione sulla crisi energetica e sul modo di uscirne.
Definire le linee di indirizzo per una valida Strategia Energetica Nazionale è un problema complesso, che deve essere affrontato congiuntamente da almeno cinque prospettive diverse: scientifica, economica, sociale, ambientale e culturale. I punti fondamentali dai quali non si può prescindere sono i seguenti:

1) E’ necessario ridurre il consumo di energia, obiettivo che deve essere perseguito mediante un aumento dell’efficienza energetica e, ancor più, con la creazione di una cultura della parsimonia, principio di fondamentale importanza per vivere in un mondo che ha risorse limitate.

2) La fine dell’era dei combustibili fossili è inevitabile e ridurne l’uso è urgente per limitare l’inquinamento dell’ambiente e per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici. Ridurre il consumo dei combustibili fossili, che importiamo per il 90%, significa anche ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese da altre nazioni.

3) E’ necessario promuovere, mediante scelte politiche appropriate, l’uso di fonti energetiche alternative che siano, per quanto possibile, abbondanti, inesauribili, distribuite su tutto il pianeta, non pericolose per l’uomo e per l’ambiente, capaci di colmare le disuguaglianze e di favorire la pace.

4) Le energie rinnovabili non sono più una fonte marginale di energia, come molti vorrebbero far credere: oggi producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale e il 40% in Italia, dove il fotovoltaico da solo genera energia pari a quella prodotta da due centrali nucleari.

5) La transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili sta già avvenendo in tutti i Paesi del mondo. In particolare, l’Unione Europea ha messo in atto una strategia basata sui punti sopra elencati (il Pacchetto Clima Energia 20 20 20, l’Energy Roadmap 2050).

L’Italia non ha carbone, ha pochissimo petrolio e gas, non ha uranio, ma ha tanto sole e le tecnologie solari altro non sono che industria manifatturiera, un settore dove il nostro Paese è sempre stato all’avanguardia. Sviluppando le energie rinnovabili e le tecnologie ad esse collegate il nostro Paese ha un’occasione straordinaria per trarre vantaggi in termini economici (sviluppo occupazionale) e ambientali dalla transizione energetica in atto.
Purtroppo la Strategia Energetica Nazionale, che l’attuale governo ha ereditato da quelli precedenti e che apparentemente ha assunto, non sembra seguire questa strada. In particolare, il recente decreto Sblocca Italia agli articoli 36-38 facilita e addirittura incoraggia le attività di estrazione delle residue, marginali riserve di petrolio e gas in aree densamente popolate come l’Emilia-Romagna, in zone dove sono presenti città di inestimabile importanza storica, culturale ed artistica come Venezia e Ravenna, lungo tutta la costa del mare Adriatico dal Veneto al Gargano, le regioni del centro-sud e gran parte della Sicilia.

Il decreto attribuisce un carattere strategico alle concessioni di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, semplifica gli iter autorizzativi, toglie potere alle regioni e prolunga i tempi delle concessioni con proroghe che potrebbero arrivare fino a 50 anni. Tutto ciò in contrasto con le affermazioni di voler ridurre le emissioni di gas serra e, cosa ancor più grave, senza considerare che le attività di trivellazione ed estrazione ostacolano e, in caso di incidenti, potrebbero addirittura compromettere un’enorme fonte di ricchezza certa per l’economia nazionale: il turismo. D’altra parte il decreto non prende in considerazione la necessità di creare una cultura del risparmio energetico e più in generale della sostenibilità ecologica e non semplifica le procedure che ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Il mancato apporto, quantitativamente marginale, delle nostre riserve di combustibili fossili potrebbe essere facilmente compensato riducendo i consumi. Ad esempio, mediante una più diffusa riqualificazione energetica degli edifici, la riduzione del limite di velocità sulle autostrade, incoraggiando i cittadini ad acquistare auto che consumino e inquinino meno, incentivando l’uso delle biciclette e dei mezzi pubblici, trasferendo gradualmente parte del trasporto merci dalla strada alla rotaia o a collegamenti marittimi e, soprattutto, mettendo in atto una campagna di informazione e formazione culturale, a partire dalle scuole, per mettere in luce i vantaggi della riduzione dei consumi individuali e collettivi e dello sviluppo delle fonti rinnovabili rispetto al consumo di combustibili fossili e ad una estesa trivellazione del territorio.

