Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 6 marzo 2015

Allarme Coldiretti, Italia invasa da olio di palma +19%

Record storico import. Si trova in biscotti, merendine e latte per neonati ma ora si può riconoscerlo
Aumentano del 19 per cento le importazioni di olio di palma in Italia per un quantitativo record che ha superato addirittura 1,7 miliardi di chili nel 2014, un primato negativo mai raggiunto prima. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che lancia l'allarme sull'invasione di un prodotto sotto accusa dal punto di vista nutrizionale e ambientale, proprio nella patria dell'olio extravergine di oliva e della dieta mediterranea.

L'olio di palma per il basso costo e la scarsa informazione - sottolinea la Coldiretti - tende a sostituire grassi più pregiati praticamene ovunque ed anche in alimenti per bambini come biscotti, merendine, torte e addirittura nel latte per neonati, con quantitativi importati in Italia che sono aumentati di dieci volte negli ultimi 15 anni, ma che ora si possono riconoscere dall'etichetta.

Alle preoccupazioni per l'impatto sulla salute a causa dell'elevato contenuto di acidi grassi saturi si aggiungono peraltro quelle dal punto di vista ambientale perché - continua la Coldiretti - l'enorme sviluppo del mercato dell'olio di palma sta portando al disboscamento selvaggio di vaste foreste senza dimenticare l'inquinamento provocato dal trasporto a migliaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione.
Per consentire scelte di acquisto consapevoli da parte dei consumatori è stato introdotto il 13 dicembre 2014 nella legislazione comunitaria sotto il pressing della Coldiretti l'obbligo di specificare in etichetta la natura dell'olio eventualmente utilizzato nei prodotti alimentari confezionati. Non è più possibile pertanto - precisa la Coldiretti - utilizzare la dicitura generica olio vegetale, giocando sul fatto che nella nostra tradizione quando si pensa all'olio si pensa a quello di oliva, ma si deve indicare con precisione di quale olio si tratta. Per i prodotti venduti sfusi al forno o in panetteria - precisa la Coldiretti - deve essere sempre esposto e a disposizione dei consumatori, l'elenco degli ingredienti utilizzati.

Una vittoria nei confronti delle grandi lobby che tuttavia continuano a far sentire il proprio peso come dimostra ad esempio la decisione dell'Unione Europea di ricorrere all'organizzazione mondiale del commercio (WTO) per la costituzione di un comitato di arbitraggio riguardo ad alcuni dazi di importazione della Russia, che ritiene eccessivi per diversi prodotti tra i quali l'olio di palma. In altre parole - denuncia la Coldiretti - l'Unione Europea decide di intervenire per far aumentare le importazioni di un prodotto di dubbia qualità che peraltro fa concorrenza sleale al burro e all'olio extravergine di oliva europei sostituendoli nei dolci, nelle pizze, nella panetteria, industriale ed artigianale.
Una decisione paradossale - conclude la Coldiretti - dopo che i produttori agricoli dell'Unione Europea sono strangolati da mesi di embargo russo che hanno provocato direttamente solo all'Italia più di 50,7 milioni di euro di mancate esportazioni agroalimentari in soli 4 mesi, da agosto a novembre, più un calo generalizzato dei prezzi sui mercati di tutta Europa per i prodotti colpiti dall'embargo e per quelli che, anche indirettamente, possono essere considerati sostituti.



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giovedì 5 marzo 2015

Auto elettriche e ibride, immatricolazioni a Febbraio

Come va il mercato delle auto elettriche e ibride in Italia. La risposta civ iene dai dati pubblicati dall'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) nel proprio sito web, provenienti dal Ministero dei Trasporti. Con questi possiamo verificare quale sia la situazione delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride in Italia nel primo mese del 2015 rendendo più semplice la visione con la realizzazione da parte nostra dei grafici.

 Nel mese di Febbraio sono state immatricolate 1.906 auto ibride contro le 1.655 dello stesso mese dell'anno precedente con un incremento del 15,2%, un incremento del 22% rispetto al bimestre 2014.

 Le auto totalmente elettriche sono passate a 63 a 115 con una progressione mensile del 85,5 %, portando a 160,6% l'incremento nei primi 2 mesi del 2015 confrontati con il 2014.

L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto nel bimestre incide per l' 1,6%.


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

 Le auto elettriche pure
 
   
Le auto ibride


La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009




Vediamo la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Febbraio e nell'anno 2014.

