Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 17 dicembre 2014

Il mercato dei commerciali, continua il trend positivo con un +8,3% a Novembre

Il mercato dei veicoli commerciali consolida il suo trend positivo (+8,3%) secondo quanto si legge nel comunicato stampa dell'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali,

L'anno 2014 sfiorerà 120.000 immatricolazioni (+17%), aspettative moderatamente positive anche per il 2015. Recupera anche in novembre il mercato dei veicoli commerciali (autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t), che archivia nel mese una crescita dell’8,3%, confrontandosi con lo stesso periodo dello scorso anno che a sua volta evidenziò il 1° segno di stabilità dopo molti mesi di calo.

Secondo le stime elaborate e diffuse dal Centro Studi dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, infatti, i veicoli commerciali immatricolati a novembre sono stati 10.173, rispetto ai 9.394 del novembre 2013. Una crescita dunque ad una cifra (+8,3%), considerato che proprio nel novembre dello scorso anno il mercato smise di cedere in volume. Gli 11 mesi dell’anno in corso archiviano così 107.726 unità vendute, con una crescita del 19% sulle 90.492 unità del gennaio-novembre 2013.
“Il recupero dei veicoli da lavoro – afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE – è dovuto da un lato all'effetto rimbalzo di un mercato che negli ultimi anni è sceso a livelli minimi e dall'altro all'impulso delle vendite a noleggio”. “Come già anticipato da diversi mesi – prosegue il Presidente – confermiamo la nostra previsione per un mercato 2014 a poco meno di 120.000 immatricolazioni di veicoli commerciali, in aumento di circa il 17% sui risultati 2013, con aspettative moderatamente positive anche per il 2015”. “Ciò nonostante - ha concluso Nordio - la domanda resta ancora molto bassa in rapporto alla dimensione del parco più anziano (1.412.000 veicoli ante Euro III, il 40% del totale), segno della sofferenza persistente delle piccole e medie imprese verso le quali la prossima Legge di Stabilità sembra prevedere interventi di carattere fiscale e amministrativo, senza affrontare, però, il tema degli investimenti, che potrebbero consentire in questo settore un'accelerazione al rinnovo del parco mezzi”.


I nostri grafici.

Proseguiamo con i grafici da noi realizzati con i dati forniti dall'UNRAE capaci, più delle parole, di far comprendere quale è la situazione con un 'colpo d'occhio'.

L'andamento delle immatricolazione degli autocarri mese dopo mese a partire dal gennaio 2009.

 
Le immatricolazione mensili con l'andamento seguendo l'anno solare.

 
Le percentuali di ogni mese rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

 
Le percentuali del periodo in corso allo stesso periodo dell'anno precedente

 
L'ultimo grafico mostra l'andamento delle immatricolazioni degli autocarri nei 12 mesi precedenti rispetto al mese di rilevamento.



Come sapete, riteniamo l'immatricolazione dei veicoli commerciali un valido indicatore dello stato di salute (presente e futuro) della nostra economia ed è per questo che lo seguiamo mese dopo mese. Che visione ne traiamo da questo andamento? Riportiamo le parole del presidente Nordio dell'Unrae, già lette sopra, che ne danno una visione pertinente:"...  la domanda resta ancora molto bassa in rapporto alla dimensione del parco più anziano, segno della sofferenza persistente delle piccole e medie imprese verso le quali la prossima Legge di Stabilità sembra prevedere interventi di carattere fiscale e amministrativo, senza affrontare, però, il tema degli investimenti, che potrebbero consentire in questo settore un'accelerazione al rinnovo del parco mezzi ". Insomma, niente di positivo nemmeno come aspettative future, (passo dopo passo vero il peggio).



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martedì 16 dicembre 2014

Il consumo di energia elettrica in Italia a Novembre; -3,8%, ovvero continua la frana

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Terna diffonde i dati relativi al mese di Novembre.  Si rileva da ciò ancora una contrazione dei consumi inarrestabile. Dal suo rapporto mensile vediamo quanto segue.

