Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 4 maggio 2016

Le immatricolazioni auto, il mercato vola a un +12,3% in Aprile

Mercato dell'auto: 4 mesi a doppia cifra (+18,6%). Il 2016 tende a 1.780.000 immatricolazioni (+13%)

Ripresa tangibile, opportunità per accelerare il rinnovo del parco anziano. Richiesta la proroga di un anno del super-ammortamento.
Il mese di aprile, solo tecnicamente attenuato da un giorno lavorativo in meno, chiude in crescita dell’11,5% rispetto allo stesso periodo 2015. Le immatricolazioni di autovetture, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, nel 4° mese dell'anno hanno raggiunto le 166.966 unità, circa 17.300 in più di quante se ne immatricolarono nell'aprile dello scorso anno, che registrò un volume di 149.700 auto vendute.

Il 1° quadrimestre si porta al 18,6% di incremento, grazie alle 687.021 auto immatricolate, rispetto alle 579.315 dello stesso periodo 2015.

“Le vendite a privati – afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere - si confermano molto dinamiche fra i canali di vendita, grazie ad una necessità improrogabile di sostituire vecchie autovetture, già rimandata negli anni di crisi, e ad un mercato del credito decisamente più favorevole anche per i finanziamenti finalizzati all'acquisto di autovetture”.
“Proprio la spinta degli acquisti dei privati di questa prima parte dell'anno – prosegue Nordio - decisamente più ampia di quanto prevedibile, e l'ulteriore crescita del noleggio (nonostante il confronto con lo stesso periodo 2015, già fortemente in aumento grazie al contributo di eventi come l’Expo), portano a rivedere al rialzo in modo deciso la stima per l’anno 2016, considerando il peso che il I quadrimestre ricopre sui risultati del totale anno, mediamente intorno al 37% negli ultimi 5 anni”. “Il mercato auto – afferma il Presidente - secondo le nostre stime, è atteso proseguire su tassi positivi per chiudere l'anno 2016 a 1.780.000 vetture immatricolate, in aumento del 13% rispetto alle 1.575.600 dell'intero 2015, con circa 200.000 auto in più”.
“Va però ricordato – prosegue Nordio - che la velocità di sostituzione del parco anziano resterà lenta senza stimoli strutturali: l'avvicinarsi dell'estate col prevedibile aumento della mobilità familiare è il momento giusto per imprimere una spinta verso la maggiore sicurezza e l'ambiente prima che l'autunno riproponga i temi dello smog”.

L'analisi della struttura del mercato mette in luce come gli acquisti dei privati siano cresciuti del 14%, raggiungendo il 61,6% di quota di mercato e acquisendo quasi un punto percentuale in più dello scorso anno. Nel cumulato gennaio-aprile l'incremento è pari al 25,6% con una rappresentatività al 62,7% del totale. Molto dinamiche anche le vendite a società che nel mese incrementano i propri volumi del 21,8%, recuperando 1,2 punti di quota, che arriva al 15,6% del mercato. Nel I quadrimestre la crescita si porta al 12,3% (14,3% di quota) grazie anche al contributo del super-ammortamento che consente alle aziende che investono in beni strumentali, quindi, anche in veicoli da lavoro, di portare in ammortamento il 140% del costo di acquisto.

“Così come auspicato per la sua introduzione – conclude il Presidente – ed i risultati ci stanno dando ragione, raccomandiamo ora la proroga della misura di almeno un anno, come già avvenuto in Francia”.

Si stabilizzano, infine, le immatricolazioni a noleggio che segnano appena un +2,9% in aprile, evidenziando una quota del 22,8%. Nei primi 4 mesi la crescita è del 7,4% ed una rappresentatività del 23%. Nel dettaglio fra breve e lungo termine si evidenziano, però, dinamiche contrapposte: il lungo termine, infatti, in aprile incrementa del 26,1% i propri volumi, crescita che si somma a quella a doppia cifra dell'aprile 2015, mentre il breve termine cede il 17,1% in termini di unità vendute, confrontandosi con lo stesso periodo dello scorso anno in aumento di quasi il 25%.
Nel mese crescono a doppia cifra anche le immatricolazioni di autovetture a benzina (+28,1%) e diesel (+10,9%), con la prima che raggiunge il 35,4% di quota di mercato, crescendo di quasi 4,5 punti percentuali. Complice il basso costo dei carburanti tradizionali, continuano ad evidenziare, invece, riduzioni a doppia cifra le vetture a basso impatto ambientale, quali Gpl (-25,3%), metano (-21,9%) ed elettriche (-12%). Fanno eccezione le auto ibride che proseguono la sostanziosa crescita in volume (+41,2% in aprile), con una quota di mercato che sale all’1,8%.
In aumento nel mese di aprile tutti i segmenti del mercato, con crescite più attenuate per city car e vetture del segmento alto di gamma. Sul fronte delle carrozzerie buone crescite a doppia cifra per tutte, ad eccezione delle monovolume piccole e compatte, multispazio e coupè che segnano flessioni a doppia cifra.
L’Italia Nord orientale, seppur la meno dinamica in aprile in termini di immatricolazioni (+4,5%), si conferma come l’area più rappresentativa del Paese.