 Sui gradini del podio all-electric di Febbraio troviamo :


1o posto - la Renault Zoe con 48 unità,
2o posto - la Smart Fortwo con 18,
3o posto - la Nissan Leaf con 15 unità.


Nei 2 mesi l'auto elettrica più venduta è la Renault Zoe con 118 unità, seguita dalla Nissan Leaf con 36 e dalla Smart Fortwo con 30.

Le auto ibride più vendute sono:

1o posto - la Toyota Yaris con 845 unità,
2o posto - la Toyota Auris con 722,
3o posto - la NX Lexus con 110.

Nei primi 2 mesi l'auto ibrida più venduta è la Toyota Yaris con 1.938 unità, seguita dalla Toyota Auris con 1.483 e dalla NX Lexus con 262.






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mercoledì 4 marzo 2015

Il consumo di gas è aumentato del 15,9%.Nei settori industrale ed elettrico? E' aumentato? No!

Ci eravamo lasciati l'altro giorno sorpresi dai dati forniti della Snam sul consumo di gas cresciuto del 15,9% con la promessa di tornare sopra sull'argomento verificando, anche graficamente, la situazione del consumo di gas legato al settore industriale e termoelettrico. E' chiaro che il primo è direttamente correlato alla produzione industriale il secondo alla produzione di energia elettrica legata anch'essa alla produzione industriale ma anche al terziario ma anche all'uso domestico quindi meno facile risalire ad una crescita vera e propria, riconducubile alla capacità manifatturiera nazionale.

I nostri grafici sono realizzati con i dati Snam e quelli definitivi ministeriali degli ultimi 10 anni. lo (il consumo, mettono in chiara evidenza la situazione in evoluzione senza bisogno di tante parole.

 Il settore industriale

 
Il corrispondente grafico che traccia i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento


Il settore Termoelettrico .

 
Altrettanto chiaro è il grafico che traccia i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento.


Oppoffarbacco! O non avevamo visto che i consumi erano cresciuti del 15,9% rispetto allo stesso mese del 2014? Dai grafici vediamo che invece il consumo di gas è diminuito sia nel settore termoelettrico (1.107 milioni di mc contro 1.150,7   milioni di mc ) che industriale  (1.684 milioni di mc contro 1.417,6   milioni di mc ) . Cosa non torna? Il consumo c'è stato, ed è contabilizzato nei dati Snam. 8.069,6 milioni di metri cubi del febbraio del 2015 contro 6.930,7 milioni di metri cubi del 2014. Parapà parapà parapà. Ecco qua, trovato cosa è cresciuto!

E' aumentata la quantità di gas stoccata, passando da 1.796,3 milioni di mc  del 2014 a 2.970,5 milioni di mc del 2015.

1.174,2  milioni di mc in più!

La speranza di crescitina è dunque mortina?



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martedì 3 marzo 2015

Febbraio positivo a doppia cifra (+13,2%), ma gli acquisti delle famiglie sono fermi

Il titolo del comunicato stampa dell''UNRAE, l'Associazione dei Costruttori esteri, con dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è quello del post . Una sintesi del restodel comunicato   è questo che segue.

Il noleggio cresce del 45%, ma i Concessionari hanno venduto solo un'auto in più a testa a privati. Il mese di febbraio, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiude con un immatricolato di 134.697 auto, in crescita del 13,2% rispetto alle 118.976 del febbraio dello scorso anno.
Il risultato è, però, fortemente influenzato dalle 36.486 immatricolazioni a noleggio, che registrano una forte crescita (+45% nel mese e +49% nel cumulato), per due fenomeni contingenti ben precisi: nel noleggio a breve termine il forte “inflottamento” per le esigenze legate all’Expo di Milano, mentre nel noleggio a lungo termine i rinnovi dei contratti rinviati negli anni precedenti.

Restano, invece, asfittiche le vendite a privati, che crescono nel mese di un timido +5,2%, perdendo ulteriormente peso e scendendo al 57,3% di quota, il valore più basso della nostra storia, portando i Concessionari a vendere nel mese a privati solo una macchina a testa in più rispetto all'anno scorso.