La congiuntura elettrica del mese di novembre 2014 é stata caratterizzata per quanto riguarda la domanda da:
• una richiesta di energia elettrica in Italia di 25,2 miliardi di kWh  in diminuzione  del -3,8% rispetto a quella registrata nel mese di novembre 2013;
• una variazione della domanda rettificata pari a -3,1%. Tale valore è stato ottenuto depurando il dato dal solo effetto temperatura: novembre 2014 ha avuto infatti lo stesso numero di giorni lavorativi (20) ma una temperatura media mensile superiore di quasi due gradi centigradi rispetto a novembre 2013.
• una potenza massima richiesta di 50.819 MW registrata mercoledì 26 novembre alle ore 18 in diminuzione del 2,4% sul valore registrato nel corrispondente mese dell'anno precedente.
per quanto riguarda l'offerta da:
• una domanda nazionale di energia elettrica soddisfatta per l’ 82,0% del totale attraverso fonti di
produzione interna e
per la parte rimanente dal saldo con l'estero.


I nostri grafici

Di seguito i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anni solari. Da notare che il consumo del mese precedente ritorna è assere al livello più basso degli ultimo 9 anni dopo un fugace incremento, debolissimo, a settembre. ha un piccolo sobbalzo posizionandosi ad un livello più alto rispetto allo stesso mese dell'anno.

 
Per una migliore lettura degli ultimi 4 anni presentiamo il seguente grafico

 
Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza mostrano ancora la tendenza alla caduta vertiginosa.

 
Qui si evidenzia una foresta di barre rosse, quasi sempre negative, degli ultimi 23 mesi.

 
E, per ultimo, prendiamo visione del grafico relativo all'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione dei dati del mese di riferimento che rimarca, se ce ne fosse stato necessità o dubbi, il tracollo dei consumi dei consumi di energia elettrica che il dato positivo di Settembre non riesce a spostare.



Se vogliamo imputare alle temperature medie superiori di 2 gradi rispetto al mese di Novembre dell'anno passato il calo di quasi il 4%, implicitamente sostenendo che la differenza è data dai termosifoni elettrici meno accesi (termosifoni elettrici?), allora, in effetti , questo indice dello stato di salute della nostra economia non avrebbe rilevanza alcuna su un altro indicatore quale è quello che rileverebbe invece la deindustrializzazione del nostro Paese  ma... lo dubitiamo. Siamo in pieno regresso industriale e qualitativo in senso lato.

Per un'analisi dell'energia elettrica nazionale generale e quella prodotta da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.


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lunedì 15 dicembre 2014

Tra gli immensi oceani di rifiuti e povertà

Bangladesh, una donna cerca nel vasto mare di una discarica a Dhaka plastica che possa essere venduta per essere riciclata. Circa un terzo dei 15 milioni di abitanti della città vive in povertà.
Fonte: The 20 photographs of the week - The Guardian




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sabato 13 dicembre 2014

Distributori abbandonati trasformati in discariche

Niente di più emblematico del (nostro) mondo in disfacimento di quelli che un tempo erano considerati edifici,  apparati, attrezzature, impianti, macchinari, sistemi, strumentazioni, macchine, strumenti dello sviluppo infinito ed ora, a pochi anni dall'abbandono, diventano monumenti alla decadenza e un monito  per capire finalmente che è arrivato il momento di cambiare paradigma. Niente sviluppo infinito, uso razionale delle risorse. Ma forse ancora non lo abbiamo capito fino in fondo. Prendo questo articolo dal sito web dei 'Gestori di carburante', ripreso a sua volta dal quotidiano La nuova Venezia.