Per concludere l’analisi del mercato, i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) si mantengono stabili in aprile (+0,9%) grazie alle 402.330 unità a fronte delle 398.746 dell’aprile 2015. Nel I quadrimestre la crescita è del 5,8% con 1.645.235 trasferimenti, rispetto ai 1.554.694 del gennaio-aprile dello scorso anno.

I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, Marzo 2016 si pone sotto solo rispetto al 2009.



  L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza con il balzo significativo degli ultimi tre mesi.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno segue una sfilza di segni positivi.




Con l'ultimo grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo è dell'Ottobre 2013, si torna alle cifre di fine 2011..





 Il  mercato automobilistico francese ad aprile segna un + 6,5% e  + 7,7% nel primo quadrimestre, secondo il CCFA, Comité des Constructeurs Français d'Automobiles.

Sempre secondo il CCFA le vendite di auto in India sono aumentate dell'11% nel mese di aprile.



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martedì 3 maggio 2016

Il consumo di gas in Italia ad Aprile, -1,5%

All'inizio del mese siamo in grado di pubblicare i dati e igrafici relativi ai consumi di gas in Italia del al mese precedente, è il caso di Aprile. La Snam, nel proprio sito web, anticipa le cifre di Febbraio, sono quindi dati provvisori, ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane, pur sempre attendibili come ci dimostra l'esperienza dei mesi e degli anni passati. Potranno discostarsi di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo.

Dunque per il mese di Aprle si registra un consumo inferiore rispetto allo stesse mese del 2015 , -1,5%

Quantitativamente ad Aprile abbiamo bruciato 4395,409 milioni di m3 Standard contro i 4460,56 milioni di metri cubi (dato ufficiale) dello stesso mese del 2015, +0,6 % .



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali .

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Risulta evidente che il consumo di gas di Aprile si colloca in basso tra i consumi degli ultimi 11 anni, solo un poco superiore al consumo dell'anno passato e al 2014.




Qui vediamo meglio qui l'andamento degli ultimi 6 anni.



Il grafico successivo delle percentuali evidenzia la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo nel 2015 della percentuale, che riguarda il consumo rapportato allo stesso mese dell'anno precedente, con un'alternanza di tendenza degli ultimissimi mesi.




Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la nuova inversione verso il basso e la stabilizzazione nel finale.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas.

Continua a diminuire la produzione nazionale ad Aprile passando da 570 milioni di metri cubi (dato provvisorio) a 428,6 milioni di metri cubi, con una nuova contrazione intorno al 25 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Valori assoluti più bassi, da record negativo.



Il grafico della quantità di gas prodotto nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il costante e continuo svuotamento dei campi estrattivi.





In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi.





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lunedì 2 maggio 2016

Una batteria si può caricare centinaia di migliaia di volte

Ricercatori della University of California Irvine  hanno inventato una batteria  dalle caratteristiche eccezionali con un materiale basato sulla tecnologia  nanowire. Può essere ricaricata centinaia di migliaia di volte tanto che, in pratica, una volta montata sull'oggetto da alimentare non necessita più si essere sostituita. Utilizzavile sulle auto elettriche ma anche sui computer, smartphone, elettrodomestici e veicoli spaziali.

Gli scienziati hanno tentato in passato di creare batterie  nanowire, dove i fili sono  migliaia di volte più sottili di un capello umano, ma con scarsi risultati, in quanto le loro caratteristiche conduttive permetterebbero di avere una grande superficie per l'accumulo di energia e un facile trasferimento degli elettroni. Tuttavia, questi filamenti erano estremamente fragili e non reggevano bene a ripetute cicli di scariche e cariche. In una tipica batteria al litio, si espandevano e crescono diventavano fragili e con fessurazioni.
I ricercatori della UC Irvine hanno risolto questo problema rivestendo un nanowire d'oro in un guscio di biossido di manganese per immergerli in un elettrolita gel plexiglas-like. La combinazione è affidabile e resistente alle rotture.