L’unica via percorribile per stimolare una reale innovazione nelle aziende, sostenere l’economia e l’occupazione, diminuire l’inquinamento, evitare futuri aumenti del costo dell’energia, ridurre la dipendenza energetica dell’Italia da altri Paesi, ottemperare alle direttive europee concernenti la produzione di gas serra e custodire l’incalcolabile valore paesaggistico delle nostre terre e dei nostri mari consiste nella rinuncia definitiva ad estrarre le nostre esigue riserve di combustibili fossili e in un intenso impegno verso efficienza, risparmio energetico, sviluppo delle energie rinnovabili e della green economy.

Nella speranza che si possa aprire un costruttivo dibattito sui problemi riportati in questo appello, con uno spirito di leale e piena collaborazione auguriamo a Lei e al Suo Governo un proficuo lavoro per il bene della Nazione.



Il Comitato Promotore


Qui la fonte

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giovedì 16 ottobre 2014

I consumi petroliferi e carburanti di Settembre 2014

I consumi petroliferi italiani nel mese di settembre 2014 sono ammontati a circa 5,1 milioni di tonnellate, registrando, stando ai dati provvisori, per la prima volta dall'estate 2011 un lieve aumento pari allo 0,2% (+9.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2013.

I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un incremento pari allo 0,9% (+6.000 tonnellate) rispetto a settembre 2013, mentre il gasolio autotrazione del 5,6% (+104.000 tonnellate).

A parità di giorni di consegna, avremmo avuto un calo pari al 3,7% per la benzina e un aumento dello 0,8% per il gasolio.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di settembre è così risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 2 di gasolio autotrazione, con un progresso del 4,3% (+110.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2013.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 3,4%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 52,9% del totale (era il 54,6% nel settembre 2013).

Nei primi nove mesi 2014, i consumi [di petrolio] sono stati invece pari a circa 43,5 milioni di tonnellate, con un calo del 3,5% (-1.582.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2013.
La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,5% (-148.000 tonnellate), il gasolio un rialzo dello 0,8 % (+138.000 tonnellate).
Nei primi nove mesi del 2014 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), non evidenzia variazioni percentuali rispetto a settembre 2013 (-10.000 tonnellate).
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 3,7%, con quelle diesel a coprire il 55,6% del totale (era il 53,8 nei primi nove mesi del 2013).

 Roma, 15 ottobre 2014 – Comunicato dell'Unione Petrolifera

Con i dati forniti dal Ministero delle dello Sviluppo Economico abbiamo realizzato e pubblichiamo i nostri consueti grafici. Vediamo come i consumi di petrolio scendano progressivamente sempre più giù di mese in mese di anno in anno dal Gennaio 2006.


I nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico

Il petrolio

Il grafico con i consumi per anno solare. Con Settembre 2014 che sono quasi allo stesso livello del 2013 ma ancora di gran lunga inferiori degli ultimi 9 anni.


 Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006 coc una tendenza in picchiata. 


Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006 da cui si nota appena il segno positivo di Settembre su una lunga sequenza di profondo rosso. 



Lultimo grafico è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire Dicembre 2006. La tendenza alla picchiata non è fermata né tantomeno invertita.

cliccare sopra per ingrandire i grafici



Passiamo adesso al consumo dei carburanti per autotrazione

Qui di seguito vediamo i grafici dei carburanti per autotrazione in sequenza mensile dal 2007.

I consumi di benzina risalgono leggermente posizionandosi più o meno al ,livello del 2013 ,,



... come pure i consumi di gasolio che hanno una risalita più evidente ma ancora lontana dagli anni precedenti.


Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi in sequenza per il gasolio e la benzina.


Vediamo qui sotto il grafico relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire Dicembre 2007 per la benzina...
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 ...e il gasolio, prepotente il tracollo dal picco di fine 2010 fino ad oggi.


Trattiamo adesso i grafici dei carburanti insieme, cioè della benzina + gasolio negli anni solari dal 2007. Risaliti i consumi ma lontanissimi dagli anni precedenti....


  ... e in sequenza.


L'ultimo grafico è sempre il più significativo tracciando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento.



Non si può dire che non vi sia un rallentamento nella caduta dei consumi, ma da qui a dire che sia in atto una ripresa ce ne passa, sapendo che i consumi sono legati indissolubilmente ad una ripresa economica reale, effettiva e non prefigurata in un futuro ideale, considerando che i segnali reali ed effettivi sono di segno opposto o non inequivocabili, come il consumo di gas, energia elettrica, occupazione e disoccupazione, produzione industriale, il traffico autostradale, le immatricolazioni dei veicoli, auto e furgoni.



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