Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 24 febbraio 2017

Il consumo di gas nei settori industriale ed elettrico a Gennaio

E' interessante verificare due indicatori indiretti dello stato di salute della nostra economia quali possono essere i settori industriale ed elettrico dal punto di vista dei consumi di gas. Qualche giorno fa abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Gennaio con i dati pubblicati dalla Snam, notando che si è avuta una crescita del straordinaria del 21,8%.
Adesso controlliamo l'andamento del consumo nel settore industriale e in quello termoelettrico con i grafici che riassumono i consumi negli anni solari degli ultimi 12 anni e i grafici con la sommatoria dei dodici mesi precedenti.
I numeri sono il nostro punto di partenza e i grafici da noi realizzati ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita economica e produttiva. Le cifre sono quelle pubblicate dalla Snam (provvisorie negli ultimi due mesi) mentre le altre sono quelle definitive pubblicate dal Ministero.



I nostri grafici

Il settore industriale

 Nel settore industriale si è consumato il 10,4% in più del corrispondente mese del 2016, circa 1.273 milioni di metri cubi (dati provvisori) contro i 1.153 (dati definitivi) milioni di metri cubi del 2016.

   

Il corrispondente grafico che traccia i consumi sommando i precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento. C'è poco da dire. Da metà dell'anno passato si vede una risalita nei primi mesi del 2016, con un'alternanza di periodi brevi di discesa e risalita ma da considerare fluttuanti nella norma dal giugno del 2010.

Il settore termoelettrico

Il consumo per la generazione di energia elettrica sale del 24,6% rispetto allo stesso mese del 2016, assestandosi nella zona alta degli ultimi 13 anni. Si sono consumati circa 2.349 milioni di metri cubi (dati provvisori) contro i 2.125,7 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2016 (dati definitivi). Negli ultimi 3/4 mesi abbiamo avuto incrementi dei consumi che vanno dal 20 al 33 %, il perchè lo abbiamo spiegato in un post precedente quindi già sappiamo che non è un segnale totalmente positivo per la nostra economia ovvero non si è prodotto energia elettrica con le turbogas per un incremento della nostra produttività nazionale bensì per una necessità della Francia, causa chiusura di una dozzina di centrali nucleari per 'revisioni' periodiche o forzose, e che esportiamo.




Si evidenzia, nel grafico sottostante, la risalita dei consumi dal gennaio 2015 ad oggi prendendo in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti.



Continueremo nel futuro a seguire gli altri indicatori della salute della nostra economia attraverso i consumi. 





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giovedì 23 febbraio 2017

Prato si aggiunge alle città che hanno colonnine di ricarica per veicoli elettrici

La prima colonnina di ricarica per veicoli elettrici a uso pubblico  è stata inaugurata alla metà di Dicembre dello scorso anno in via Panziera a Prato  nel parcheggio antistante la sede azienla sede di una multiutility toscana nel contesto di un progetto aziendale sulla mobilità elettrica che prevede altre 4 stazioni di ricarica nel Comune di Prato. Ulteriori installazioni sono previste nei prossimi mesi anche a Bibbiena (AR) e Siena.
A questa prima faranno seguito a breve altre 4 colonnine: in viale Galilei, adiacente al noleggio bici, in Piazza Macelli davanti a Officina Giovani, nel parcheggio di via Arcivescovo Martini e in piazza Mercatale. 
Prossimamente altre installazioni riguarderanno Bibbiena (AR), dove saranno a breve installate 2 colonnine, e il Comune di Siena, come da  progetto.
Per ricaricare il veicolo, è necessario avere solo uno smartphone e una carta di credito, utilizzando la APP realizzata dall'azienda, gratuita,  disponibile per iOS e Android, consentirà anche la ricerca delle stazioni di ricarica su una mappa interattiva, l’attivazione e la gestione della ricarica e il pagamento.
Ogni stazione di ricarica è dotata di 2 prese di tipo 2 Mennekes a 22 kW (ricarica accelerata) è disponibile anche un hot spot wi-fi in modo che il cliente si possa collegare alla rete della stazione, scaricare la APP “e-ricaricati”, registrarsi ed effettuare la ricarica. Non è necessario essere cliente della multiutility. Gli utilizzatori del servizio potranno contare sulla garanzia di due posti auto riservati ai mezzi elettrici. Per lanciare il nuovo servizio, fino al 15 marzo 2017, la ricarica sarà gratuita. 

