Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 31 marzo 2017

Ma è vero che gli USA sono autofficienti per il petrolio?



La risposta è facile. No, gli USA non solo NON sono autosufficienti, anzi, lo zoccolo duro, poco contraibile, è rappresentato dalle importazioni necessarie in futuro, pressochè costanti confermate con la proiezione fornita dall'EIA, il dipartimento statunitense delle informazioni, riguardanti l'energia fino al 2040. Il grafico non necessita di spiegazioni, in blu è la linea delle importazioni e in giallo la linea delle esportazioni di greggio.

 

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giovedì 30 marzo 2017

Accelerazione dell'innalzamento dei mari nel Mediterraneo

Nell'ambito delle prove che testimoniano  a favore della tempesta perfetta che si sente sempre più spesso vagheggiare o temere, un intreccio tra crisi finanziarie convergenti con i cambiamenti climatici, l'argomento che viene sollevato dall'articolo sottostante, proveniente dal sito ARPAT (l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), è uno dei più facili da riconoscere grazie a relativamente semplici misurazioni. L'accelerazione dell'innalzamento dei mari è il risultato del riscaldamento globale, la fusione dei ghiacciai che riversano quantità enormi di acqua negli oceani. Tendenza all'aumento già riscontrata, ma che potrebbe ulteriormente accelerare qualora il permafrost in fase di disgelo riversasse in atmosfera il metano catturato nel ghiaccio sotto forma di clatrati. Metano che ha un'azione climalterante 21/27 volte superiore rispetto al CO2. Leggiamo.


È il risultato di uno studio coordinato dall'ENEA, realizzato insieme a ricercatori dell’INGV e delle Università di Roma “La Sapienza”, Bari “Aldo Moro”, Lecce, Catania, Haifa (Israele), Parigi e Marsiglia (Francia)

Il Mediterraneo si è innalzato di circa 30 cm negli ultimi mille anni rispetto ad un aumento più che triplo previsto nei prossimi 100 anni dal gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (IPCC).

È quanto emerge da una ricerca sulle variazioni del livello del Mediterraneo coordinata dall’ENEA, che dimostra come le previsioni al 2100 dell’IPCC rappresentino un’evidente accelerazione dell’innalzamento del livello dei mari, dovuta principalmente al cambiamento climatico.

Lo studio, pubblicato dalla rivista scientifica Quaternary International dell’editore Elsevier, è stato realizzato insieme a ricercatori dell’INGV e delle Università di Roma “La Sapienza”, Bari “Aldo Moro”, Lecce, Catania, Haifa (Israele), Parigi e Marsiglia (Francia).

“La ricerca ha preso in esame l’innalzamento del nostro mare in un arco temporale mai studiato prima”, spiega Fabrizio Antonioli del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti dell’ENEA, che ha coordinato lo studio. “In mille anni – aggiunge Antonioli – il Mediterraneo è aumentato da un minimo di 6 a un massimo di 33 cm, un livello inferiore del 65 per cento rispetto alle più recenti proiezioni dell’IPCC, secondo le quali l’innalzamento del mare a livello mondiale è stimato tra i 60 e i 95 cm entro il 2100. Si tratta di un’evidente accelerazione, dovuta principalmente al cambiamento climatico causato dall’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera, che negli ultimi quattro anni ha superato in modo stabile il valore di 400 ppm, un livello mai toccato sulla Terra negli ultimi 23 milioni di anni”.

Per studiare le variazioni del livello del Mediterraneo, il team di ricerca ha preso in esame 13 siti archeologici sulle coste di Italia, Spagna, Francia, Grecia e Israele, in luoghi dove venivano estratte le mole olearie, cioè le grosse pietre utilizzate per la macinazione delle olive. L’aumento più elevato è stato riscontrato in Grecia a Nea Peramos sul golfo Saronico vicino ad Atene, mentre il valore più basso è stato misurato nell’isola spagnola di Maiorca. “Questo studio – sottolinea Antonioli – è stato realizzato in aree stabili da un punto di vista tettonico, alcune anche parzialmente sommerse, coniugando scienza e archeologia”. In Italia l’indagine si è concentrata in tre aree del sud - Scario (Salerno), Torre Santa Sabina, vicino Otranto (Lecce) e Punta Penne (Brindisi) - dove il livello del mare si è innalzato di circa 15 cm negli ultimi mille anni.