Il leader dello studio Mya Le Thai è riuscito a ottenere nei test fino a 200.000 cicli in più di tre mesi senza rilevare alcuna perdita di capacità o di potenza e senza fratture nei nanowire. I risultati sono stati pubblicati una dozzina di giorni fa  in American Chemical Society’s Energy Letters. Non resta che aspettare la loro produzione e commercializzazione. I tempi?



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venerdì 29 aprile 2016

Anche la Daimler entra nello storage stazionario con le batterie a litio ioni

Anche la Daimler, come già hanno fatto altre case automobilistiche, ha intenzione di entrare nel mercato dello storage ad uso stazionario con particolare attenzione al settore casalingo ma senza  dimenticare quello industriale.
Le batterie agli ioni di litio vengono fabbricate dalla controllata Deutsche Accumotive e distribuiti attraverso partner commerciali selezionati e aziende collegate.
Le unità di stoccaggio  stazionario sono generalmente installate insieme ad un impianto fotovoltaico e quindi, essendoci un enorme interesse, già fioccano numerosi ordini.
Originariamente sviluppato rigorosamente per le esigenze automobilistiche, le unità di immagazzinamento di energia possono essere assemblate insieme fino a otto moduli con un contenuto energetico di 2,5 kWh ed ancora combinate insieme per produrre un accumulatore di energia con una capacità fino a 20 kWh. Le famiglie che hanno a casa i propri impianti fotovoltaici possono quindi tamponare l'energia solare in eccesso, per riutilizzarla successivamente, praticamente senza perdite. Grazie alla combinazione di fonti di energia rinnovabile con una unità di accumulo locale, le abitazioni private possono aumentare il loro auto-consumo di energia generata di un buon 65 per cento.
Il prezzo al dettaglio per la generazione di energia elettrica a casa è calcolato sulla base di un pacchetto su misura di componenti del sistema. Questi possono comprendere il sistema fotovoltaico, inverter, batteria, gestione dell'energia e l'accumulatore di energia Mercedes-Benz, più il costo di installazione.
Daimler AG è entrato in questo tipo di mercato indirizzato allo stoccaggio stazionario con le batterie al litio nel 2015 e da allora ha continuato ad ampliare le proprie attività in questo segmento.
Il concetto ideato da Daimler Business Innovation prevede una varietà di applicazioni con sistemi scalabili, quindi le unità agli ioni di litio possono essere impiegati sia nel settore industriale su larga scala sia nelle case private.
Tre grandi progetti incentrati su soluzioni di storage dell'energia industriale sono già in fase di sviluppo ed alla fine, i moduli della batteria con una capacità totale di oltre 29 MWh saranno collegati alla rete come parte di questa e commercializzati sul mercato di energia primaria in Germania. Il complesso sistema servirà a bilanciare le fluttuazioni di energia nella rete elettrica tedesca. Altri progetti sono già in programma.
Daimler sta aumentando in modo sistematico le sue capacità di produzione investendo circa 500 milioni di € per la costruzione di una seconda fabbrica di batterie a Kamenz. Il nuovo impianto dovrebbe essere messo in funzione in estate 2017.


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giovedì 28 aprile 2016

Il kers sui camion

Fino ad oggi conosciamo il kers soprattutto per l'uso che se ne fa nelle gare di Formula 1. Adesso la ricaduta tecnologica del sistema nel mondo reale può avvenire grazie ad una azienda francese che ha intenzione di sperimentare la proprietà rigenerativa della frenata nei camion per l'accumulo dell'energia con i supercaps e l'utilizzo della stessa energia nelle accelerazioni, quindi nella trazione grazie ad un motore  elettrico inserito nell'albero di trasmissione del veicolo. Si ritiene che il risparmio e la riduzione delle emissioni di carbonio si aggiri intorno al 25%. Questo è il sistema della  Adgero, denominato UltraBoost ST, che utilizza un motore YASA compatto e leggero per produrre e recuperare l'energia cinetica, altrimenti persa sotto forma di calore durante la frenata, accumulandola nei ultracondensatori che hanno come elemento base il grafene ad alta potenza del produttore tedesco, Skeleton Technologies, che ha contribuito  l'anno scorso a sviluppare la tecnologia KERS per il trasporto su strada con Adgero. Recentemente Adgero ha firmato un accordo di collaborazione di  3,5 milioni di euro per assicurare che il sistema UltraBoost ST per trasporto su strada possa utilizzare i moduli supercaps al grafene..
A tutti gli effetti questo sistema può trasformare un normale semirimorchio tradizionale in un veicolo ibrido.



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mercoledì 27 aprile 2016

Commercio estero extra Ue in netto calo in marzo -5,2%, import -6,7% sul mese, -11% su anno.