Dai dati ACI della Toscana, sono state 200 le nuove immatricolazioni nel 2015 di mezzi puramente elettrici. In tutta la regione sono 437 i veicoli elettrici circolanti su oltre 2,4 milioni totali. Se i numeri delle auto elettriche sono ancora limitati, forte è la propensione degli italiani verso la mobilità elettrica.
Secondo il primo rapporto nazionale sulla mobilità sostenibile, realizzato da Lorien Consulting in collaborazione con La Nuova Ecologia, un italiano su cinque si affida alla sharing mobility e uno su tre è propenso all’uso dell’auto elettrica. Dal sondaggio risulta che cresce la propensione nei confronti dell’auto elettrica, considerata la forma di alimentazione più sostenibile (33%). Gli italiani si dichiarano decisamente favorevoli (72%) a estendere all’Europa e all’Italia la proposta olandese di vietare la vendita delle auto a benzina o diesel entro il 2025. Il 23% lo è addirittura “molto”. Il 78% afferma di essere disponibile a spendere l’11% in più per un’auto elettrica rispetto a un’auto inquinante. C’è poi un 32% disposto a spendere ancora di più. Il 73% pensa che un costo inferiore della ricarica o incentivi fiscali potrebbero aiutare nell’acquisto dell’auto elettrica. Per il 65% aiuterebbe anche facilitare il rifornimento, con punti di ricarica diffusi e la possibilità di ricaricare la propria auto da casa.

Fonte: Estra
Fonte: notiziediprato.it






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mercoledì 22 febbraio 2017

Il Ceta è regalo a lobby industriali

Qualche giorno fa, esattamente il 16 Febbraio, il Parlamento europeo  ha approvato il Ceta, l'accordo commerciale Ue-Canada, voluto fortemente dai Paesi delle due sponde dell'Atlantico ma molto contestato dalle associazioni fra le quali Greenpeace con manifestazioni fuori del palazzo dell'Europarlamento. Al di là del fatto che con l'accordo si dichiara il libero scambio di merci senza dazi e la protezione del nome dei prodotti Dop e Igp, alcune associazioni ritengono che sia deleterio e illiberale il fatto che nell'accordo vi siano presenti alcune clausole che consentono di fare causa a uno Stato davanti a un arbitrato internazionale nel caso in cui un investitore ritenga di essere stato ingiustamente danneggiato. Si dà cioè dare la possibilità alle società private di fare causa ai singoli stati, con tutti i pericoli che provengono dalle multinazionali più interessate ai loro affari che, per esempio, alla salute dei cittadini. In sintesi, il pericolo dichiarato da alcune associazioni, viene dal fatto che d'ora in poi un singolo Stato non potrà legiferare per proteggere i propri cittadini. L'accordo, passato indenne con l'approvazione del Parlamento europeo dovrà essere ratificato dai Parlamenti dei singoli Stati europei, ma con nessuna possibilità di sovvertire l'esito in quanto l'approvazione di Strasburgo è potuta avvenire solo grazie all'assenso dei rappresentanti dei vari Stati all'unanimità, se un solo stato si fosse opposto tutto si sarebbe bloccato.
Il punto di vista della Coldiretti è qui sotto descritto nel loro comunicato.

Un grande regalo alle grandi lobby industriali che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare l’impatto dell’approvazione da parte dell'Europarlamento del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreementr) con il Canada. Nei trattati - sottolinea Moncalvo - va riservata all’agroalimentare una specificità che tuteli la distintività della produzione e possa garantire la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e della libertà di scelta dei consumatori. Solo per fare un esempio - continua Moncalvo - i produttori canadesi potranno utilizzare il termine Parmesan, ma anche produrre e vendere Gorgonzola, Asiago e Fontina, mantenendo una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall'imitazione di bassa qualità. Ma soprattutto si crea una concorrenza sleale nei confronti del vero Made in Italy in cui perde l’agricoltura italiana che - conclude Moncalvo - ha fondato sulla d istintività e sulla qualità la propria capacità di competere.


Aggiornamento
100 parlamentari francesi hanno intentato un'azione legale alla più alta autorità costituzionale francese sostenendo che CETA erodere la sovranità del paese.
In particolare essi sostengono che il sistema delle controversie Inter State (ISDS), con la quale le società possono citare in giudizio i governi europei, è incompatibile con il diritto francese.