“In Italia – conclude Antonioli – sono 33 le aree a rischio a causa dell’aumento del livello del mare. Le aree più estese si trovano sulla costa settentrionale del mare Adriatico tra Trieste e Ravenna, altre aree particolarmente vulnerabili sono le pianure costiere della Versilia, di Fiumicino, le Piane Pontina e di Fondi, del Sele e del Volturno, l'area costiera di Catania e quelle di Cagliari e Oristano. Il massimo aumento del livello delle acque è atteso nel Nord Adriatico dove la somma del mare che sale e della costa che scende raggiungerà valori compresi tra 90 e 140 centimetri”.






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mercoledì 29 marzo 2017

Fatturato (-3,5%) e ordinativi (-2,9%) dell’industria a Gennaio 2017

A gennaio, rispetto al mese precedente, nell'industria si rileva una flessione sia del fatturato (-3,5%), sia degli ordinativi (-2,9%), dopo tre mesi di crescita congiunturale.

Il calo del fatturato è più ampio sul mercato estero (-5,4%) rispetto a quanto rilevato sul mercato interno (-2,3%). Gli ordinativi registrano, invece, un incremento sul mercato estero (+2,6%) e una diminuzione su quello interno (-6,6%).

La flessione registrata a gennaio non modifica la tendenza alla crescita rilevabile su base trimestrale: nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo del fatturato risulta infatti in crescita dell'1,7% rispetto ai tre mesi precedenti, con andamenti simili per il mercato interno ed estero.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 19 di gennaio 2016), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell'1,5% (+1,5% sul mercato interno e +1,3% su quello estero).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per l'energia (+3,5%), mentre flessioni si registrano per i beni strumentali (-5,1%), per i beni intermedi (-3,5%) e per i beni di consumo (-3,4%).

L'indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, dell'8,2%: il contributo più ampio a tale incremento viene dalla componente interna dei beni intermedi.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+18,9%), mentre la maggiore diminuzione nel comparto manifatturiero riguarda le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-9,6%).

Nel confronto con il mese di gennaio 2016, l'indice grezzo degli ordinativi segna un incremento dell'8,6%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+21,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-15,8%).

Comunicato Istat


I nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.

Fatturato







Ordinativi









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martedì 28 marzo 2017

Italia al penultimo posto in Europa per le politiche green

Italia al penultimo posto in Europa per le politiche green. Questo è il titolo di un articolo comparso online sul quotidiano 'la Repubblica'  di stamattina. Così prosegue "La classifica europea è stata curata da due Ong in base ai dati dell’inquinamento e alle scelte annunciate. I settori su cui siamo in ritardo sono i trasporti e l’edilizia: gli stessi che causano livelli di inquinamento dell’aria che hanno creato un contenzioso con Bruxelles". 
A questo si aggiunge un cosa ancora più sgradevole cioè la dimostrazione di una regressione voluta dal governo precedente. "In realtà questo scorcio di secolo era cominciato bene. L'Italia a partire dal 2004 aveva registrato un trend di diminuzione delle emissioni totali importante, caratterizzato da una velocità di riduzione superiore alla media europea, e anche la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili aveva toccato valori da primato
Poi però è stato tirato il freno: l'attenzione del governo si è spostata sulla difesa delle trivellazioni e dei combustibili fossili, i tagli retroattivi sugli incentivi alle rinnovabili hanno causato le proteste del mondo della finanza con ripercussioni a tutto campo sulla reputazione del Paese."
Ancora: "Ora arriva la valutazione in due settori che hanno un ruolo chiave per il rispetto degli standard ambientali e sanitari ... le norme di qualità dell'aria vengono sistematicamente violate. Tanto che Bruxelles ha aperto su questo punto un contenzioso con Roma"..."Penultimi in Europa in politiche ambientali. L'Italia risulta bocciata nella classifica dei Paesi europei messa a punto da due associazioni non governative europee (Transport and Environment e Carbon Market Watch) che hanno elaborato e comparato emissioni inquinanti e trend dei vari Stati. La Svezia, che si aggiudica il primo posto, e la coppia di inseguitrici formata da Germania e Francia guidano la classifica: il loro cammino ambientale è in linea con gli obiettivi fissati dall'accordo sul clima di Parigi del dicembre 2015: mantenere l'aumento di temperatura del pianeta in un range compreso tra 1,5 e 2 gradi. Chiude la graduatoria la Polonia che insiste nell'uso del carbone, il più inquinante dei combustibili fossili. Al penultimo posto, con appena 9 punti su 100, figura un drappello di Paesi: Italia, Spagna, Croazia, Repubblica ceca, Romania, Lituania, Lettonia. "
Ci troviamo di fronte ad un sistematico affossamento delle buone pratiche che potrebbero portarci fuori dalle paludi dell'inquinamento atmosferico e dai cambiamenti climatici per favorire tecnologie che ci stanno portando al disastro globale. 