L'esempio più eclatante si concretizza in via Forte Marghera. L'ex distributore di benzina, chiuso ormai da tempo, è diventato una specie di discarica, con erbacce e rifiuti sparpagliati ovunque. Una specie di pattumiera a cielo aperto.Ma anche in via Fratelli Bandiera la moria degli impianti "tradizionali" sta creando zone abbandonate all'incuria che possono fermentare per anni, nell'attesa di un nuovo gestore.
Insomma, l'ampio mondo di ciò che ormai rientra nel termine "degrado", si arricchisce di una nuova situazione, che a Mestre, come nel resto della provincia, è ormai sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi tempi in città hanno chiuso molti distributori "tradizionali" di carburanti, ovvero di proprietà di una compagnia petrolifera seppur dati in gestione a privati, sostituiti dalle pompe bianche a marchio Vega (soprattutto), Auchan e Loro. Sono queste che si dividono la più larga fetta di clienti, perché hanno prezzi concorrenziali, anche se tra di loro applicano sempre gli stessi costi al litro.
A fare le spese di tale "invasione", oltre che della crisi, sono stati i gestori con insegna, molti dei quali hanno abbandonato l'impianto. Risultato? "Quei distributori resteranno là per molto tempo, nel più totale degrado", spiega Stefano Finotto, presidente provinciale del Gisc-Confcommercio, che rappresenta la categoria dei benzinai. "Il terreno è di proprietà delle compagnie petrolifere le quali non hanno alcun interesse a chiudere tutto, spendere un sacco di soldi per bonificare l'area e deciderne poi il futuro. Meglio continuare a vendere benzina, aspettando che qualcuno si faccia avanti e lasciando intanto l'impianto nella più totale incuria". "Il problema", continua Finotto, "è che non esiste una normativa che obblighi le compagnie petrolifere a bonificare un distributore chiuso dopo un tot di anni, quindi le pompe restano li".
Insomma, il rischio è di ritrovarsi lungo le strade mestrina e di Marghera con nuove sacche di degrado, andando ad aggravare un contesto già segnato da cantieri aperti e negozi con le serrande abbassate. "Il pericolo è che in questo momento cosi difficile quegli impianti restino abbandonati per anni", avverte Finotto. "Ormai i gestori non campano più con la vendita della benzina e quelli che si arrischiano molto spesso chiudono dopo pochi mesi. È un gatto che si morde la coda".
Le difficili condizioni in cui versa il settore, vengono testimoniate anche da Michele Lacchin della Confesercenti. "A Mestre c'è stata una rapida diffusione delle pompe bianche", spiega il rappresentante di categoria. "Sono concentrate tutte nella stessa zona e gli automobilisti ormai le conoscono. Nei propri distributori molte compagnie petrolifere ormai non si affidano più ai gestori, ma alle pompe ghost, che hanno solo i colonnini della benzina e nessun servizio. Oppure riuniscono in un unico grande impianto più decreti di vendita, perché in questo comparto per fare discreti margini di guadagno bisogna vendere tanto carburante".




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venerdì 12 dicembre 2014

Continua a scendere (crollare) la produzione industriale


L'Istat ha diffuso nel proprio sito web i dati relatiti alla produzione industriale di Ottobre con un comunicato che vi riproponiamo qui di seguito.
A ottobre 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,1% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto-ottobre la produzione è diminuita dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre 2014, l'indice è diminuito in termini tendenziali del 3,0% (i giorni lavorativi sono stati 23 come ad ottobre 2013). Nella media dei primi dieci mesi dell'anno la produzione è scesa dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
A ottobre l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni strumentali (+1,2%) e dei beni di consumo (+0,3%); diminuiscono invece i beni intermedi (-0,8%) e l'energia (-0,7%).
In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a ottobre 2014, diminuzioni in tutti i raggruppamenti principali d'industrie: i beni intermedi (-4,2%), i beni di consumo e l'energia (entrambi -3,8%) e i beni strumentali (-0,7%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a ottobre 2014, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+4,3%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,2%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,6%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-16,5%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-14,9%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9,3%)

Come di consueto proponiamo il nostro grafico realizzato con i dati ISTAT.


Beh, dategli mille giorni per andare a fondo ... alla questione,


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giovedì 11 dicembre 2014

Auto elettriche, è la California leader negli USA

Nella propria pagina Today in Energy, l'EIA (U.S. Energy Information Adminidtration) informa i propri lettori che  la California ospita quasi la metà dei veicoli elettriciplug-indegli Stati Uniti. Non male.
Nel 2013, sono stati immatricolati circa 70.000 veicoli elettrica a batteria (EV) e 104.000 veicoli elettrici ibridi  plug-in (PHEVs). Numeri piccoli rispetto ai circa 226 milioni di veicoli immatricolati negli Stati Uniti. Il totale delle vendite di  veicoli elettrici plug-in (PEVs) sono aumentati negli ultimi anni, ma rappresentano ancora solo il 0,7% delle vendite di veicoli nuovi nel 2014 (per ora), dal 0,6% nel 2013 e dallo 0,4% nel 2012. La California è la patria di quasi la metà di tutti i PEVs della nazione, ma anche in California sono solo 5 veicoli elettrici  PEVs ogni 1.000 veicoli immatricolati.

