Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 16 gennaio 2017

Ma quale tram! Una linea di autobus elettrici costa meno

Questo è un articolo pubblicato su una rivista online specializzata suul trasporto con mezzi pubblici e privati, Autobusweb., che già dall'introduzione chiarisce quale sia il significato di ciò che segue. Ma quale tram! Una linea di autobus elettrici costa meno. Prosegue con quello che è il pensiero di Paolo Rossi, presidente di Aps Holding, azienda padovana dei trasporti pubblici su un progetto di Busitalia, una azienda controllata dalle ferrovia. Tenendo fermi i principi della mobilità a basse emissioni, l’azienda sta valutando l’opzione di sostituire il progetto della linea 2 tranviaria (tra Sarmeola e Ponte di Brenta) con una linea servita solo da autobus elettrici. Lo riporta l’edizione locale de “Il Gazzettino”.

La linea 1 servita dal tram è costata, in tutto, circa 90 milioni di euro. Più precisamente, 77 milioni (di cui 28 a carico del Comune), a cui però vanno sommati i 13,6 milioni di valore dell’immobile della società. Secondo il presidente Aps, la costruzione della linea 2 costerebbe almeno 100 milioni di euro. Non certo bruscolini, considerato che l’azienda ha un rosso di 18 milioni di euro.
Spunta l’idea degli autobus elettrici
Ecco spiegata la pensata dell’emobility. «La linea 2 con i bus elettrici – sempre Rossi – avrebbe un costo inferiore ai 20 milioni di euro perché gli autobus costano 500mila euro l’uno e ne occorrono 24. Hanno una capienza di 160 persone, un’autonomia di oltre 200 chilometri con uno stallo di ricarica all’inizio e alla fine della linea in 20 minuti di tempo. Sono bus a impatto zero e dunque avranno un contributo statale importante. E soprattutto non hanno impatto sulla viabilità. Non occorrono linee aeree, non bisogna fare le rotaie». Niente rotaie, via alla linea solo servita da mezzi a impatto zero, secondo un esempio sempre più diffuso in Europa (tanto per fare qualche nome: Göteborg, Marsiglia, Parigi, Stoccolma). In Italia, tra le realtà all’avanguardia in campo elettrico ci sono Bolzano e Torino (19 autobus in arrivo in primavera) e Trieste.
Il progetto è in mano a Busitalia
Ma le novità non sono finite qui. Aps Holding ha già demandato lo sviluppo del progetto a Busitalia, la controllata dalle ferrovie. «Hanno uffici tecnici che sono in grado di farlo senza spendere una follia in consulenti», ha affermato Rossi. Il progetto prevede delle corsie dinamiche su un percorso guidato con luci a led.


... e questa è una cosa che noi di MondoElettrico diciamo e scriviamo da anni: l'autobus elettrico oramai ha vantaggi importanti rispetto al tram.


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venerdì 13 gennaio 2017

Le auto ibride continuano a superare nelle vendite le auto a metano

 E siamo a quattro. E' il quarto mese consecutivo che le immatricolazioni delle auto ibride superano quelle delle auto a metano. La svolta la si è avuta ad agosto, quando le immatricolazioni raggiunsero la parità. Un'inversione di tendenza del mercato delle auto che risulta più evidente con i nostri grafici che indicano il divario crescente che ha due cause concomitanti quali la caduta progressiva del metano come carburante alternativo scelto dagli italiani e la crescita della trazione semi elettrica. Dopo due mesi di vicinanza nelle immatricolazioni vediamo che a Dicembre si torna a crescere con le immatricolazioni delle ibride mentre scendono più visibilmente le auto a metano. Nel mese appena trascorso le immatricolazione delle ibride hanno raggiunto le 3.546 unità, un buon 49,6% in più dello stesso mese dell'anno passato con un dato del + 48,1% nei dodici mesi complessivi del 2016, mentre le immatricolazioni delle auto a metano sono state 2.845 unità, il 26,3% in meno per Dicembre e complessivamente segnano una perdita di quasi un terzo,- 30,4% per essere precisi, nel 2016. 