A marzo 2016 entrambi i flussi commerciali mostrano una flessione rispetto al mese precedente, più marcata per le importazioni (-2,0%) che per le esportazioni (-0,3%). Il surplus commerciale (+4.036 milioni) è superiore a quello dello stesso mese del 2015 (+3.422 milioni).

Il calo congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è determinato dai beni di consumo (-6,1%) e dai prodotti intermedi (-2,7%), mentre l'energia (+17,6%) e i beni strumentali (+4,9%) registrano una crescita sostenuta.

Dal lato dell'import la flessione congiunturale è estesa a tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (+6,7%). Gli acquisti di beni di consumo sono in forte calo (-4,8%).

Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma negativa (-2,9%); tuttavia, al netto della componente energetica (-37,5%) la diminuzione è meno marcata (-1,3%).

La contrazione mensile delle esportazioni su base annua (-5,2%) riguarda tutti i raggruppamenti principali di beni ed è particolarmente marcata per l'energia (-42,6%). Anche le importazioni sono in forte calo (-11,0%), imputabile alla componente energetica (-30,8%) e, in misura meno intensa, ai prodotti intermedi (-8,3%). Soltanto i beni strumentali registrano un'espansione degli acquisti (+2,3%).

A marzo 2016 il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici (+6,0 miliardi) è in lieve diminuzione rispetto a marzo 2015 (+6,2 miliardi).

A marzo 2016 si ridimensiona il calo delle vendite di beni verso la Russia (-0,9%), iniziato a maggio 2014. Gli Stati Uniti registrano un incremento delle esportazioni (+11,3%) ascrivibile alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Aumentano anche le vendite di beni verso il Giappone (+9,5%). Paesi MERCOSUR (-28,2%), paesi OPEC (-21,6%), Turchia (-11,0%) e paesi ASEAN (-8,0%) segnano un forte decremento delle esportazioni.

Le importazioni da Russia (-18,1%) e Cina (-15,1%) sono in forte calo, mentre gli acquisti da Turchia (+6,5%), paesi ASEAN (+3,5%) e Stati Uniti (+2,9%) risultano in crescita.

Comunicato Istat






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martedì 26 aprile 2016

Le rinnovabili e la produzione nazionale di energia elettrica a Marzo

Qualche giorno fa  abbiamo visto i consumi di energia elettrica in Italia a Marzo, oggi portiamo a termine l'argomento trattando la produzione nazionale di energia elettrica e l'analisi delle rinnovabili nel contesto produttivo.

 Prima di tutto rileggiamo  il comunicato stampa di Terna per la produzione nazionale .

Nel mese di marzo 2016 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’83,2% con produzione nazionale e per la quota restante (16,8%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,8 miliardi di kWh) è in flessione del 3,6% rispetto a marzo 2015.
È in crescita la fonte di produzione geotermica (+3,1%);
in calo le fonti idroelettrica (-2,1%), termoelettrica (-2,4%), eolica (-8,1%) e fotovoltaica (-12,4%).


I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici.

La produzione nazionale dal 2009

per anno solare si vede che siamo quasi al livello più basso, quantitativamente.

   
... e in sequenza mensile.

 
Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Piuttosto stabile.




Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.

 
La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare.

 
Il grafico delle varie rinnovabili.

 
Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separate dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.

 
 Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili


 

 Il grafico seguente, di forte Terna, mostra il ruolo delle componenti nella produzione di energia nei primi 3 mesi dell'anno in corso. Le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica) valgono il 24,7% (Grafico Terna) ....

... invece nel solo mese di Marzo le rinnovabili hanno inciso per il 32,5% e, nel primo trimestre per il 24,6% nella produzione in rapporto al consumo complessivo.



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lunedì 25 aprile 2016

Mobilità elettrica. A Firenze siamo all’anarchia

Evidentemente la pagina che abbiamo creato su Facebook ha mosso le acque stagnanti nel disinteresse generale di una situazione che sembra(va?) irrisolvibile. Gli spazi accanto alle colonnine di ricarica a Firenze erano e sono (quasi) sempre occupate da mezzi tradizionali che di fatto impediscono la ricarica degli scooter elettrici e delle auto elettriche. I cartelli posti accanto alle colonnine, che minacciano la rimozione dei veicoli che vi sostano senza avere il permesso, non scoraggiano affatto gli automobilisti e gli scooteristi 'termici' e i vigili urbani poco o nulla possono fare (a loro detta) avendo a disposizione solo un carro attrezzi per la rimozione forzata. Le proteste degli utenti elettrici, esasperati per le impossibili ricariche, sono giunte finalmente alle orecchie degli amministratori comunali che hanno promesso di rendere disponibili gli spazi di ricarica con operazioni adeguate. Adesso la stampa è attenta e segue la questione. Qui un esempio. Riportiamo un articolo pubblicato dala Gazzetta di Firenze nel cui contesto vi sono anche alcune foto scattate e pubblicate su Liberiamo le colonnine..