“Le considerazioni dell’UNRAE - afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione dei Costruttori esteri - sono due: persiste una forte criticità nella capacità delle famiglie di affrontare la sostituzione della propria auto (oltre 9 milioni di vetture hanno più di 15 anni), rispetto alla quale UNRAE ha già presentato il proprio progetto di detraibilità di parte dei costi di acquisto, ed – inoltre -esiste un'opportunità di introduzione di misure fiscali più favorevoli per le aziende e più in linea con quanto applicato nel resto d'Europa, che possa costituire un sostegno ad un più accelerato rinnovo del parco ed attivi il ricambio dell'usato con veicoli più efficienti”.

Nel primo bimestre dell'anno in corso, la crescita del mercato è del 12,3%, con 266.555 vetture vendute rispetto alle 237.441 dello stesso periodo 2014.

In buona crescita anche la raccolta contratti che, da un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, rileva in febbraio un incremento del 17% con oltre 148.000 unità. Nel bimestre la crescita è del 13% a circa 277.000 contratti.

Nel mese di febbraio, in crescita tutte le alimentazioni in cui è scomposto il mercato: il diesel performa meglio del totale (+15,1%) e incrementa di un punto la sua quota, la benzina cresce di un +8,1%, ma rimane sotto il 30% di rappresentatività. Ottimi risultati, inoltre, per le vetture a basso impatto, con il Gpl in crescita nel mese dell’11,9%, confermando la sua quota di mercato all’8,2%, con il metano che incrementa i suoi volumi del 28,2%, per raggiungere il 4,1% di rappresentatività ed, infine, con le ibride in crescita del 15,2% e stabili in quota all’1,4%.

Fra i segmenti spicca l'andamento dei crossover che incrementano i propri volumi di oltre il 57%, quello delle station wagon a +36,8% e, seppur con volumi più contenuti, la performance dei monovolume compatti e multispazio, rispettivamente in crescita in febbraio del 22,9% e del 42,2%.


Il mercato dell'usato, infine, segna nel mese un consistente +6,9% e 377.619 vetture trasferite (353.242), comprensive delle minivolture, che portano il cumulato del 1° bimestre a 729.488 trasferimenti complessivi, in crescita del 2,3% rispetto alle 713.292 unità dello stesso periodo 2014.




I nostri consueti grafici

L'andamento mensile negli ultimi 7 anni


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente.




Nel grafico seguente vediamo le immatricolazioni delle auto considerando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Il picco lè nel lontano 2010, quello che segue è un crollo repentino fino ad una stabile pianura che tende a risalire con grande lentezza.

 



Un altro indicatore dello stato di salute della nostra economia (ieri abbiamo visto i consumi del gas a Gennaio) che merita attenzione.

In Francia

Con 147.130 immatricolazioni nel mese di febbraio 2015, il mercato auto francese è cresciuta del 4,1% per lo stesso numero di giorni lavorativi (20 giorni). Nei primi due mesi dell'anno, il mercato si è attestato a 280.300 unità, in crescita del 5,1% su base riportata e del 7,6% su un numero comparabile di giorni lavorativi (41 giorni da gennaio a febbraio 2015, contro 42 nello stesso periodo del 2014).
Il mercato dei veicoli commerciali leggeri invece sceso del 2,9% nel mese di febbraio a 29.338 unità e del 5,6% in due mesi, 54.361 unità (- 3,3% su un numero comparabile di giorni lavorativi) .
Ricordiamo che a gennaio il mercato delle auto nuove era cresciuto del 5,9% nel mese di gennaio 2015 con 157.794 immatricolazioni di autovetture e veicoli commerciali leggeri.





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lunedì 2 marzo 2015

Notevole risalita dei consumi di gas in Italia a Febbraio 2015, + 15.9 %

I primi due mesi dell'anno nuovo registrano  un incremento nei consumi di gas secondo quanto viene diffuso dalla Snam nel proprio sito web. I dati sono quelli provvisori della Snam mentre quelli ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico li avremo tra un mesetto circa, ma ancora non diffuso quelli ufficiali relativi al mese di Gennaio. Comunque possiamo considerare validi i numeri della Snam e veritieri in quanto si discosteranno dai dati ufficiali di poco o nulla, qualche decimale al massimo.
 A Gennaio abbiamo consumato (mandato in fumo, particolato, vari residui volatili e CO2), 8069,6 milioni di metri cubi di gas contro i 6930,7 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2014 con un aumento percentuale di ben il 15,9%.

La produzione nazionale di gas a Gennaio passa da 535,4 milioni di metri cubi dello scorso anno a 502,1 milioni di metri cubi, con una contrazione significativa di quasi il 6.2 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato.