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giovedì 12 gennaio 2017

La questione delle nuove licenze di taxi elettrici a Firenze. Una iniziativa tutta tutta da copiare ?

Lodevole iniziativa, senza dubbio. Però non capiamo perché i nuovi 70 tassisti debbano pagare 175 mila euro per avere la loro licenza considerando uno sconto del 30% voluto dal Comune di Firenze rispetto ai 250 mila euro di una licenza per taxi ad alimentazione tradizionale in considerazione del fatto che le auto elettriche hanno un costo ben superiore. 
In sostanza l'Amministrazione cittadina intasca 12,250 milioni ... per farne che? E' questa la domanda che  Miriam Amato, consigliera di di Alternativa Libera rivolge al Comune  con una interpellanza. 
Una parte cospicua cioè l'80% equivalente a 9,8 milioni di euro, vanno ad essere spartiti agli attuali possessori di licenza taxi che sono 650. Non chiedetemi il perché, su quali basi si fonda questa spartizione perché non lo so. 
Il restante 20% ovvero 250 mila euro andrà  "per migliorare il sevizio del trasposto pubblico non in linea" come riporta la Consigliera Miriam Amato segnatamente a quanto stabilito dalla delibera. 

Altra questione non ancora risolta: il potenziamento delle postazioni di ricarica. “Ad oggi sappiamo che ci saranno due colonnine elettriche per ricaricare i taxi, attive da subito. Altre due previste in futuro per tutti e 70 i taxi: forse un numero troppo esiguo, soprattutto in un contesto in cui la mobilità elettrica soffre quotidianamente a causa dell’inciviltà di chi occupa gli stalli di ricarica, dei pochi carro attrezzi pronti ad intervenire e delle auto del car-sharing che occupano spesso più postazioni contemporaneamente. Un utente che possiede un mezzo elettrico, oggi nella nostra città, non sempre riesce ad utilizzarlo”.

Si aspetta la risposta dei responsabili dell'Amministrazione fiorentina.


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mercoledì 11 gennaio 2017

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Dicembre

Non male il mercato delle auto elettriche e ibride negli USA anche per il mese di Dicembre. Stazionarie le immatricolazioni delle ibride tradizionali vediamo il maggior incremento per le ibride a percorrenza estesa e le elettriche pure, come è evidenziato dai grafici.

Record di sempre per le auto a percorrenza estesa, completato dal record di sempre delle auto a batteria che hanno un notevolissimo picco, un salto molto rilevante.

I numeri pubblicati dalla EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici sono precisi e chiariscono meglio l'andamento mese per mese con il trascorrere degli anni solari.

Aggiungiamo che nel 2016 si è rafforzato il rapporto tra le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride rispetto al mercato totale con il 2,9%, superiore a quello del mese precedente ma ancora lontano al 3,95 del 2011, Agosto. Numeri comunque più rilevanti se confrontati con le immatricolazioni italiane che abbiamo visto qualche giorno fa che con una dell'1,7%.

I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si utilizza una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Ottobre secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Dicembre 2016:

34.507 auto ibride (HEV)


10.211 auto a percorrenza estesa (EREV)


13.077 auto elettriche pure a batteria (BEV)



per un totale, relativamente al mese di Dicembre, di 57.705 auto elettriche tra EREV e BEV



La progressione mensile dal Gennaio 2010 fa sì che si siano raggiunte le 3.201.8131 unità immatricolate.



In leggera salita è l'introduzione delle auto elettriche/ibride col 2,9 (2,83% nel mese precedente) su 17.396.291 auto immatricolate nei 12 mesi del 2016.

L'ultimo grafico è quello relativo alle immatricolazioni dal 2006 al 2016.




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martedì 10 gennaio 2017

Occupati e disoccupati

Occupati e disoccupati (dati provvisori). Nel mese di novembre la stima degli occupati è in lieve crescita rispetto a ottobre (+0,1%, pari a +19 mila unità). L'aumento riguarda le donne e le persone ultracinquantenni. Aumentano, in questo mese, gli indipendenti e i dipendenti permanenti, calano i lavoratori a termine. Il tasso di occupazione è pari al 57,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre.