Diversi stati offrono incentivi fiscali per ridurre il costo iniziale di PEVs per i consumatori. Questi incentivi si aggiungono al credito d'imposta federale (nazionale), che varia da 2.500 dollari a 7.500 a seconda della capacità della batteria e peso totale a terra. Esempi di incentivi sono i seguenti:
California, offre sconti fino a 2.500 dollari per i veicoli elettrici che funzionano solo a batteria, e 1.500 dollari per i PHEVs, che funzionano anche a benzina.
Washington ha esentato i veicoli elettrici dalle imposte statali del  6,5%.
La Georgia offre un  credito d'imposta del 20% del costo  del veicolo a zero emissioni (ZEV), fino a 5.000 dollari. Zevs includono veicoli alimentati da celle a combustibile a idrogeno o elettricità.
Il Maryland offre un credito d'imposta di $ 125 per ogni kilowattora di capacità della batteria di un veicolo elettrico, fino a 3.000  dollari . Molti veicoli elettrici hanno una capacità della batteria sufficiente per ottenere il credito pieno. I PHEVs hanno una capacità inferiore e quindi hanno un credito inferiore; lo Stato stima che la Toyota Prius  plug-in  otterrebbe un credito di  550 dollari .
Il Distretto della Columbia ha un credito d'imposta pari al 50% del costo incrementale di un EV, fino a 19 mila dollari. Il Distretto esenta i veicoli elettrici dalla sua accise, che variano dal 6% all'8% a seconda del peso del veicolo.
Alcune società di servizi offrono nelle strutture di ricarica  l'energia elettrica a tariffa speciale per i proprietari PEV per incentivare la ricarica durante le ore non di punta, di solito la sera. Ad esempio, DTE Energy in Michigan offre l'elettricità ai clienti a tariffe scontate  nelle ore non di punta, se si installa un caricabatterie  Level 2 da 240 volt, che alimenta un PEV più rapidamente di un caricabatterie 120-volt Level 1. Il cliente deve installare un contatore separato dedicato ai PEV pagando 40 dollari a tariffa flat mensile per la ricarica.
La California ha implementato un ZEV mandate che richiede alle case automobilistiche per produrre per vendere una certa percentuale di veicoli ad emissioni zero, elettrici, a celle a combustibile e a idrogeno. Entro il 2025, circa il 15% di tutti i nuovi veicoli leggeri venduti nello stato devono essere elettrici o a celle a combustibile .
Nove Stati membri hanno deciso di seguire lo  ZEV mandate  della California: Connecticut, Maine, Maryland, Massachusetts, New Jersey, New York, Oregon, Rhode Island, e Vermont. Questi dieci Stati rappresentano quasi un quarto del mercato dei veicoli leggeri degli USA.


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mercoledì 10 dicembre 2014

Battuta d'arresto per il mercato delle 2 ruote a Novembre

Il titolo del comunicato stampa leggibile nel sito web ufficiale dell' ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) è chiaro e conciso:Nuova battuta d'arresto per il mercato delle 2 ruote. Il comunicato prosegue così.
Il mercato complessivo delle 2 ruote a motore (moto e scooter immatricolati più i veicoli 50cc) nei primi 11 mesi del 2014 ammonta a 177.349 veicoli, pari al -1,7% rispetto allo stesso periodo del 2013. La ripartenza passa attraverso le riforme e la ripresa del mercato del lavoro, affinché i consumatori tornino ad avere fiducia e potere d'acquisto.
Dopo un bimestre positivo il mese di novembre vede un nuovo calo per le immatricolazioni di moto e scooter targati, con 5.723 veicoli venduti pari al -16%. Va ricordato che nel novembre 2013 erano stati immatricolati circa 1.000 scooter per Poste Italiane; senza conteggiare questi volumi il mercato registra gli stessi numeri dell'anno scorso. In particolare le moto si fermano a 1.699 unità con un -4,7%, mentre gli scooter presentano 4.024 pezzi e un -20,1%. Negativa anche la tendenza dei “cinquantini” che, con 1.218 registrazioni, presentano una flessione pari al -14,9%. Novembre pesa in media circa il 4% sul totale vendite dell'anno.