Come dicevo sopra, per i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico dovremo aspettare ancora un mesetto ma non si discosteranno se non di pochissimi decimali, poco per non considerare validi i nostri grafici.


I nostri grafici.

Dal grafico da noi realizzato con i dati forniti dalla Snam risulta evidente l'incremento del consumo di gas in Febbraio rispetto all'anno passato ma ben al di sotto rispetto agli 8 anni precedenti cioè da quando registriamo i dati, dal gennaio 2006. Quindi è 'notevole', come dico nel titolo di questo post,  ma solo confrontandolo ai consumi del 2014.


Per una migliore comprensione riportiamo il grafico solo degli ultimi 5 anni. 

 
Il grafico seguente evidenzia la percentuale il consumo rapportato con lo stesso mese dell'anno precedente. Predomina il rosso del segno negativo ma comincia a comparire il blu, positivo, a gennaio per diventare moltoi evidente con la barra percentuale di Febbraio.

 
 l grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti alla data di rilevazione. E' evidente il crollo costante e un apparente piccolo sussulto di risalita.


 L'ultimo grafico di oggi è il grafico relativo alla produzione nazionale di gas ci dice una cosa ben chiara, produzione sempre più in picchiata. Ne sono stati prodotti 502,1  milioni di metri cubi  a Febbraio.



Il consumo del gas è un segnale dello stato di salute della nostra economia ed è per questo che seguiamo mensilmente il suo andamento, essendo strettamente legato all'uso che se ne fa per la produzione di energia elettrica e alla produzione industriale, oltre che al residenziale e al terziario. 

 In un prossimo post vedremo l'incremento del consumo è dovuto alla produzione di energia elettrica delle centrali a turbogas o il consumo industriale. A presto! 



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domenica 1 marzo 2015

Scudo a chilometri zero

Post commerciale.

Per chi fosse interessato, è in vendita uno Scudo in versione Panorama, con batterie al litio polimeri, percorrenza 110 km.

Le caratteristiche della vettura



Versione PANORAMA 8  posti  (7 posti +1 ) -  passo lungo
· Trazione anteriore
o TRAZIONE E PRESTAZIONI:
· Batterie ad alta capacità LITIO-POLIMERI
· Energia totale: 44 kWh
· Motore asincrono trifase 30 kW nominali (60 kW di picco)
· Frenata rigenerativa doppio step
· Autonomia di servizio: Km. 110 per ogni ciclo di ricarica
· Velocità massima fino a 100 km/h
· Tempo di ricarica: 6-8 ore
· Trazione anteriore
o ALLESTIMENTO:
· Versione PANORAMA 8 posti
· Colore grigio
· Sistema di diagnostica remota dotato di GPS e GSM con accesso via Internet
· Quadro di controllo con indicazione dei parametri essenziali
· Riscaldamento con riscaldatore a gasolio
· Aria condizionata



Scrivere a questo indirizzo di posta elettronica per ulteriori informazioni.






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Seicento Elettra in vendita

Post commerciale.

Per chi fosse interessato, è in vendita una Seicento Elettra di qualche anno fa ma ben rimessa a nuovo con al litio (LiFePo4 nuove) he permettono un' autonomia  superiore ai 100 km. Ha cerchi in lega, 2 set gomme (invernali e normali), colore bianco.
Le caratteristiche della vettura alla nascita erano e sono queste (a parte le nuove batterie al litio, con BMS, che sostituiscono e alleggeriscono la vettura).

CARATTERISTICHE TECNICHE (*)

-quattro posti
-motore asincrono trifase, a corrente alternata
- Inverter, a controllo vettoriale con regolazione di coppia.
- potenza massima è di 30 kW (di 15 kW quella continuativa).
- coppia massima di 130 Nm (13,02 kgm)
- rigenerazione in frenata
- pendenza massima superabile è del 25 per cento
- batterie di trazione è formato da 18 elementi al piombo da 12 V ciascuno, collegati in serie, per una tensione totale di 216 V.
- esenti da manutenzione.
- disposizione delle batterie collocate nel tunnel fra i sedili
- peso complessivo è di circa 400 kg
- autonomia di 90 chilometri (ciclo ECE urbano) (*)
- caricabatterie di bordo

-Tramite un gruppo riduttore - differenziale il motore è in presa diretta con le ruote
-Fiat Seicento Elettra non ha, ovviamente, cambio e frizione, ma solo acceleratore e freno. Sul mobiletto centrale si -trova un selettore delle marce a cinque posizioni: P (Parking), N (Neutral), R (Reverse), D (Drive), E (Economy).
-Sul mobiletto centrale trova posto anche un pulsante di emergenza, rosso e illuminato.