I dati mensili confermano un quadro di sostanziale stabilità dei livelli complessivi che si protrae da alcuni mesi: nel periodo settembre-novembre si registra un lieve calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,1%, pari a -21 mila). Il calo interessa gli uomini, le persone tra 15 e 49 anni e i lavoratori dipendenti, mentre si rilevano segnali di crescita per le donne e gli over 50.

La stima dei disoccupati a novembre è in aumento (+1,9%, pari a +57 mila), dopo il calo dello 0,6% registrato nel mese precedente. L'aumento è attribuibile a entrambe le componenti di genere e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione è pari all'11,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile.

La maggiore partecipazione al mercato del lavoro a novembre, in termini sia di occupati sia di persone in cerca di lavoro, si associa al calo della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,7%, pari a -93 mila). Il calo interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il tasso di inattività scende al 34,8%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali.

Nel periodo settembre-novembre al lieve calo degli occupati si accompagna la crescita dei disoccupati (+2,4%, pari a +72 mila) e il calo delle persone inattive (-0,6%, pari a -78 mila).

Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+0,9% su novembre 2015, pari a +201 mila). La crescita tendenziale è attribuibile quasi esclusivamente ai lavoratori dipendenti (+193 mila, di cui +135 mila i permanenti) e si manifesta sia per le donne sia per gli uomini, concentrandosi esclusivamente tra gli over 50 (+453 mila). Nello stesso periodo aumentano i disoccupati (+5,7%, pari a +165 mila) e calano gli inattivi (-3,4%, pari a -469 mila).


Comunicato stampa Istat


Piuttosto contraddittori e le affermazioni del comunicato stampa quindi, per non confonderci, andiamo a vedere ciò che è inequivocabile, cioè i grafici che rappresentano visivamente la realtà con una sola occhiata.


I nostri grafici

 In percentuale.


 Tasso di occupazione.

 Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni


 In un unico grafico





In valori assoluti.

Forze lavoro 




Occupati




In cerca di lavoro







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lunedì 9 gennaio 2017

Cresce il consumo di gas in Italia a Novembre + 11,7% e continua il crollo della produzione

Crescono i consumi di gas a Dicembre del'11,7 % secondo i dati Snam. Una crescita importante rispetto allo stesso mese dell'anno passato continuando il trend degli ultimo mesi.

Vediamo con i grafici che il consumo si pone al livello più alto degli ultimi 6 anni e a metà strada rispetto agli ultimi 11 anni.
Controlliamo il vero andamento dei consumi con i consueti nostri grafici mettendo in fila i dati pubblicati dalla Snam nel proprio sito web, dati sia pur provvisori ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane, discostando di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 11 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione.

Dunque, nel mese di Dicembre il consumo cresce dell'11,7%, tanto, rispetto allo stesso mese del 2015.

Quantitativamente a Dicembre abbiamo bruciato 9.405,42 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 8385,16 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2015.



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Dicembre è lì in quinta posizione negli ultimi 11 anni.



Lo stesso grafico con gli ultimi 6 anni per evidenziare l'andamento, al vertice.



Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la faticosa lenta risalitafino alle ultime impennate che sembrano dovute al consumo superiore per fornire di energia la Francia che ha 12 centrali nucleari in stand by.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua a diminuire la produzione nazionale anche a Dicembre che risulta essere di 514,88 milioni di metri cubi (dato provvisorio) rispetto ai 527,77 milioni di metri cubi (dati definitivi) dello stesso mese dell'anno passato, con una contrazione di poco meno del del 2,5% .




Il grafico della quantità di gas prodotto la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il precipitare della quantità estratta.









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giovedì 5 gennaio 2017

Forte crescita delle immatricolazione delle auto elettriche +70,4% e ibride +49,6% a Dicembre

Notevole impennata nella crescita delle immatricolazioni a Dicembre sia per le auto elettriche e le ibride che staccano notevolmente, superandole, le auto a metano per il quarto mese consecutivo.
Il picco della percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno passato delle elettriche è elevatissimo anche se numericamente è poco più una nicchia... per ora. 