Una sola domanda: Perché?




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lunedì 27 marzo 2017

Acqua, Italia a secco, 14 mld danni da siccità in 10 anni

L’inverno climatologico che si è chiuso con il 24% di pioggia in meno è solo l’ultimo segnale dei profondi cambiamenti nella disponibilità di acqua e nella distribuzione della pioggia in Italia con la tendenza alla tropicalizzazione del clima che ha provocato danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la giornata mondiale dell’acqua si “festeggia” con l’Italia a secco per la mancanza di precipitazioni. Il fiume Po è in magra come ad agosto con il livello idrometrico che al Ponte della Becca che misura -2,7 metri, un metro piu’ basso dello scorso anno, ma la situazione di difficoltà in cui versa il Paese è evidente dai principali bacini idrografici.
Secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti, lo stato di riempimento del lago Maggiore è al 51,5%, quello del Lago di Iseo al 22,1% quello del Lago di Como al 17,1% mentre piu’ positiva è la situazione del Garda con il 79,2%.

Al Nord in Piemonte e in Emilia Romagna il volume complessivo delle risorse idriche disponibili è ai livelli minimi dal 2010, ma in difficoltà sono anche la Lombardia dove è già attivato da settimane l`Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, il Trentino Alto Adige e il Veneto. Nel resto della Penisola la situazione è a macchia di leopardo con Abruzzo, Basilicata e Sicilia, che segnalano le più basse disponibilità idriche degli ultimi anni. Siamo di fronte - precisa la Coldiretti - agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con pesanti conseguenze sull’agricoltura italiana perché si moltiplicano gli sfasamenti stagionali e gli eventi estremi con precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal maltempo al sereno. Siccità e forti piogge a carattere alluvionale rappresentano - sottolinea la Coldiretti - gli eventi climatici che si sono maggiormente abbattuti sulle Regioni italiane.

La siccità - precisa la Coldiretti - rappresenta l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura italiana in termini di danni economici a carico soprattutto delle produzioni, con due eventi gravi, nel 2003 e nel 2012, interessando maggiormente le aree del Nord e del Centro Italia. Per quanto riguarda i fenomeni precipitativi forti, i danni - continua la Coldiretti - riguardano sia le produzioni, sia le strutture e le infrastrutture, con rispettivamente il 30, 40 e 30% dei danni complessivi. I cambiamenti climatici - osserva la Coldiretti - impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

Servono - conclude la Coldiretti - interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.






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venerdì 24 marzo 2017

Le rinnovabili e la produzione nazionale di energia elettrica a Febbraio 2017

Il consumo complessivo di energia elettrica in Italia è sceso del 3% come abbiamo visto in un recente post riportando il comunicato stampa di Terna insieme ai nostri grafici.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare riferimento alle energie rinnovabili.