(*) Nota  del 21/02/2008 - I dati sono quelli forniti dalla Fiat . Naturalmente la percorrenza effettiva con le batterie al piombo è subordinata al modo di guida e alla condizioni orografiche locali.


Scrivere a questo indirizzo di posta elettronica per ulteriori informazioni.



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Un furgone modulare italiano

Credo che sia importante ricominciare a vedere veicoli elettrici prodotti in Italia. Una scommessa che potrebbe essere vincente soprattutto se le amministrazioni decidessero una volta per tutte di voler far rispettare la salute dei cittadini offrendo delle facilitazioni per chi opera in maniera professionale all'interni delle città: trasportatori, corrieri, addetti alla manutenzione e servizi vari, posta, consegna della spesa a casa ecc...

Due sono le tipologie, leggero e pesante, guidabile col patentino il primo, con la patente da moto il secondo, ovviamnte nessuna restrizione per chi ha la patente B.


Segnalo che si ricercano distributori locali e concessionari.

Le caratteristiche sono rintracciabili a questo indirizzo.

Chi fosse interessato può proporsi allo stesso indirizzo.



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sabato 28 febbraio 2015

Scala Mercalli - prima puntata

Nella prima puntata: che clima ci aspetta domani? E quanto ancora potremo sfruttare le risorse del pianeta che ci ospita?
Sabato 28 febbraio alle 21.30 prende il via un nuovo programma di Rai 3 “Scala Mercalli”, girato in uno studio realizzato appositamente all'interno della F.A.O. e condotto da Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico. Sei puntate in prima serata, ogni sabato, dedicate ai problemi più urgenti per la salvaguardia del Pianeta Terra.
Nella prima puntata: che clima ci aspetta domani ? E quanto ancora potremo sfruttare le risorse del pianeta che ci ospita.
“Scala Mercalli” mostrerà le evidenze scientifiche attraverso documentari originali girati in tutto il mondo, dove gli scienziati mostreranno i risultati delle loro ricerche e le popolazioni ci faranno capire le ricadute sulla loro vita quotidiana del cambiamento climatico. In Australia aumenta la febbre della Terra e gli effetti del surriscaldamento sono tanto evidenti da portare il Bureau of Meteorology, uno dei più importanti al mondo, a classificare con un nuovo colore le zone del continente che hanno già raggiunto i 50 gradi centigradi di temperatura.
In Cile la miniera di rame a cielo aperto più grande del mondo non produce più oro rosso a sufficienza per soddisfare i bisogni dell'umanità, che utilizza questo bene prezioso in tutte le tecnologie più avanzate e leggere, dal cellulare al tablet. Un'azienda italiana sta costruendo il più lungo tunnel per penetrare in profondità ed estrarre rame che soddisfi i bisogni planetari per i prossimi decenni. In Svizzera Luca Mercalli ci mostra l’Osservatorio di Jungfraujoch, a quasi 3.500 metri di altezza. A Londra e a Monteveglio in provincia di Bologna, scopriremo come i cittadini più consapevoli hanno aderito al movimento delle Transition Towns, per realizzare un futuro più ecosostenibile. Ospiti in studio Ugo Bardi, docente di chimica all'università di Firenze, esperto in esaurimento delle risorse e Tim Jackson, docente di economia sostenibile, all'università di Surrey, in Inghilterra.


Tratto dal sito ufficiale Scala Mercall

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Per rivedere la prima puntata . qui