Qui l'articolo del Daily Express.



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martedì 21 febbraio 2017

Il consumo di carburanti per autotrazione, benzina, gasolio, gpl a Gennaio 2017


Come abbiamo visto l'altro giorno con il Comunicato stampa dell'Unione Petrolifera il consumo di petrolio è aumentato del 2% nel primo mese dell'anno nuovo.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di gennaio è risultata pari a circa 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,5% (+12.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.

I prodotti autotrazione, con due giorni di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 2,7% (-15.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2016, mentre il gasolio autotrazione un incremento dell’1,6% (+27.000 tonnellate).







Il consumo dei carburanti per autotrazione

Vediamo i grafici da noi realizzati suddivisi per anno solare a partire dal 2007.

Il consumo della benzina a Gennao è irrimediabilmente al livello più basso degli ultimi 11 anni presi in considerazione.



... mentre il consumo di gasolio  è posizionato in fondo alla scala disperso tra gli ultimi anni.



Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi negli anni solari per il gasolio più la benzina. Dire che è al penultimo posto è del tutto evidente, più in alto solo al Gennaio dell'anno passato.



Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

Per la benzina conferma la caduta...



... il gasolio ingobbisce e decresce...



.. mentre il grafico della benzina + gasolio delinea non più una curva in direzione della discesa.



Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione essendo anch'esso un derivato del petrolio, sale leggermente, costantemente, di poco considerando che rappresenta 136 mila tonnellate il consumo di Gennaio contro le 554 mila tonnellate della benzina e le 1.756 mila tonnellate del Gasolio.






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lunedì 20 febbraio 2017

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Gennaio 2017

In crescita il mercato delle auto elettriche e ibride negli USA anche per il mese di Gennaio. Crescono le immatricolazioni delle ibride a percorrenza estesa e quelle alimentate dalle sole batterie, mentre diminuiscono le ibride tradizionali, come è facile vedere sotto con i nostri grafici.

I numeri pubblicati dalla EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici sono precisi e chiariscono meglio l'andamento mese per mese con il trascorrere degli anni solari.

Aggiungiamo che nel primo mese del 2017 si è rafforzato il rapporto tra le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride rispetto al mercato totale con il 2,92%, superiore a quello del mese precedente ma ancora lontano al 3,95 dell'Agosto del 2011. Numeri più rilevanti se confrontati con le immatricolazioni italiane ma abbastanza vicini nelle percentuali di introduzione totale grazie soprattutto alla grande favore che gli acquirenti riservano alle auto ibride abbandonando le auto a metano  toccando il 2,8%.

I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si utilizza una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Ottobre secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Gennaio 2017:

22584 auto ibride (HEV)



5687 auto a percorrenza estesa (EREV)



5398 auto elettriche pure a batteria (BEV)




per un totale, relativamente al mese di Gennaio, di 33796 auto elettriche tra EREV e BEV




La progressione mensile dal Gennaio 2010 .





In leggera salita è l'introduzione delle auto elettriche/ibride col 2,92 (2,90% nel mese precedente) su 1.157.424 auto immatricolate nel primo mese del 2017.





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sabato 18 febbraio 2017

Commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali a Dicembre

A dicembre 2016, rispetto al mese precedente, si registra una crescita sia dell'export (+2,3%) sia dell'import (+2,5%). L'avanzo commerciale è pari a 5,8 miliardi (+5,6 miliardi a dicembre 2015).

L'aumento congiunturale dell'export coinvolge entrambe le principali aree di sbocco, con un incremento delle vendite maggiore verso i paesi extra Ue (+2,5%) rispetto all'area Ue (+2,1%).

Rispetto al trimestre precedente, negli ultimi tre mesi dell'anno si rileva una dinamica positiva per entrambi i flussi (+2,4% per l'export e +3,6% per l'import). Le vendite di tutti i principali raggruppamenti di industrie sono in espansione, in particolare per i prodotti energetici (+20,6%) e per i beni di consumo non durevoli (+2,9%).

Nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente, a dicembre 2016 crescono sia l'export (+5,7%) sia l'import (+6,1%). Le variazioni tendenziali risultano pari a +8,5% per l'export e +10,0% per l'import se corrette per i giorni lavorativi.