La somma delle immatricolazione delle auto ibride ed elettriche tocca il 1,7 % del totale.

La crescita delle ibride a livello mensile segna quasi il 49,6% rispetto a Dicembre del 2015 e il 48,1% nel periodo Gennaio-Dicembre. Le auto elettriche al cento per cento hanno registrato un incremento straordinario, il 70,4% rispetto allo stesso mese dell'anno passato e nonostante questo exploit  rimane negativo il dato percentuale delìintero anno 2016 - 5,5%.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei 12 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.



I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
Dicembre le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche sono 196 contro le 115 dello stesso mese del 2015 con un incremento del 70,4% .


Le auto ibride
Nel mese di Dicembre sono state immatricolate 3.546 auto ibride contro le 2.370 rispetto allo stesso mese del 2015 con un incremento del 40,6%.


Novità introdotta quest'anno, non presente nel 2015, nei dati forniti dal Ministero è la suddivisione delle auto ibride con i carburanti per il motore termico, a trazione elettrica + benzina, sono 3.528 e 18 a trazione elettrica + diesel.

La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.
 Qui sotto il grafico a partire dal 2010 al 2016.


L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto è del 1,7% nei primi in tutto il 2016.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Dicembre

 Sui gradini del podio delle ibride pure troviamo :

 1 Toyota Yaris     1.056
   2 Toyota Auris      679
     3 Toyota C         450

 le elettriche pure più vendute in Italia

1  Renault Zoe           70
  2  Nissan Leaf          66
     3 Tesla Model S    21

Nei 12 mesi del 2016
Le ibride
1 Toyota Yaris     16.594
 2 Toyota Auris      8.912
  3 Toyota RAV4   4.323

 le elettriche
1 Nissan Leaf          462
  2 Tesla Model S    217
     3 Renault Zoe     210
    




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mercoledì 4 gennaio 2017

INCONCEPIBILE ! Colonnine di ricarica, il fallimento italiano

L'articolo uscito il 2 Gennaio su la Repubblica desta sconcerto e, in un certo senso, rabbia. Cosa afferma?

La Corte dei conti: su 50 milioni disponibili, spesi solo 6286 euro. Centraline per la ricarica: I magistrati contabili denunciano il corto circuito amministrativo. Nel nostro Paese, ci sono circa 1700 impianti ma sono nati tutti per iniziativa dei privati e "al di fuori dai finanziamenti statali". La raccomandazione: ora accelerate, serve trasparenza.
L'auto elettrica è ferma ai box in Italia. Chi volesse comprarla - per risparmiare carburante, per inquinare meno - rinuncia perché troverebbe poche centraline, pochi distributori in strada dove ricaricare. Colpa di una burocrazia inefficiente che non spende neanche i soldi pubblici che ci sono. Dei 50 milioni stanziati in tre anni per le centraline, dal 2013 al 2015, finora lo Stato è riuscito a spenderne meno di 6300. Meno di 6300 euro. Con grande rabbia della Corte dei conti, che ora denuncia colpe vicine e lontane.

Queste sono le tappe della vicenda:
- aprile 2009. Il Regolamento comunitario 443 vara un programma per "veicoli puliti ed efficienti" in Europa;
- agosto 2012. La nostra legge 134 risponde alle richieste Ue e promette un Piano per le centraline di ricarica per dicembre 2012:
- luglio 2013. Un bando per progetti di rapida realizzazione ne seleziona 19 di Regioni e Province (4,54 milioni assegnati, non erogati);
- settembre 2014. Arriva il Piano italiano per le centraline (grazie a un Dpcm). La Corte dei conti sottolinea: "Ritardo di almeno 18 mesi";
- ottobre 2014. L'Ue insiste: per il 2020 i Paesi permettano alle elettriche di circolare in aree urbane, suburbane e densamente popolate;
- aprile 2016. Piano italiano riscritto. Finalmente precisa quante centraline, di che tipo ("a ricarica veloce o lenta") e dove vanno messe.