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venerdì 27 febbraio 2015

Straordinario nuovo elettrolita per le batterie al litio

Ji-Guang "Jason" Zhang
La realizzazione di un nuovo elettrolita per batterie al litio è stata annunciata dal  Pacific Northwest National Laboratory  di Washington., che elimina il problema dei formazione dendriti e questo rende altamente efficienti le batterie ed in grado di trasportare una grande quantità di corrente elettrica. Il nuovo elettrolita consente alle batterie al litio di raggiungere oltre il 99% di efficienza e permette loro di trasportare una quantità di energia (corrente) di dieci volte maggiore rispetto alle tecnologie precedenti. Secondo il fisico Ji-Guang "Jason" Zhang del Dipartimento dell'Energia Pacific Northwest National Laboratory, questa scoperta potrebbe dare il via allo sviluppo di batterie ricaricabili potenti e pratiche di nuova generazione come le batterie al litio-zolfo, al litio-aria e le batterie al litio-metallo. Naturalmente la formula è segreta, per il momento, ma si sa che dopo 1.000 cicli di carica e scarica ripetute, la cella di prova ha mantenuto un notevole 98,4 % della sua energia iniziale mentre trasporta 4 mA di corrente elettrica per centimetro quadrato di superficie.
La cosa sensazionale sta nel fatto che la batteria potrebbe non possedere l'anodo. Chiariamo. La straordinariamente elevata efficienza del nuovo elettrolita potrebbe anche aprire la porta per una batteria senza anodo, riferisce Zhang. Gli elettrodi negativi nelle ​​batterie di oggi in realtà sono costituiti da sottili pezzi di metallo, come il rame, che a loro volta sono rivestiti di materiali attivi come la grafite o litio. Le basi di metallo sottili sono chiamati collettori di corrente, in quanto essi sono ciò che permettono agli elettroni di  scorrere per alimentare, per esempio, i nostri telefoni cellulari. Materiali attivi sono stati necessari per rivestire gli elettrodi perché, finora, la maggior parte degli elettroliti si sono dimostrati inefficienti continuando a consumare ioni litio durante il funzionamento della batteria.  [nota di ME. Questo è vero ma non per tutti i tipi di batterie al litio. Esistono già oggi batterie al litio commerciali molto affidabili e di lunga, lunghissima durata, che trasferiscono notevoli quantità di energia] Ma un elettrolita con un'efficienza di più del 99 % significa che vi è potenzialmente la possibilità di creare una batteria che ha solo un collettore di corrente negativa, senza un rivestimento di materiale attivo, sul lato anodico.





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giovedì 26 febbraio 2015

Ansaldo Breda, un altro gioiello nazionale diventa giapponese

Oramai sembra essere ufficiale, Ansaldo Breda diventa giapponese con la firma dell'accordo con Hitachi. Finmeccanica cede ad Hitachi ad un prezzo previsto di 9,65 euro per azione per un corrispettivo pari a 773 milioni di euro.
I giapponesi acquisiscono  il polo ferroviario della partecipata statale Finmeccanica, cioè Ansaldo Breda (con i suoi stabilimenti di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria, quello siciliano resterà nella “casa madre” per le manutenzioni) e Ansaldo Sts, il “gioiello” del segnalamento e della sicurezza ferroviaria. E proprio questo è il fulcro dell'acquisto, 773 milioni subito, un altro miliardo per il resto del 60% dell'azienda quotata in borsa. Breda 36 milioni di euro. Come leggiamo nell'articolo del Corriere Fiorentino più che una vendita pare essere una svendita  dato che dentro ci sono anche i patrimoni immobiliari. Ma c'è da dire che Hitachi si accolla tutti i debiti pregressi che nel solo nel 2013 ammontavano a  oltre 300 milioni di euro, includendo garanzie occupazionali ovvero non dovrebbero esserci licenziamenti collettivi). Obiettivo del rilancio.
E pensare che solo pochi giorni fa avevamo letto una notizia relativa ad un traguardo tecnologico raggiunto da questa azienda, l'annuncio della messa produzione  del nuovo Frecciarossa, L'Etr 1000, il treno più veloce d'Europa che permetterà tempi di percorrenza ridottissimi tra Milano e Roma in solo due ore e venti minuti. Toccata e svendita.


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mercoledì 25 febbraio 2015

Firenze all'avanguardia per l'introduzione dei veicoli elettrici (leggasi in tono ironico)

Più di 130 colonnine di ricarica gratuite con oltre 500 prese per la ricarica, il primo comune ad 'inventare' un 'Protocollo d'intesa per l'acquisto di veicoli elettrici' nel lontano 1996, Firenze si conferma precursore nel settore dei veicoli elettrici.

Infatti, ultimamente, dopo qualche anno di facilitazioni per il parcheggio di auto elettriche nel proprio territorio ha promulgato una delibera per la non è più consentita la sosta negli spazi di pertinenza dei residenti, quelli contrassegnati dalle strisce bianche. Già qualche comune italiano non soltanto consente la sosta dei veicoli elettrici negli spazi bianchi ma anche in quelli delimitati dalle strisce blu a pagamento. Firenze no, il Comune ha deciso di tornare indietro. Niente più sosta nel territorio comunale ma solo all'interno della ZTL (Zona a Traffico Limitato).