Nel corso dell'anno 2016 le esportazioni sono in crescita (+1,1% in valore e +1,2% in volume) mentre le importazioni registrano una diminuzione (-1,4%) in valore e un aumento (+3,1%) in volume. L'espansione dell'export è da ascrivere esclusivamente ai paesi dell'area Ue (+3,0%); la flessione del valore delle importazioni (-1,4%) al netto dell'energia risulta in aumento (+1,5%). L'avanzo commerciale raggiunge i 51,6 miliardi (+78,0 miliardi al netto dell'energia).

Nel 2016, i mercati più dinamici all'export sono Giappone (+9,6%), Cina e Repubblica ceca (+6,4% entrambe), Spagna (+6,1%) e Germania (+3,8%). Si segnala la forte crescita nell'anno delle vendite all'estero di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+6,8%), autoveicoli (+6,3%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+4,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,2%).

Nel 2016, gli acquisti dalla Russia (-26,3%), così come quelli di gas naturale e di petrolio greggio (rispettivamente -28,5% e -20,4%), sono risultati in forte calo.

Nel mese di dicembre 2016 l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente e dell'1,6% nei confronti di dicembre 2015.

L'incremento dei prezzi all'importazione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l'indice registra un più contenuto aumento (+0,1%) rispetto al mese precedente e una diminuzione dello 0,2% in termini tendenziali.

Comunicato Istat del 16 Febbraio 2017


 I nostri grafici







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venerdì 17 febbraio 2017

Comunicato consumi petroliferi a Gennaio 2017 +2 %

Stando a dati ancora provvisori, nel mese di gennaio 2017 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,7 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 2% (+92.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di gennaio è risultata pari a circa 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,5% (+12.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.

I prodotti autotrazione, con due giorni di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 2,7% (-15.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2016, mentre il gasolio autotrazione un incremento dell’1,6% (+27.000 tonnellate).

Le vendite sulla rete di benzina e gasolio nel mese di gennaio hanno segnato, rispettivamente, un decremento del 2,2% e un incremento del 2,9%.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 10,1%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 54,8% del totale (era il 56% nel gennaio 2016), mentre quelle di benzina il 34%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato, sale il peso delle ibride al 2,7% e del gpl al 6,6%; stabile quello delle elettriche allo 0,1%, mentre scende il metano all’1,8%.


Comunicato stampa Unione Petrolifera del 15 Febbraio 2017 


 I nostri grafici 

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico con i consumi di petrolio per anno solare. Il consumo sale del 2,0 % rispetto allo scorso anno ma rimane ai livelli più bassi degli ultimi 12 anni presi in considerazione.




Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006.



Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2012 e una stabilizzazione a partire dai mesi del 2016.


Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. La curva tende a scendere.


Prossimamente osserveremo graficamente il consumo dei carburanti.


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giovedì 16 febbraio 2017

Presto batterie al grafene su un'auto elettrica

Presto vedremo le batterie al grafene su un'auto elettrica. Presto significa che la macchina con le batterie al grafene sarà presentata in anteprima al prossimo Autosalone di Ginevra in programma dal 9 al 19 Marzo prossimo.

E' un'auto elettrica progettata da Pininfarina e in fase di completamento presso l'azienda cinese Hybrid Kinetic Group (HK Motors di Hong Kong), una berlina di lusso H600.

Naturalmente le specifiche tecniche e la percorrenza sono ancora segretate, ma si ritiene che la batteria al grafene dovrebbe avere densità di energia 50-100 volte la densità di potenza delle batterie agli ioni di litio e 5-10 volte la densità di energia. Ipotizzabili quindi  dai  800 ai 2.000 Wh/kg il che si traduce, quasi automaticamente, ad una diminuzione di volume di 5/10 volte il pacco batterie corrispondente e una capacità di 5/10 volte inferiore a parità di peso, o, detto in altro modo, con lo stesso peso del pacco riusciremo a percorrere 5/10 volte più chilometri.
Probabile struttura ed estetica:





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mercoledì 15 febbraio 2017

Energia elettrica gratuita alle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici? Si o no?