I soldi, in tutto questo, ci sono. La Corte dei conti calcola che il bilancio dello Stato ha stanziato 20 milioni nel 2013, 15 milioni nel 2014 e altri 15 milioni nel 2015. Ma questi finanziamenti nessuno li ha usati per davvero. I 4,54 milioni dei 19 progetti selezionati con il bando "al momento non risultano erogati" (come già detto). Solo nel maggio 2016 - aggiunge la Corte dei conti - "hanno avuto corso le convenzioni con le Regioni che in alcuni casi non risultano ancora stipulate". E alla fine l'unica somma impiegata per davvero è pari a 6286,28 euro. Una cifra modestissima versata al Poligrafico dello Stato per la pubblicazione di questo famoso bando.

Gli effetti concreti di questo cortocircuito amministrativo sono evidenti:
- in Italia ci sono 1700 punti di ricarica, ma nati tutti per iniziativa dei privati (record a Firenze, 250, Roma 200, Milano 120);
- il Piano ministeriale prometteva (per il 2016) "150 stazioni in autostrada; 150 stradali; 150 tra porti, aeroporti e parcheggi", non realizzati.

Un Piano per le centraline presentato in ritardo, nel 2014, e comunque sbagliato nell'impostazione. Quindi riscritto nel 2016, ma ancora inattuato. Il ministero dei Trasporti tenta una difesa. Spiega di essere finito in un labirinto. Prima ha dovuto confrontarsi con una serie infinita di attori come Regioni, enti locali. Quindi ha chiesto pareri ad aziende come Enel e A2A, all'Autorità per l'Energia, all'Enea oltre che alla Federazione imprese elettrotecniche (che unisce i produttori delle centraline). Sulla bozza del Piano ha cercato infine un'intesa nella Conferenza Unificata. Il testo definitivo è finito al Cipe, per il timbro di rito. Infine c'è voluto un passaggio in Consiglio dei ministri.

Questo iter infinito avrebbe prodotto, se può consolare, un testo in linea con le norme europee che chiedono "prezzi comparabili e non discriminatori" (per gli automobilisti); e garanzie per tutti i rivenditori di energia perché non siano esclusi da questa rete di distribuzione. Il ministero sottolinea anche che molte regioni - grazie al suo impulso - hanno varato un loro Piano di Mobilità elettrica (Umbria, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta, tra le prime).

Adesso - dopo la sua severa analisi - la Corte dei conti raccomanda al ministero dei Trasporti di "accelerare al massimo"; di puntare sulle centraline di tipo "fast" che permettono di ricaricare in trenta minuti; di monitorare "l'avanzamento dei progetti appena avviati e di dare impulso all'impiego delle risorse stanziate nel Bilancio dello Stato ma non ancora concretamente utilizzate".

Serve, infine, trasparenza: "Il ministero renda funzionante al più presto la Piattaforma informativa nazionale", che progettava di sistemare dentro il Portale dell'Automobilista. E' uno "strumento indispensabile" per capire dove si sta operando e in che modo.

L'articolo completo è qui

Incredibile! I soldi ci sono, ma non vengono spesi perchè nessuno li chiede.  E quand'anche venissero installate le colonnine di ricarica dobbiamo confrontarci con un altro problemino: l'impossibilità di ricaricare le auto elettriche o gli scooter elettrici perchè le colonnine vengono occupate SISTEMATICAMENTE dalle auto con motore tradizionale assetate di parcheggi. A Firenze sono anni che ci battiamo per evidenziare questi abusi, direi inutilmente. I cartelli presso gli stalli accanto alle colonnine di ricarica segnalano l'esclusiva pertinenza dei parcheggi per i veicoli elettrici pena l'intervento del carro attrezzi ma, in definitiva, è solo una minaccia raramente attuata. Carri attrezzi insufficienti, telefonate disperate dei possessorio di auto elettriche che non possono ricaricare il proprio veicolo, vigili che non sempre possono intervenire per elevare multe e/o chiamare il carro attrezzi perchè il personale è insufficiente. Le vicende fiorentine sono raccontate in questa pagina Facebook "Liberiamo le colonnine di ricarica a Firenze".