Tutto nel solco tracciato dall'ex sindaco di Firenze Renzi che già ci aveva provato a limitare l'uso dei furgoni elettrici nel 2011 se non ci fosse stata una sentenza del TAR a rimettere le cose a posto.

Ci sarà una ragione? Logica? Mi piacerebbe conoscere il motivo di questa inversione di marcia retrograda..





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martedì 24 febbraio 2015

Fatturato e ordinativi dell'industria a Dicembre 2014

L'Istat ci dice che a dicembre 2014 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, aumenta dell'1,4% rispetto a novembre, registrando incrementi sia sul mercato interno (+0,8%), sia su quello estero (+2,8%).
Nell'intero anno 2014, rispetto al 2013, il fatturato segna un aumento dello 0,1%, sintesi di una flessione sul mercato interno (-1,2%) e di un incremento su quello estero (+2,9%).
Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a dicembre 2013), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%, con un calo del 2,1% sul mercato interno ed un incremento del 7,4% su quello estero.
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+2,1%), per i beni di consumo (+2,0%) e per i beni intermedi (+1,2%), mentre si registra una flessione per l'energia (-1,8%).
L'indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, dello 0,9%; il contributo più ampio a tale aumento viene dalla componente estera dei beni strumentali.
Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,2%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-16,1%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale del 4,5%, con un aumento dell'1,8% degli ordinativi interni e dell'8,1% di quelli esteri.
Nel confronto con il mese di dicembre 2013, l'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 5,8%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (+33,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-34,9%).

A dicembre 2014 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, aumenta dell'1,4% rispetto a novembre, registrando incrementi sia sul mercato interno (+0,8%), sia su quello estero (+2,8%).
Nell'intero anno 2014, rispetto al 2013, il fatturato segna un aumento dello 0,1%, sintesi di una flessione sul mercato interno (-1,2%) e di un incremento su quello estero (+2,9%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a dicembre 2013), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%, con un calo del 2,1% sul mercato interno ed un incremento del 7,4% su quello estero.
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+2,1%), per i beni di consumo (+2,0%) e per i beni intermedi (+1,2%), mentre si registra una flessione per l'energia (-1,8%).
L'indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, dello 0,9%; il contributo più ampio a tale aumento viene dalla componente estera dei beni strumentali.
Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,2%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-16,1%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale del 4,5%, con un aumento dell'1,8% degli ordinativi interni e dell'8,1% di quelli esteri.
Nel confronto con il mese di dicembre 2013, l'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 5,8%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (+33,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-34,9%).


I nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.







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venerdì 20 febbraio 2015

Eni, utile 2014 crolla a 1,33 mld. Quota di mercato carburanti scende a 24,7%

Eni chiude il 2014 con un utile netto pari a 1,33 miliardi, contro i 5,1 miliardi del 2013 e un utile netto adjusted pari a 3,71 miliardi (-16%). Ne dà notizia un comunicato del gruppo petrolifero, che chiude il quarto trimestre con una perdita di 2,34 miliardi e un utile netto adjusted di 0,46 miliardi (-64%). La quota di mercato dei carburanti venduti in Italia scende al 24,7% in calo dell'1,2%.

Nel 2014 la produzione di idrocarburi da parte dell'Eni è stata pari a 1,648 milioni di barili al giorno, in crescita del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per l'intero 2014 la produzione è invece pari a 1,6 milioni di barili, in aumento dello 0,6%. Le vendite di gas naturale sono invece diminuite del 7,3% a 23,7 miliardi di metri cubi «in uno scenario caratterizzato dalla debolezza della domanda e dalla perdurante pressione competitiva».
Eni prevede per il 2015 una produzione di idrocarburi in crescita rispetto al 2014 a parità di effetto prezzo nei PSA grazie all'avvio di nuovi giacimenti e al ramp-up di quelli avviati nel 2014 in particolare in Angola, Congo, Regno Unito, Stati Uniti e Norvegia.
Le vendite di gas sono previste stabili rispetto al 2014 escludendo l'effetto della cessione degli asset in Germania e a parità di condizioni climatiche. "Nel 2015 - informa una nota - il management prevede iniziative di ottimizzazione e riprogrammazione dei progetti d'investimento con conseguente riduzione dello spending rispetto al 2014 (12,2 miliardi di euro l'ammontare degli investimenti tecnici e 0,4 miliardi quello di investimenti finanziari del consuntivo 2014) in risposta al trend ribassista del prezzo del petrolio; tali azioni avranno un impatto nel complesso limitato sui piani di crescita delle produzioni a breve e medio termine".