L'amministrazione comunale fa mille proclami per incentivare l’uso di mezzi elettrici per gli spostamenti cittadini. Una volta fatto il proclama sindaco e giunta si buttano dietro le spalle come si svolge la vita per gli utenti dell'elettrico. E’ quasi impossibile trovare colonnine libere e se poi qualche volta riesci ad allacciare l'auto o lo scooter alla colonnina ben presto la trovi circondata da scooter, cassonetti che bloccano l'uscita dal parcheggio da una parte, una sfilza di motorini dall'altra. E così l'auto elettrica rimane al palo.

In molti casi sono auto del car sharing elettrico che costringe l'utente ad andare a cercarne un'altra, ma con il problema che quando uno ferma il noleggio trova lo spazio dedicato alla ricarica occupato da scooter e vetture.

Il sindaco e compagni si sentono la coscienza a posto ma nella realtà sono solo parole al vento per riempire le pagine dei giornali






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domenica 24 aprile 2016

La vita media dei reattori nucleari disattivati è 24,7 anni

E' una sorpresa per molti. Le analisi di un gruppo di studiosi indipendenti, Mycle Schneider, Antony Froggatt et al., pubblicate nel giugno dell'anno passato col titolo The World Nuclear Industry Status Report 2015 (scaricabile qui)  sono drastiche. La vita media dei reattori nucleari disattivati è 24,7 anni. A fronte di investimenti enormi e costi di decommissioning ancora non ben precisati che si aggiungono alla localizzazione dei siti di stoccaggio del materiale esausto, dopo averlo ciclato, da qualche parte (dove?) ci si trova di fronte ad una realtà sconcertante cioè che  sicuramente il nucleare non è economicamente sostenibile.


La stessa analisi pubblica un grafico che riguarda l'età dei reattori nucleari ancora in funzione.



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sabato 23 aprile 2016

OGM: storico flop semine in UE (-18%) e nel mondo

Qui di seguito un articolo della Coldiretti intitolato: Per la prima volta a livello globale 1,8 milioni di ettari coltivati in meno (-3% in Usa)
Crollano del 18 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2015 che per la prima volta fa registrare anche una inversione di tendenza a livello mondiale con 1,8 milioni di ettari coltivati in meno, a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse miracolistiche. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che dall’analisi del rapporto annuale dell’“International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA) emerge che la superficie ogm in Europa nel 2015 si è ridotta ad appena 116.870 ettari di mais geneticamente modificato (-18%) coltivati in soli 5 Paesi sui 28 che fanno parte dell’Unione. Peraltro - spiega la Coldiretti - ben il 92 per cento di mais biotech europeo è coltivato in Spagna dove sono stati seminati 107.749 ettari (-21%) mentre le superfici coltivate sono residuali in Portogallo, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca.
Si tratta di una tendenza che conferma la giusta decisione dell’Italia che ha notificato alla Commissione europea nel 2015 la richiesta di vietare la coltivazione di ogm sul loro territorio assieme ad altri 18 Stati. (Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Slovenia e Ungheria, mentre la Gran Bretagna ha presentato domanda per Scozia, Galles e Irlanda del nord e il Belgio per la Vallonia). La richiesta di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo trova d’accordo - sottolinea la Coldiretti - quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono oggi al biotech nei campi.
“Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. L’agricoltura italiana - spiega la Coldiretti - è diventata la piu’ green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la piu’ vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati come avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea.
A livello globale nel 2015 - sottolinea la Coldiretti - sono stati coltivati 179,7 milioni di ettari di colture biotech, con uno storico decremento di 1,8 milioni di ettari rispetto ai 181,5 milioni nel 2014, a causa dei prezzi bassi. Gli Stati Uniti - precisa la Coldiretti - continuano a guidare la produzione biotech con 70,9 milioni di ettari (39% del totale), con un decremento di 2.2 milioni di ettari rispetto al 2014. Il Brasile si conferma al secondo posto con 44,2 milioni di ettari (25% del totale) con un incremento di 2 milioni di ettari rispetto al 2014. Al terzo posto si trova l’Argentina con 24,5 milioni di ettari; poi l’India con 11,6 milioni di ettari ed il Canada con 11 milioni di ettari (circa -5% rispetto al 2014). Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sui vantaggi economici, cresce lo scetticismo degli agricoltori e dei consumatori. Anche perchè gli Ogm in commercio - conclude la Coldiretti - riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili.