Nel mese di febbraio 2017 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’87,2% con produzione nazionale e per la quota restante (12,8%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,9 miliardi di kWh) è aumentata di un +3,1% rispetto a febbraio 2016.
Sono in aumento le fonti di produzione termica (+11,2%) e fotovoltaica (+3,3%), mentre risultano in flessione le fonti idrica (-13,9%), eolica (-30,2%) e geotermica (-4,4%)..


I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici, con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009

Per anno solare si vede che Febbraio del 2017 risulta avere acquistato un +3% rispetto all'anno precedente ma ad un livello relativamente basso rispetto agli ultimi 9 anni.  21,9 miliardi di kWh. 





... e in sequenza mensile.




Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Siamo ancora in una fase di crescita produttiva.





Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Siamo posizionati bene, al secondo posto degli ultimi 9 anni, siamo ad un + 3,3% nei confronti dell'anno precedente, 1,191 GWh.




La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Al secondo posto degli ultimi 9 anni, si ha decremento consistente,  -30,2% rispetto al 2016 che però fu un anno straordinario.




Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico.




Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.




Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.



Il grafico seguente, di forte Terna, mostra il ruolo delle componenti nella produzione di energia . Le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica) nel solo mese di Febbraio valgono il 24,6% della produzione  (Grafico Terna) il 31% includendo le biomasse ...




... invece nei primi 2 mesi dell'anno in corso e rinnovabili hanno inciso per il e poco meno del 23,6% della produzione nazionale .



Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.

Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.



In diminuzione l'eolico e di poco il geotermico, una leggera crescita per il solare FV.




Un rallentamento produttivo per l'idrico dal novembre 2014 ad oggi, anche se pressoché stabile dall'inizio del 2016.




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giovedì 23 marzo 2017

Innovativo sistema di pompaggio idroelettrico nelle miniere per accumulare energia rinnovabile

Un'applicazione interessante quella riportata da Bloomberg, How to Make Electricity in a Disused Coal Mine, una miniera di carbone che, finito lo sfruttamento di una materia prima che ha alimentato l'industria tedesca per quasi mezzo secolo, verrà trasformata in una estesa 'batteria' gigante per  immagazzinare la produzione in eccesso di energia solare ed eolica.

La regione del North-Rhine Westphalia utilizzerà la sua miniera di carbone fossile Prosper-Haniel come bacino idroelettrico di pompaggio di 200 megawatt, a seicento metri di profondità, per accumulare energia sufficiente per alimentare oltre 400.000 abitazioni. La città di Bottrop continuerà a giocare un ruolo importante per fornire energia grazie a questa miniera anche in futuro. Il carbone tuttora viene estratto in quattro zone minerarie a diverse profondità che vanno da 700 a 1.300 metri e trasportato fuori mediante due sistemi a nastro che superano un dislivello di circa 1000 metri. La rete ferroviaria sotterranea è di 117 chilometri.
 A livello locale, fornirà nuove attività economiche in una regione in cui generazioni di lavoratori hanno fatto affidamento sui combustibili fossili per il loro sostentamento e a livello regionale favorirà l'espansione delle energie rinnovabili, contribuendo a mantenere una distribuzione di energia utile anche quando il vento non soffia o il sole non splende. 
Anche altre miniere potrebbero essere convertite dopo Prosper-Haniel perché lo Stato ha bisogno di più spazio per immagazzinare energia su scala industriale in funzione del preventivato raddoppiare della quota di energie rinnovabili nel suo mix di potenza fino a raggiungere il 30% entro il 2025. Il governo federale ha bisogno di tracciare una road-map verso un migliore accumulo di energia.
La Nord-Reno Westfalia è lo stato più popoloso della Germania e contribuisce per un quinto della produzione economica della nazione. Sostenuta dai prezzi bassi dell'energia si sta provvedendo ad accelerare la chiusura delle vecchie centrali a carbone della Germania di proprietà delle utilities, infatti sono state inviate richieste per chiudere 27 vecchi centrali a carbone e gas con una potenza complessiva di 6,6 gigawatt, in grado di generare energia sufficiente per 13 milioni di abitazioni medie.