E' iniziato un dibattito in alcune pagine di Facebook se sia lecito, corretto ed educativo permettere il rifornimento gratuito presso le colonnine di ricarica pubbliche. Il tema non coinvolge i grandi store e i parcheggi privati che già mettono a disposizione questo tipo di servizio installando a loro spese sia le colonnine che il consumo energetico per chi ha un mezzo elettrico. La questione non sarebbe sorta se non fosse intervenuto un evento scatenante (si fa per dire) verificatosi a Firenze allorquando i possessori di veicoli elettrici hanno visto disattivate 'improvvisamente' le loro card necessarie per ricaricare i mezzi alle colonnine di ricarica. Per 20 anni la ricarica è stata gratuita, poi varie vicissitudini hanno portato al cambiamento di impostazione di quella  che voleva una buona prassi rivolta all'incentivazione dell'uso dei veicoli elettrici nel Comune.

La storia delle colonnine di ricarica di Firenze la trovate ampiamente descritta in questo stesso blog.

L'idea della installazione delle colonnine, necessarie per una città come Firenze dalla struttura urbana medievale con insufficienti o assenti spazi e garage nei condomini e di conseguenza nessuna presa elettrica, era giustificata e necessaria per sviluppare la mobilità elettrica e il cambio di paradigma con l'abbandono degli scooter termici e delle auto. Da qui nasceva l'idea di installare le colonnine che erogassero l'energia gratuitamente. Era il 1997. Dal 2000 si sarebbe passati alla seconda fase, nessun veicolo termico sarebbe potuto entrare all'interno della ZTL. Va beh, il 2000 è passato e all'interno della ZTL poco o nulla è cambiato. Contemporaneamente nacque il primo protocollo d'intesa del Comune per incentivare l'acquisto, in lire. Tutti questi incentivi sia economici che legislativi hanno portato a una forte crescita del parco elettrico, centinaia di bici a pedalata assistita, circa 700 scooter, decine di tricicli e quadricicli elettrici, qualche auto e furgone 35 quintali, oltre 550 punti di ricarica. Da quest'anno le cose sono cambiate. Le colonnine sono state aggiornate, sono diminuite le prese, è finita la gratuità della ricarica, gli incentivi non esistono più da anni, un lustro forse.

Fatto salvo che già allora, nei tempi gloriosi del rinascimento elettrico, si sapeva che il Comune non avrebbe voluto e potuto accollarsi in eterno il costo del consumo dell'energia, i possessori di veicoli elettrici hanno un po' bofonchiato, ma neanche tanto, quando il fornitore dell'energia propone  40 centesimi al kWh, circe il doppio, secondo qualcuno, rispetto al costo dell'energia casalinga. Per alcuni è un prezzo congruo, per altri no, per il fatto che non ci sono costi per il ritorno nell'investimento in quanto le colonnine le ha pagate il Comune attingendo ad un fondo europeo specifico e mettendo una piccola quota parte a proprio carico (il 20%) per l'acquisto delle colonnine, il suolo pubblico, l'installazione e gli allacci con la rete elettrica ( anche se, il più delle volte, vecchi stalli esistenti con le vecchie colonnine da  adeguare per le potenze superiori erogagabili). Inoltre la manutenzione la svolge una azienda terza con capitale pubblico e privato, la stessa che manutiene l'illuminazione stradale.

La domanda che ci siamo posti è se sia l'unica strada percorribile quella di far pagare i costi dell'energia elettrica.

Le ragioni del no si possono riassumere in questi punti:

- l'energia gratis è un modello che non sta in piedi e uccide la concorrenza
- non avete mai pagato il carburante? Non è esso stesso l'energia necessaria per la trazione dell'auto? Allora perché non pagare l'energia elettrica?
- in ambito di ricarica pubblica l'energia DEVE essere pagata in modo da poter chiedere un servizio sempre efficiente
- perchè sia garantita la manutenzione
- per ottenere un servizio efficiente, sopratutto nel servizio pubblico, pago, e scelgo chi pagare, chi me lo fornisce
- non capisco perché altri dovrebbero pagare i miei consumi
- perché non sostenibile quando gli EV saranno la percentuale maggiore dei mezzi in commercio
- la possibilità di guadagno attrae investimenti e quindi migliora la rete per tutti gli utenti
- senza ritorno economico non ci sarebbero privati pronti ad investire nelle colonnine
- i servizi (tutti) vanno pagati, sempre, le varie promozioni, agevolazioni o forniture gratuite possono esistere solo se limitate nel tempo e/o nei destinatari
- sarà il mercato a creare varie tariffe, a kWh, a tempo, gratis (in cambio di altri servizi tipo parcheggio, acquisti)
- perché il " gratis " non esiste mai !
- mi accontenterei di colonnine a pagamento con tariffe congrue
- i costi di ricarica devono essere congrui e non alle stelle, proporzionali alla potenza massima erogabile
- il mercato lo può tollerare solo in una fase iniziale di incentivazione, ma chi paga ?
- gratis è diseducativo: la gente userebbe l'auto anche per andare al cesso; analogamente sono contrario a tariffazioni FLAT