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venerdì 22 aprile 2016

A Firenze 70 nuove licenze solo per taxi elettrici

Dopo tanto parlare forse siamo al primo atto delle procedure che porterà al rilascio di 70 nuove licenze per i taxi con vetture elettriche. La giunta di Palazzo Vecchio ha approvato  le linee guida per portare alla pubblicazione di un bando per l'assegnazione. /0 licenze che si sommeranno alle 34 auto elettriche temporanee previste precedentemente ma ancora non attivate. Le licenze costeranno  175 mila euro ciascuna, contro i 250 mila euro che attualmente è il prezzo medio della cessione di una licenza tradizionale.
rispetto a quello medio di cessione che è di 250 mila euro.

Le nuove 70 licenze saranno rilasciate tutte insieme probabilmente fra un anno e se i   i candidati in possesso dei requisiti richiesti dal bando saranno più di 70, saranno selezionati con un test specifico inerente il bando. E' prevista la possibilità di versare l'importo stabilito anche dopo il rilascio della licenza, con idonea garanzia.  

Speriamo che il Comune abbia previsto anche di installare dei sistemi di ricarica nei 52 stalli presenti in città per i taxi tradizionali se davvero si vuole sviluppare un servizio con mezzi a emissioni locali zero, altrimenti le cose si complicano fino a rendere inefficace il progetto .

La foto in alto riguarda la presentazione della prima auto elettrica lo scorso Natale in Piazza della repubblica.


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giovedì 21 aprile 2016

Ridurre le emissioni da traffico e ancora truffe

Ho trovato interessante la lettura dell'articolo pubblicato da ARPAT che, tra i vari spunti, sostanzialmente dà ragione ad una nostra 'intuizione' scaturita dal ragionamento e dati di fatto (e truffe), riguardo al potere inquinante dei motori diesel, superiore a quanto dichiarato ufficialmente. Qui riporto il testo.