“Il mercato delle 2 ruote a motore mostra ancora una situazione di incertezza, che riflette la congiuntura economica stagnante di questi ultimi mesi dell'anno. Non si vedono gli effetti delle riforme che agiscono nel medio termine e non riprende neppure la fiducia dei consumatori, che non vedono un significativo aumento del potere d’acquisto.” - dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) - “E’ prioritario arrestare il trend negativo e puntare a una ripartenza già dai primi mesi del 2015, ma è essenziale che anche il mercato del lavoro sia in grado di recuperare. Confindustria Ancma continua a lavorare per condurre in porto le modifiche al Codice della Strada e per invertire la tendenza delle tariffe assicurative che restano uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore – continua il Presidente Capelli – Siamo certi che lo straordinario interesse suscitato dall'ultima edizione di EICMA sia sinonimo di una rinnovata passione alimentata anche dall’importante e cospicuo numero di nuovi modelli in grado di soddisfare ogni esigenza”.

Da gennaio a novembre 2014 sono stati immatricolati 151.714 veicoli, con un leggero incremento del +1,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Gli scooter realizzano 98.746 unità, sostanzialmente le stesse vendite dell'anno scorso. Le moto totalizzano 52.968 pezzi con un aumento pari al +3,4%. I “cinquantini” da gennaio a novembre si fermano a 25.635 registrazioni con un -15,7%, rispetto al 2013.
Il totale complessivo delle 2 ruote a motore (moto e scooter targati + veicoli 50cc) nei primi 11 mesi del 2014 ammonta pertanto a 177.349 veicoli, pari al -1,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.[...]


Con i dati forniti dal Ministero dei trasporti pubblichiamo i nostri grafici

Il grafico delle immatricolazioni mensili delle 2 ruote sopra i 50cc per anno solare


Il grafico delle vendite mensili delle 2 ruote sotto i 50cc per anno solare
 

Proseguiamo con i grafici che sommano le immatricolazioni mensili delle 2 ruote nei dodici mesi precedenti al mese di riferimento.

L'andamento delle 2 ruote sopra i 50cc

 
e sotto i 50cc
 
L'ultimissimo grafico mette insieme le immatricolazioni e le registrazioni di tutte le 2 ruote sopra e sotto i 50cc nei 12 mesi precedenti al mese di riferimento.




I grafici parlano da soli, non servono commenti ulteriori.  (!)




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martedì 9 dicembre 2014

La Francia contro le auto diesel

I risultati di un sondaggio di Airparif, l'organizzazione preposta al controllo della qualità dell'aria nella regione parigina, che ogni cinque o sei anni fotografa la percezione dei parigini sui temi dell'inquinamento atmosferico, per valutare sia le proprie azioni che le aspettative dei cittadini, mostra che gli intervistati sono molto preoccupati della situazione. L'ultimo sondaggio - come leggiamo in un articolo dell'Arpat nel proprio sito web - è stato condotto su un campione di 501 persone rappresentative della popolazione parigina sopra i 15 anni. Le interviste sono state condotte tramite un questionario auto-somministrato via Web dal 9 al 14 Ottobre 2014. I risultati confermano l'elevata sensibilità dei parigini verso la qualità dell'aria che respirano, la loro prima preoccupazione ambientale (68%), seguita dal cambiamento climatico (54%) e dall'alimentazione (49%). Questa nuova indagine si concentra in particolar modo sulla salute: il 29% dei Parigini ha dichiarato di aver consultato un medico per se stessi o persone care, a causa di problemi legati all'inquinamento dell'aria.