I motivi del sì, gratis:

- per sensibilizzare le persone ed incentivarle alla mobilità elettrica, poter offrire la ricarica gratuita possa essere un buon incentivo
-  è ingiusto che le compagnie applichino markup elevati spesso su sistemi di colonnine che sono state finanziate da terze parti ( fondi UE ecc.)
- in assenza di incentivi all'acquisto e detassazioni (a parte il bollo per 5 anni) visto il numero ancora molto esiguo di veicoli elettrici in circolazione non vedrei scandaloso che il Comune continuasse a farsene carico, si tratta di cifre decisamente modeste
- in prospettiva l'energia elettrica non potrà restare gratuita, ma ancora non siamo arrivati alla massa critica necessaria perché la diffusione dei veicoli elettrici (e della rete di distribuzione) si diffonda in modo autonomo e vinca gli ostacoli reali e soprattutto i molti pregiudizi diffusi
- oggi chi viaggia in auto paga un extra in tasse per il danno che fa all'ambiente e alla salute delle persone. Ricordo che i costi di chi si sposta in pullman, treno e alle volte in aereo sono pagati anche con i contributi statali (quindi nostre tasse)
- fino a ora solo chi ha una casa provvista di garage o spazio privato può utilizzare un veicolo elettrico con tranquillità, ma L'Italia è varia e non è fatta di sole villette a schiera con garage
- non è ammissibile che l'essere umano sia SEMPRE succube del dio denaro, specialmente per quanto riguarda la sua salute e quindi sopravvivenza
- dare quote di carica gratuita in quei comuni in cui la illuminazione notturna e i semafori sono a led

Prima di proseguire ed eventualmente dare ragione all'una o latra parte, facciamo una premessa. Una proposta all'interno della Ue (2013) designava quanti dovessero/potessero essere i punti di ricarica all'interno dei vari paesi. Entro il 2020 la Germania dovrebbe dotarsi di 150 mila punti ricarica, la Francia 97 mila, i Paesi Bassi 32 mila, la Spagna 82 mila,  il Regno Unito 122 mila. L'Italia 125 mila. "L’obiettivo è creare una massa critica di punti di ricarica in modo che le imprese garantiscano una produzione di massa delle automobili a prezzi ragionevoli."

E' pensabile che l'investimento nelle infrastrutture di ricarica la faccia il produttore di colonnine di ricarica? Vediamo. Considerando che il ritorno dall'investimento di una colonnina rifacendosi sul costo dell'energia venduta è dell'ordine di 12,5 MWh (12.500 kWh) a colonnina ipotizzando un costo di 0,4 euro a kWh e il costo di 5 mila euro a colonnina tra infrastruttura, costo di installazione, suolo pubblico, allaccio a rete ecc.. In realtà il fornitore dell'energia non ha un guadagno corrispondente alla cifra che fa pagare all'utente, quindi, ipotizziamo che siano 20 cent, Si passa da 12,5 MWh a 25 MWh per azzerare l'investimento e cominciare a guadagnarci sopra. No, è improponibile. Quindi le colonnine devono essere installate con soldi pubblici. L'energia verrà fornita dal miglior offerente a prezzi concorrenziali, questo sarà il suo unico impegno. Non possiamo chiedere al fornitore di energia di 'donare' l'energia, non c'è bisogno di spiegare i motivi. A chi spetterebbe eventualmente questo compito? Ai Comuni? Allo Stato? A chi altro?