Installiamo pure le colonnine ma a patto che possano essere utilizzate.




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martedì 3 gennaio 2017

Immatricolazioni auto a Dicembre in Italia +15,1% e +16,2% nel 2016

2016 un anno positivo: 1.825.000 immatricolazioni con lo stesso tasso di crescita dello scorso anno (+15,8%).
Irrisolti i temi della qualità dell'aria e del bisogno di rinnovo del parco.
L’anno 2016 si chiude in crescita del 15,8% con 1.824.968 unità, un volume di vendite che è andato al di là delle aspettative, con il mese di dicembre che chiude ad un +13,1%, nonostante un giorno lavorativo in meno.

Le vetture immatricolate nel mese di dicembre sono state, infatti, 124.438 rispetto alle 110.060 del dicembre 2015. L’intero anno, con un incremento del 15,8%, registra 250.000 unità in più rispetto alle 1.575.737 dell’intero 2015.

L’andamento del mercato 2016 è stato caratterizzato da una crescita che non ha avuto riscontri nei consumi di altri beni durevoli, soprattutto perché indotta da due elementi decisivi: nei primi sei mesi dell’anno, le forti azioni commerciali delle Case con le loro Reti hanno determinato una spinta nel canale privati, nella seconda metà, leve fiscali interessanti, come Superammortamento e Nuova Sabatini hanno determinato un impulso sulle vendite a società, anche con un certo anticipo della domanda di auto aziendali che non sono beni strumentali in vista dell’esclusione del beneficio del Superammortamento per il 2017.

“Anche quest’anno - afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilitiche estere - il settore automotive ha portato un contributo determinante ai consumi interni, più forte che in altri settori, e al recupero, seppur ancora lento, dell’economia nazionale. Nell’intero 2016, infatti, il fatturato generato dal settore è stato di 36,9 miliardi di euro, con un incasso di IVA per lo Stato di 6,6 miliardi di euro”.

“Guardando al 2017, esiste ancora l’opportunità di tenere stimolata una crescita che al momento appare contenuta per il quadro macroeconomico nel quale permangono incertezze, per il confronto con un 2016 di performance robuste e per un certo anticipo di domanda del settore società nel 2016, che si rifletterà negativamente sui primi mesi del 2017, influenzando la domanda totale.”

“Restano da affrontare nel nuovo anno la mancanza di un piano strutturato e coordinato per migliorare la qualità dell’aria, soprattutto nelle grandi città, e il lento procedere del rinnovamento del parco anziano, rendendo indifferibile la realizzazione di quella cabina di regia della mobilità di cui tutti avvertono il bisogno e rispetto alla quale l’UNRAE ha proposto l’istituzione della figura del Mobility Champion”.

“E necessario e urgente infatti - conclude Nordio - adottare in modo coordinato provvedimenti virtuosi e misure che consentano una consistente e rapida immissione sul mercato di veicoli piu ecologici e piu sicuri, in modo da poter piu facilmente rispettare gli obiettivi fissati dalle normative europee in materia di qualità dell’aria e sicurezza della circolazione”.

L’analisi della struttura del mercato sotto il profilo dei canali di vendita evidenzia un andamento di crescita nel mese da parte delle famiglie dell’8,3%, che porta il totale anno in aumento del 13%, pertanto, il canale privati, complice l’effetto channel mix, registra una quota di mercato che scende al 61,8% del totale, ottenendo il record negativo come la quota più bassa di sempre. Le immatricolazioni a società danno un forte impulso al mercato di dicembre: +40,2% in volume (+27,7% nel cumulato dei 12 mesi), grazie al contributo del citato Superammortamento. A fine anno le stesse raggiungono il 18,4% del totale mercato (+1,7 punti percentuali). Anche il noleggio chiude il 2016 con una buona performance: +16,6% ed una quota che si conferma al 19,8% del totale. Il contributo maggiore deriva dal lungo termine che cresce di oltre il 18%, ma anche il noleggio a breve termine segna un ottimo incremento: +14,2%, sostanzialmente confermando entrambi la propria rappresentatività sul totale.