Per quel che ci riguarda la Refining & Marketing, "nel quarto trimestre 2014 il margine indicatore Eni (Standard Eni Refining Margin - SERM) che approssima il sistema e i bilanci materia delle raffinerie Eni ha quintuplicato il suo valore rispetto ai valori particolarmente depressi del quarto trimestre 2013 per effetto del repentino calo della quotazione del marker Brent. Tuttavia rimangono i fattori di debolezza strutturale dell’industria di raffinazione europea connessi alla debolezza della domanda, all'eccesso di capacità e alla crescente pressione competitiva dei raffinatori di Russia, Asia e Stati Uniti con strutture di costo più efficienti. Su base annua, il margine indicatore Eni ha registrato un incremento del 32,1%.
Le vendite di prodotti petroliferi nel mercato rete Italia sono state di 1,51 milioni di tonnellate, evidenziando una contrazione del 3,8% a causa principalmente della forte pressione competitiva (6,14 milioni di tonnellate, -7,5% su base annua). La quota di mercato è pari al 24,7% nel quarto trimestre 2014, in calo di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (25,9%). La quota di mercato media annua è diminuita di due punti percentuali a 25,5% nel 2014, dal 27,5% nel 2013."

Questo è quanto abbiamo tratto dal sito dei gestori di carburante datato 18 Febbraio. Che dire? Contenti loro....



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mercoledì 18 febbraio 2015

Le autostrade a Dicembre, nel 2014 e l'andamento dal 2001

L'esercizio corrente si chiude con risultanze di traffico che dal punto di vista complessivo confermano come il trend negativo presente negli ultimi anni a questa parte si vada ormai sempre più assottigliando: per la prima volta dal 2010 assistiamo  infatti ad una chiusura di anno con dati totali in positivo sia sulla componente veicolare leggera (+1,0%) sia su quella pesante (+0,7%), mentre le risultanze del singolo mese si attestano su valori più che buoni e pari rispettivamente a 3,8 e 3,7 percento.
I veicoli-chilometro percorsi nei passati dodici mesi sulla rete sono stati 75 miliardi e ottocento milioni, dato questo assolutamente favorevole se confrontato con il suo analogo del 2013 che aveva invece superato di poco i 75 miliardi.
Per quanto riguarda gli indicatori sulla sicurezza stradale, il periodo in esame si è distinto, in positivo, in tutti i principali campi, chiara testimonianza del costante impegno profuso in tale settore dai concessionari autostradali; il tasso annuale di mortalità, nonostante il netto rialzo delle percorrenze, è sceso di ben 10 punti percentuali in confronto a quanto si era registrato nel 2013, seguito dall'indice inerente il numero di persone rimaste ferite (-4,6%) e da quello relativo all'incidentalità globale (-4,4%).
Uguale soddisfazione può essere espressa anche per i dati concernenti la finestra temporale mensile, dove si nota in particolare una decisa diminuzione dei decessi avvenuti. (dal comunicato stampa Aiscat)


I nostri grafici.

Grazie ai dati forniti dall'Aiscat mensilmente siamo in grado di procedere qui di seguito i nostri grafici del 2012, 2013, 2014 a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri...

 

... e si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti, dove è evidente la distanza con lo stesso mese dell'anno passato e di due anni fa.





Il totale cumulato, leggeri e pesanti



Ancora più significativi sono i due grafici che seguono, il primo dei quali mette in evidenza l'andamento di uno dei comparti che consideriamo un valido segnale dello stato della nostra economia quello relativo allo scambio delle merci con i mezzi pesanti, la produzione e la distribuzione e quindi, in definitiva, la ricchezza nazionale in movimento sulle ruote gommate. Vediamo qui sotto l'andamento con il grafico che prende in considerazione i 12 mesi precedenti al mese di rilevamento attuale, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci . Scollinamento, discesa, risalita,  discesa, risalita  e via. .




Ultimo grafico il totale comprensivo del traffico dei mezzi pesanti e leggeri.




Qui sotto vediamo l'andamento in un arco di tempo più  vasto, annuale da 2001 ad oggi.




 Per riassumere. Siamo tornati al 2002/2003.


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