Una ulteriore considerazione. Perchè regalare energia elettrica? Vien regalato il carburante, il gasolio, la benzina? No! No? Ni. Non viene regalata, ma esiste la detrazione fiscale per cui le imprese e alcune categorie di professionisti defalcano il consumo nella dichiarazione dei redditi. Tecnicamente non è un regalo.  E che dire della Legge Sabatini che permette il Superammortamento dei veicoli da lavoro del 140% del loro valore tanto favorevole da avere permesso un salto nelle vendite e nella produzione di veicoli tradizionali a due cifre percentuali? Il fine? Rinnovare il parco veicolare verso mezzi a minor inquinamento, euro 6. E gli elettrici che hanno zero inquinamento atmosferico locale? E che dire di altre agevolazioni sempre a favore dei carburanti tradizionali, es. nell' agricoltura?

Ultima considerazione. L'automobilista 'elettrico' contribuisce a migliorare vari aspetti della vivibilità, della salute, della qualità di vita specialmente negli aggregati urbani (e non solo) e dà una mano alla bilancia commerciale facendo scendere la quantità di petrolio importato. La  Duke University, in uno studio pubblicato nel 2015,  ha quantificato  il costo delle esternalità cioè le ricadute sanitarie, ambientali  e climatiche che le fonti energetiche fossili scaricano sulla collettività. Per ogni litro di benzina il costo lieviterebbe a 3,80 dollari al gallone e il gasolio a 4,80 dollari. Ricordo che in Usa nel gennaio 2015 il costo della benzina era 2,12 $ /gallone e 3,00 $ /gallone. Uno studio pubblicato dalla UE, all'inizio degli anni 2000, dava invece un extracosto da applicare al gasolio, sempre per le esternalità suddette, di 3 euro al litro. Il non consumo di carburanti induce molteplici vantaggi che hanno ricadute immediate sulla contabilizzazione economica statale e sulla salute del cittadino che potrebbero essere riconosciute con un premio economico come la detrazione fiscale. In tal modo le utility continuerebbero a guadagnare sull'energia venduta con le colonnine di ricarica, la competizione continuerebbe per fornire un servizio sempre migliore a costi più bassi, favorirebbe l'uso dei veicoli elettrici che è l'obiettivo che si è dato la Ue col 50% di veicoli elettrici venduti entro 2030 e il 100% nel 2050.
Detrazione fiscale anche ai privati, aziende, per tutti coloro che utilizzano un veicolo elettrico dei costi energetici affrontati durante l'anno.




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martedì 14 febbraio 2017

Produzione industriale a Dicembre

A dicembre 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell'1,4% rispetto a novembre. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2016 la produzione è aumentata dell'1,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 6,6% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di dicembre 2015). Nella media del 2016 la produzione è cresciuta dell'1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive in tutti i raggruppamenti; aumentano i beni intermedi (+2,0%), i beni di consumo (+1,5%), i beni strumentali (+1,2%) e, in misura più lieve, l'energia (+0,7%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano una marcata variazione positiva nel comparto dell'energia (+11,9%); aumenti significativi segnano anche i beni intermedi (+7,8%) e i beni strumentali (+7,3%) mentre un aumento più contenuto registrano i beni di consumo (+2,3%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a dicembre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,9%), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+12,2%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+11,9%). Diminuzioni si registrano soltanto nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-4,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati.

Comunicato Istat



Mai i grafici parlano da soli, basta guardarli.

I nostri grafici.


Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2010=100).




Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia.



Per ultimo vediamo il grafico per ricordare storicamente l'andamento della produzione su base trimestrale dal 2004 al 2013







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lunedì 13 febbraio 2017

Sapete quanti sono i bus elettrici in Cina? Centinaia, migliaia o centinaia di migliaia?

Il numero è altissimo, i bus elettrici in Cina sono quasi 228 mila, per la precisione 227.935 alla fine del 2016. 

Quale cifre raggiungeranno alla fine del 2017? La progressione è impressionante con il botto del solo anno passato quando hanno raggiunto le 115.700 unità, rappresentando il 20% dell'intero mercato di bus, compresi quelli con alimentazione diesel, contro le 94.260 unità del 2015.

Tutt'altri numeri confrontati con quelli italiani anche perchè sono soprattutto numeri in fieri e non consolidati, ovvero gare per l'acquisizione non ancora circolanti.  Padova abbandona i tram per gli autobus elettrici, mentre Torino ha deciso di acquisire a breve 19 autobus elettrici, mentre Bergamo con un bando di gara, appena pubblicato, vuole inserire dodici nuovi autobus elettrici nel proprio parco di trasporto pubblico locale.



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