Le misure di mitigazione che possono contribuire a ridurre le emissioni di ossidi di azoto e PM da traffico.
Nel corso del convegno di presentazione dei risultati del Progetto europeo AIRUSE (Testing and development of air quality mitigation measures in Southern Europe), sono state illustrate alcune delle raccomandazioni emerse dal Progetto e finalizzate a ridurre l'inquinamento atmosferico nelle città del Sud Europa. In questo numero di Arpatnews ci concentreremo su una delle sorgenti più importanti di tale inquinamento, il traffico stradale, che comprende:
  • le emissioni dirette dal tubo di scappamento degli automezzi
  • le emissioni di tipo indiretto, cioè il particolato prodotto dell'usura dei freni, dei pneumatici e dell'asfalto (in alcune città sono più impattanti di quelle dirette),
  • le polveri risollevate dal passaggio dei veicoli.
Qui riassumiamo le misure di mitigazione che possono contribuire a ridurre le emissioni di ossidi di azoto e PM da traffico e che sono state individuate nel corso del Progetto AIRUSE.
Introdurre zone “a bassa emissione” nelle città
Le zone “a bassa emissione” presenti in Europa sono oltre 200, senza contare il numero molto elevato di tali zone in piccole città italiane (le cosiddette ZTL).
La revisione critica delle misure adottate nelle città del nord Europa ha dimostrato che l'introduzione di questa specifica misura è stata efficace soprattutto in Germania, grazie al rigore nella sua applicazione: questo suggerisce che l'applicazione delle zone “a bassa emissione” dovrebbe essere molto stringente.
Alcuni studi hanno dimostrato che tali zone possono comportare riduzioni consistenti nella concentrazione di particolato carbonioso, con un impatto significativo sulla salute pubblica.
Sono inoltre consigliate le reti di zone “a bassa emissione”, a livello nazionale ed eventualmente europeo, poiché ridurrebbero costi, tempi e sforzi della loro creazione, rendendo la comunicazione circa i criteri di ingresso più facile e aumentandone l'accettazione da parte di tutti.
Disincentivare le auto diesel
La percentuale di vetture diesel è cresciuta rapidamente nel corso degli ultimi due decenni e oggi oltre il 50% delle nuove autovetture vendute in Europa sono diesel.
Molti Stati membri hanno promosso questi veicoli attraverso incentivi fiscali vantaggiosi, a causa delle ufficiali basse emissioni di CO2 che - però - sottostimerebbero le emissioni reali delle auto diesel di circa il 25%.
Non sembra esserci comunque un nesso chiaro tra incentivi fiscali e numero delle auto diesel vendute e pochi studi hanno valutato in modo esplicito le ragioni dell'aumento delle vendite di tali vetture.
L'unica misura che sembra aver avuto un chiaro impatto negativo sulle vendite di auto diesel è il divieto di circolazione applicato in Grecia dal 1991 al 2011; questa misura, però, non sembra di facile applicazione nel resto d'Europa.
Nel Regno Unito, alcune istituzioni locali hanno recentemente iniziato a far pagare una tassa di parcheggio ai residenti più elevata per i veicoli diesel rispetto a quelli a benzina: è ancora presto però per giudicare l'efficacia di tale misura.
Promuovere veicoli meno inquinanti (elettrici, ibridi, gas)
In Europa sono pochissimi i veicoli elettrici, ibridi e a gas in uso e questa situazione non cambierà fino a che il loro costo non sarà almeno equivalente ai veicoli convenzionali e anche allora ci vorrà del tempo prima che siano accettati dai consumatori.
Solo i paesi con un programma di incentivi (Italia per il gas, Norvegia per gli elettrici e Giappone per gli ibridi), hanno una quota di mercato significativa di veicoli non convenzionali (>di circa il 5%).
Alcuni benefici non fiscali - applicati a livello regionale o locale - possono essere efficaci per aumentare la popolarità di questi veicoli alternativi:
  • consentire di occupare corsie preferenziali in presenza di traffico congestionato,
  • esonerare dal pagamento del parcheggio e del pedaggio,
  • dare meno limitazioni di parcheggio.
Nella maggior parte dei paesi queste misure non sono però sufficienti a determinare un significativo aumento di tali mezzi fino a che il loro costo iniziale non si riduce tramite incentivi fiscali o sovvenzioni dirette.
Tra le criticità che rendono difficile lo sviluppo di tali mezzi, troviamo inoltre:
  • l'assenza in molti paesi europei di un'adeguata e sufficiente infrastruttura di carica/alimentazione dei veicoli elettrici e a gas,
  • la mancanza di sistemi di ricarica “roaming” nei luoghi pubblici,
  • la mancanza di modalità di pagamento direttamente nel punto di ricarica.
Introdurre etichette di qualità ecologica
 Un adeguato marchio di qualità ecologica per auto e veicoli commerciali leggeri potrebbe essere un utile strumento per influenzare la scelta dei consumatori. Questi ultimi - all'atto di acquisto del veicolo - sembrano considerare poco l'impatto ambientale, rispetto a sicurezza, affidabilità, costo del carburante; il motivo, secondo alcuni studi, sembra essere il fatto che gli automobilisti ritengono le emissioni dei veicoli ben regolamentate.

Una ricerca condotta negli Stati Uniti ha dimostrato, tuttavia, che se l'etichetta è accompagnata da una campagna di educazione pubblica, le emissioni possono influenzare la decisione di acquisto dei consumatori.

Ricorrere al lavaggio stradale e agli inibitori di polvere
Il lavaggio della strada (da solo o in combinazione con la spazzatura) è in grado di ridurre le concentrazioni di PM10 in ambiente, ma solo dove la quantità di polvere stradale è particolarmente elevata a causa dell'usura dei pneumatici, della bassa umidità stradale, della vicinanza a fonti industriali e grandi cantieri.
Mentre spazzare solamente sembra avere poco effetto, l'uso dell'acqua che riduce il rilascio di PM10 nell'aria e che rimuove la polvere dalla superficie stradale sembra avere effetti più importanti.
Un certo numero di città del nord e centro Europa hanno testato l'efficacia dell'applicazione di inibitori di polvere di strade per ridurre le concentrazioni di PM10. Gli effetti degli inibitori sembrano durare per diversi giorni dopo l'applicazione, ma dipendono
  • dai flussi di traffico,
  • dalle condizioni atmosferiche,
  • dalle caratteristiche del fondo stradale.
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A corollario della notizia tratta da Rainews ecco una conferma dall'estremo oriente, per la precisione dagli efficientissimi giapponesi. Coinvolta la  Mitsubishi .
MOTORI OLTRE 600MILA AUTO COINVOLTE UN ALTRO DIESELGATE. MITSUBISHI AMMETTE: MANIPOLATI I DATI DEI TEST SULLE EMISSIONI ANTI-SMOG Il titolo perde in Borsa il 15%. "Abbiamo deciso di arrestare la produzione e la vendita dei modelli coinvolti" ha annunciato il numero uno dell'azienda nipponica nel corso di una conferenza stampa.
Test che facevano apparire le performance migliori di quelle effettive, sulla base di metodologie peraltro non allineate con le normative vigenti in Gippone. Manipolate 625mila auto di piccola cilindrata Complessivamente i veicoli coinvolti sono 625 mila, tra cui 157 mila eK Wagon e eK Space e 468 mila Dayz, modelli prodotti a partire dal giugno del 2013. Inevitabilmente la vicenda ha richiamato lo scandalo sulle alterazioni alle emissioni dei gas di scarico esploso lo scorso settembre alla tedesca Volkswagen. Mitsubishi ha precisato di aver deciso di interrompere produzione e vendite dei modelli in questione e di aver avviato indagini anche sui mercati esteri - posto che le minicar sono un modello tipicamente destinato al mercato nippon - i cui risultati verranno pubblicati appena possibile. Intanto, l'annuncio della vicenda ha avuto immediate ripercussioni in Borsa, dove il titolo Mitsubishi ha chiuso in caduta libera con il meno 15 per cento a 733 yen.