Per quanto riguarda le immatricolazioni per alimentazione, l’anno conferma un incremento delle vendite dei carburanti tradizionali intorno al 20%, rispettivamente +19,7% per il diesel e +21,8% per la benzina, il Gpl cala del 15,4% nonostante il recupero in dicembre a doppia cifra, dopo mesi di flessioni, flette il metano di oltre il 30%, mentre continua l’ascesa delle ibride: +48,1%.

La scomposizione per segmenti, grazie al contributo di società e noleggio, evidenzia una crescita nell’anno superiore al 20% per le medie del segmento C, le medie superiori del D e le vetture del segmento E, più contenuta ma sempre a doppia cifra la crescita delle city car (+11,8%), seguono le utilitarie del segmento B (+8,5%) e l’alto di gamma con un +4,9%.

A fine 2016 il Nord Est si conferma l’area più rappresentativa del Paese, con il 31,8% del totale, -0,2 p.p. recuperati dal Nord Ovest, che chiude al 31,3%. Stabili sui livelli dello scorso anno tutte le altre aree territoriali. Sul fronte della CO2 si riducono di altri 2 g/km le emissioni medie ponderate delle vetture nuove immatricolate in Italia, che nel 2016 sono scese a 112,7 g/km.

Per concludere, i trasferimenti di proprietà di autovetture in dicembre sono scesi del 5,1% a 397.212 unità, al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale). Nel cumulato gennaio-dicembre i 4.721.576 trasferimenti indicano un lieve incremento del 2,9% rispetto ai 4.589.823 dello stesso periodo 2015.


Dal comunicato stampa UNRAE



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, nello scorso mese, Dicembre 2016, le immatricolazioni sono al terzo livello dietro al 2009 e 2010.

  L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno segue una sfilza di segni positivi.



 Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni continuano a crescere in modo sostenuto. 

Siamo alla fine dell'anno quindi inseriamo il grafico delle immatricolazione annuali.



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lunedì 2 gennaio 2017

Le rinnovabili e la produzione nazionale di energia elettrica a Novembre

Abbiamo visto nel post precedente quale sia stato il consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Novembre, -0,1%, con i dati che Terna ha pubblicato su e che noi abbiamo elaborato per realizzare i grafici esplicativi.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale con particolare riferimento alle energie rinnovabili.

Nel mese di novembre 2016 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 92,7% con produzione nazionale e per la quota restante (7,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,3 miliardi di kWh) è cresciuta del 14,4% rispetto a novembre 2015.
In aumento le fonti di produzione eolica (+37,4%), termica (+16,5%) e idrica (+7,8%), in calo le fonti di produzione fotovoltaica (-10,5%) e geotermica (-4,3%).


I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici, con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009

Per anno solare si vede che Novembre del 2016 risulta essere il più produttivo degli ultimi 8 anni con un  +14,4% rispetto al 2015.



... e in sequenza mensile.



Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Come si vede siamo in crescita.



Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Nonostante siamo posizionati bene, al secondo posto degli ultimi 8 anni, siamo ad un -10,5% nei confronti dell'anno precedente.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Al vertice degli ultimo 8 anni con un +37,4% rispetto al 2015.



Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico.



Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.



Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.


Il grafico seguente, di forte Terna, mostra il ruolo delle componenti nella produzione di energia . Le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica + biomassa) nel solo mese di Novembre valgono il 30% (Grafico Terna) ...



... invece nei primi 11 mesi dell'anno in corso e rinnovabili hanno inciso per il 33% della produzione nazionale .



Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.

Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.



In crescita l'eolico e il geotermico, una diminuzione per il solare.




Un rallentamento produttivo per l'idrico dal novembre 2014 ad oggi.




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