Sarà per questa ragione che  la Francia si dichiara contro le auto diesel. "La Francia dichiara guerra alle auto diesel"   è il titolo di un altro articolo che abbiamo letto su 'motorifanpage' datato 3 Dicembre 2014. L'articolo prosegue col sottotitolo: Dopo anni di incentivi che hanno favorito l'acquisto di piccoli diesel, il Governo francese fa retromarcia e assicura un orientamento verso il trasporto sostenibile. Prosegue così. Come parte di un più ampio sforzo ambientale che sarà lanciato dal prossimo anno, il primo ministro francese Manuel Valls ribalta decenni di politiche statali volte a incentivare la diffusione del motore diesel. “È stato un errore, bisogna progressivamente ritornare sulla decisione con intelligenza e pragmatismo”. Così, durante il discorso conclusivo della Conferenza ambientale, il capo del Governo annuncia un progetto di legge volto a sviluppare politiche a favore dei veicoli più puliti.
Ed ancora. Diffusione del diesel e danni alla salute. In Francia circa 62% del parco circolante è composto da auto diesel, il 64% delle vetture immatricolate nei primi 9 mesi del 2014 hanno motore diesel e l’80% del combustibile che finisce nei serbatoi francesi è gasolio: numeri che fanno riflettere il Governo francese alla luce di un nuovo studio sulla qualità dell'aria di Parigi condotto dal CNRS di Orleans negli ultimi 3 semestri. I dati hanno evidenziato come le polveri sottili di diametro compreso da 0,2 a 1 micron emesse dai motori diesel e dalle stufe a gasolio fossero totalmente fuori controllo lo scorso inverno, confermando le conclusioni dei principali studi del settore che stimano in circa 42.000 le morti premature in Francia, di cui 1400 solo nella capitale, e che secondo l'ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell'ambiente raggiungono quota 400.000 decessi in Europa (dati 2011)
Per penalizzare le auto diesel senza danneggiare le fasce più modeste della popolazione, Valls ha promesso un “sistema di identificazione dei veicoli in funzione delle loro emissioni inquinanti” che “aiuti le comunità a sviluppare politiche che favoriscano i veicoli più puliti” non ricorrendo quindi a un aumento del prezzo dei carburanti, sebbene il Governo abbia annunciato un aumento della tassa sul consumo dei prodotti energetici. Alle parole del primo ministro fanno eco quelle del ministro dell'ecologia francese che assicura che le nuovi disposizioni verranno inserite nel prossimo progetto di legge: “Se diamo un impulso forte ed eliminiamo il vantaggio competitivo dei diesel, ci si orienterà sul trasporto sostenibile e daremo un impulso all'auto elettrica”.



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lunedì 8 dicembre 2014

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti a Novembre

Dopo avere visto quante auto elettriche e ibride sono state immatricolate in Italia a Novembre - con una introduzione nel mercato nazionale dell' 1,6% del totale immatricolato nei primi 11 mesi dell'anno in corso - adesso vediamo quante auto elettriche e ibride sono state immatricolate negli Stati Uniti nello stesso mese.
Prima di tutto confermiamo che a  Novembre l'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato statunitense è risultata essere più del doppio rispetto a quanto accade in Italia,  rappresentando il 3,52%, del totale immatricolato.
Esemplifichiamo la situazione attraverso i numeri e i grafici da noi realizzati con i dati forniti dall'Associazione dei veicoli elettrici nel loro sito Internet. Ricordiamo che negli USA si usa una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Novembre secondo categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

I nostri grafici

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche a loro volta suddivise per anno solare a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Settembre 2014:

  - 31.109 auto ibride (HEV),

 
  - 3.609 auto e percorrenza estesa (EREV)

 
  - 6.176 auto elettriche pure a batteria (BEV),

 
 per un totale di 40.894 unità.
 