 


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mercoledì 20 aprile 2016

Il mercato dei veicoli commerciali incrementa di 1/3 i suoi volumi: marzo a +33,7%, I trimestre a +30,7%

Sono in crescita sia il mercato delle auto (+17,4%)  che le immatricolazioni degli autocarri finoi a 35 quintali. Sono da considerare un segnale della crescita della nostra economia o un marchio della pressione de BAU più cieco e sprovveduto? Prima di rispondere prendiamo atto di ciò e pubblichiamo il comunicato stampa dell'UNRAE aggiungendo i nostri soliti grafici esplicativi.

Il mercato dei veicoli commerciali incrementa di 1/3 i suoi volumi: marzo a +33,7%, I trimestre a +30,7%. Però il 37% del parco circolante è ancora ante Euro 3.
Continua inarrestabile la crescita dei veicoli commerciali che in marzo incrementano i propri volumi di oltre 1/3, a 15.411 immatricolazioni complessive. Secondo le stime elaborate e diffuse oggi dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, infatti, l’aumento del mese di marzo è stato del 33,7%, rispetto alle 11.529 immatricolazioni dello stesso periodo 2015.
Il mercato dei veicoli da lavoro (autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t) segna incrementi consecutivi ormai da 27 mesi e a chiusura del 1° trimestre i veicoli venduti ammontano a 39.965 unità, in crescita del 30,7% sulle 30.583 del gennaio-marzo 2015. Per trovare volumi maggiori per lo stesso trimestre dobbiamo tornare indietro di 5 anni al 2011.
“Grazie alle richieste manovre di alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese - afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE - introdotte con la Legge di Stabilità il 15 ottobre scorso, attraverso le quali è possibile portare in ammortamento il 140% del costo di acquisto dei beni strumentali, il parco circolante sta accelerando il suo rinnovo”.
“Si sta, infatti, riducendo la quota di veicoli più anziani, ma resiste il tema della vetustà di un parco - continua Nordio - che a fine 2015, secondo le nostre stime, ammontava a 3.550.000 veicoli, dei quali gli ante Euro 3 sono ancora il 37,2%”.
In particolare, gli Euro 0 ed Euro 1 rappresentano il 20,3% del parco, gli Euro 2 il 16,9%, gli Euro 3 il 23,1%, gli Euro 4 il 25,1% ed infine gli Euro 5 e 6 il 14,6% del totale.
“Questo trend positivo - ha concluso Nordio - ci convince che provvedimenti più strutturali avrebbero beneficio immediato sul ricambio del parco come, ad esempio, consentire l’accesso ai centri urbani ai veicoli di più recente omologazione”.


I nostri grafici

Proseguiamo con i grafici da noi realizzati grazie ai dati forniti dall'UNRAE in grado, più delle parole, di farci capire quale sia la situazione con il trascorrere dei mesi con un solo colpo d'occhio.

L'andamento delle immatricolazione degli autocarri mese dopo mese a partire dal gennaio 2009.



  Le immatricolazione mensili con l'andamento seguendo l'anno solare.


Le percentuali di ogni mese rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.   



 Segue il grafico mostra l'andamento delle immatricolazioni degli autocarri sommando i 12 mesi precedenti rispetto al mese di rilevamento.



L'ultimo grafico misura le immatricolazioni totali, gennaio/dicembre, degli anni che vanno dal 2009 al 2015 e il primo trimestre del 2018.


 Abbiamo visto che cresce poco o nulla il consumo di benzina, cresce il consumo di gasolio, poco, cresce la disoccupazione, latita la produzione industriale, è più o meno stabile il consumo di gas, diminuiscono i consumi di energia elettrica, solo il mercato del motore termico sale in controtendenza. E' BAU.


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