Il consorzio che gestisce il progetto Prosper-Haniel, che comprende l'Università di Duisburg-Essen e il proprietario della miniera, RAG AG, ritiene che la miniera sia adatta a diventare un esempio replicabile altrove per lo stoccaggio di energia. Il governo federale ha finora finanziato il progetto con 1,3 milioni di euro. Il professore universitario Dr. Hermann-Josef Wagner ha dichiarato che il costo dell'impianto di stoccaggio sotterraneo dovrebbe pportare ad un costo dell'energia intorno ai  600 -  2.400 euro a kilowatt, molto vicino cioè quello di altri impianti posti fuori terra. 

Il piano per reinventare una nuova vita alla miniera di Prosper-Haniel prevede la creazione di serbatoi sopra e sotto la miniera chiusa, secondo un modello pubblicato sul sito web del gruppo. Quando necessario, per compensare la carenza di energia causa l'intermittenza del vento e l'energia solare, possono essere rilasciati fino a 1 milione di metri cubi di acqua ad una profondità di 1.200 metri per attivare le turbine nelle profondità del pozzo della ex miniera di carbone, per poi ripomparli in alto quando vi sarà sovra produzione di energia eolica e solare, in un ciclo continuo. 

Il sito web del progetto.




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mercoledì 22 marzo 2017

Al via i lavori per l'impianto di teleriscaldamento geotermico a Piancastagnaio

Comune di Piancastagnaio ed Enel Green Power: nei prossimi giorni partiranno i lavori per la costruzione del teleriscaldamento geotermico
Il cuore caldo della geotermia è pronto a “pulsare” calore per le aziende dell’Amiata senese: Comune di Piancastagnaio ed Enel Green Power, infatti, comunicano che nei prossimi giorni partiranno i lavori per la costruzione del teleriscaldamento geotermico nell’area artigianale “La Rota”, nel territorio comunale di Piancastagnaio. Le operazioni consentiranno di realizzare la rete di teleriscaldamento utile a fornire calore alle aziende de “La Rota”, che potranno così abbattere notevolmente il costo per l’utilizzo del calore oltre che contribuire alla sostenibilità ambientale grazie alla fornitura termica proveniente da fonte rinnovabile. Questa opportunità si aggiunge alla possibilità di avere uno sconto di circa il 10% sulla bolletta di energia elettrica con Enel Energia, la società del Gruppo Enel che opera sul mercato libero dell’elettricità e del gas, grazie all’accordo stipulato tra Regione Toscana ed Enel che proprio nel mese di marzo viene presentato sui territori geotermici.

Si tratta di un'attività possibile grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Piancastagnaio ed Enel Green Power con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, sociale ed ambientale del territorio: l'iniziativa, infatti, permetterà di usufruire di calore geotermico sia per il riscaldamento dei locali che per l'acqua sanitaria a prezzi notevolmente più bassi rispetto ai combustibili fossili e con un enorme vantaggio ambientale legato all'annullamento delle emissioni da combustione delle caldaie a gas e gasolio ad oggi presenti.I lavori dovrebbero terminare entro l'autunno 2017. L’investimento di Enel Green Power per la realizzazione dell’opera è di circa un milione e mezzo di euro.

La rete di teleriscaldamento de “La Rota” va ad integrare la filiera del calore già presente nei Comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Montieri, Monteverdi Marittimo, Radicondoli (in fase di realizzazione) e Santa Fiora, che colloca Enel Green Power tra i maggiori fornitori di calore da fonte rinnovabile in Italia dove attualmente fornisce 310 TCal/anno, con 80 impianti di cessione calore, 30 ettari di serre riscaldate e circa 10mila utenze domestiche e commerciali.