 Il totale immatricolato nei primi 11 mesi dell'anno sale a 484.993 unità su 14.936.682 il che corrisponde, come dicevamo sopra, al 3,52%. Possiamo contabilizzazione quale è il numero delle auto elettriche da quando esiste negli USA l'analisi mensile, Gennaio 2010, raggiungendo la cifra di 2.170.175   unità.
La progressione dal gennaio 2010





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sabato 6 dicembre 2014

Le immatricolazoni delle auto elettriche e ibride in Italia a Novembre

E' arrivato il momento di andare a controllare, come sempre mensilmente facciamo, l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride con i dati pubblicati dall'UNRAE( l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) a Novembre.

Nel mese di Novembre sono state immatricolate 1.841 auto ibride contro le 1.548 dello stesso mese dell'anno precedente, portando il totale nei primi 11 mesi dell'anno in corso a 19.619 con una percentuale positiva del 18,9% mensile e 44,2 % rispetto allo stesso periodo del 2013.
Le auto totalmente elettriche sono passate a 127 a 91 con una flessione  mensile del 28,3%, ed un segno positivo del 26,2 nei primo 11 mesi del 2014. Il totale delle elettriche immatricolate è 1.015 unità.

L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto incide nei primi 11 mesi per l' 1,6 % .

I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.



Le auto elettriche pure


 
Le auto ibride

 
La progressione delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009




Vediamo la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute.

Sul gradino più alto del podio all-electric di Novembre troviamo :

1o posto - la Nissan Leaf con 29 unità ,
2o posto - la Renault Zoe con 22 unità,
3o posto - la BMW I3 con 15 unità,

Nei primi 11 mesi l'auto elettrica più venduta è la Leaf della Nissan con 322 unità, seguita dalla Smart Fortwo con 239 e dalla Zoe della Renault con 130.

Le prime due auto ibride più vendute sono ambedue della Toyota::

1o posto - la Yaris con 916 unità,
2o posto - la Auris con 508,
3o posto - la NX Lexus con 199.

Nei primi 11 mesi l'auto ibrida più venduta è la Toyota Yaris con 9.024 unità seguita dalla Auris con 7.499 e dalla Lexus CT con 698.



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venerdì 5 dicembre 2014

Gas. I consumi nei settori termoelettrico e industriale a Novembre

Ci siamo lasciati con l'intenzione di concludere il discorso del consumo di gas nei due settori particolari quali il  termoelettrico e l'industriale. Due settori importanti per capire in che situazione si trova il nostro Paese essendo degli indicatori più specifici rispetto al dato crudo del consumo generale di gas che abbiamo già visto nel precedente post.
Riassumendo abbiamo visto che a Novembre abbiamo il consumo è sceso del circa il 12% e negli 11 mesi dell'anno di circa l' 11,4%.

Facciamoci aiutare dai grafici da noi realizzati con i dati forniti dalla Snam.

I nostri grafici.

Il settore termoelettrico, produzione di energia elettrica. Il consumo è al livello più basso di Novembre da 10 anni a questa parte.

 Il grafico qui sotto rispetta l'andamento per anno solare degli ultimo 10 anni.


Il seguente grafico mette in sequenza i consumi mese dopo mese a partire dal gennaio 2006


Una semplice considerazione riguardo al perché della contrazione dei consumi. L'energia elettrica viene prodotta in Italia con un'alta percentuale derivata dalle energie rinnovabili, in forte competizione col gas, che abbiamo visto essere superiore al 30%. Secondariamente il consumo di energia elettrica è comunque in forte declino, quindi è logica la contrazione dei consumi di gas. 

Il settore industriale, 10 anni solari, sembra tenere meglio, quasi all0ultimo posto eccezion fatta per il Novembre dell'anno scorso.



  I mesi in sequenza

 
Più chiari sono i grafici che seguono essendo in grado di farci capire se l'andamento dei consumi indica una fase di positiva o negativa, poiché prendono in considerazione i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese dei rilevamenti dei consumi.

Il settore termoelettrico

 
Il settore industriale


Almeno a livello dei 12 mesi la situazione sembra essere meno disastrosa accennando ad un rallentamento della caduta vertiginosa costante e progressiva dei mesi precedenti, ma non c'è un'inversione netta. La produzione industriale non riparte, ce lo conferma il consumo di gas dopo i rilevamenti dell'Istat





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