“Con questa ulteriore iniziativa – ha detto Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power – la geotermia si conferma elemento strategico per le economie amiatine, oltre che per la Toscana e per il Paese, quale realtà di fondamentale importanza per l'occupazione, lo sviluppo socio economico del territorio, l'eccellenza tecnologica, la promozione turistico culturale, per la produzione di energia elettrica e la fornitura di calore da fonte rinnovabile”.
“La risorsa geotermica è un patrimonio pubblico e, in quanto tale, deve essere utilizzata per il bene di tutti” ha dichiarato il sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini. Gli impianti geotermici produttivi presenti in Italia sono tutti di Enel Green Power e sono concentrati in Toscana – tra le province di Pisa, Siena e Grosseto – dove Enel Green Power gestisce il più antico complesso geotermico del mondo e detiene il know how della geotermia a livello internazionale. Delle 34 centrali geo di EGP, 15 sono in provincia di Pisa per un totale di 16 gruppi di produzione; 9 sono nella provincia di Siena per 10 complessivi gruppi; infine, altre 10 si trovano nella provincia di Grosseto per un totale di 11 gruppi di produzione. Il 2016 ha fatto registrare il record di produzione con 5.871 GWh (quasi 6 miliardi di chilowattora), in grado di soddisfare quasi il 30% del fabbisogno energetico della regione. Si tratta di una quantità di energia elettrica pari ai consumi annui medi di oltre 2,4 milioni di famiglie (superiore al numero delle famiglie toscane), che consente un risparmio di oltre 1 milione e 400 mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) e 4,1 Mt emissioni di CO2 evitate.

Comunicato Enel






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martedì 21 marzo 2017

Consumi di energia elettrica in Italia a Febbraio -3%

Nel mese di febbraio 2017, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di energia elettrica in Italia è stata di 24,9 miliardi di kWh.
Il valore, che evidenzia una flessione del 3% rispetto a febbraio 2016, risulterebbe in leggera crescita a parità di calendario, considerando che l’anno passato è stato bisestile.

A livello territoriale, la variazione tendenziale di febbraio 2017 è stata ovunque negativa: -2,8% al Nord, -3,6% al Centro e -3,1% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato della domanda elettrica di febbraio 2017 ha fatto registrare una variazione negativa rispetto al mese precedente (-1,7%). Il profilo del trend si porta su un andamento stazionario.

Nel mese di febbraio 2017 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’87,2% con produzione nazionale e per la quota restante (12,8%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,9 miliardi di kWh) è aumentata di un +3,1% rispetto a febbraio 2016.
Sono in aumento le fonti di produzione termica (+11,2%) e fotovoltaica (+3,3%), mentre risultano in flessione le fonti idrica (-13,9%), eolica (-30,2%) e geotermica (-4,4%).

Domanda del primo bimestre 2017 in aumento dell’1% rispetto al corrispondente periodo del 2016 (+1,8% a parità di calendario).
Nel 2017, si registra una variazione dell'export (+20%) rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. A febbraio 2017 si registra un aumento della produzione da fonte termica { +11%) rispetto all'anno precedente.


Dal Comunicato stampa Terna del  20 marzo 2017


I nostri grafici





Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo è al livello più basso tra gli ultimi 12 anni.




Per una migliore lettura degli ultimi 7 anni.



Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea sulla stabilizzazione dei consumi tra alti e bassi sul periodo di 4 mesi.



Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 47 mesi con un salto in terreno positivo per la maggior parte dei mesi estivi del 2015 dovuti esclusivamente al caldo eccezionale e al conseguente uso/abuso dei condizionatori, per poi tornare al segno rosso.  Persiste il calo in tutti i mesi del 2016 eccetto con gennaio 2017 con un consumo forse dovuto al freddo stagionale.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo, sempre confermando il solito profilo a gobba di cammello in ginocchio intento a bere, con la lingua fuori. Dopo la crescita dei mesi estivi dell'anno passato a causa delle condizioni climatiche contingenti ed eccezionali, con i mesi estivi particolarmente bollenti del 2015, si nota un ultimo periodo in crescita ma ritornato verso la discesa nell'ultimo mese..

Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.




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lunedì 20 marzo 2017

Consegne con furgoni elettrici 35 q nell'Area C a Milano


Dal 13 febbraio le norme per l’accesso all’Area C, la zona a traffico limitato nel centro di Milano, sono state ulteriormente inasprite estendendo il divieto di circolazione anche ai veicoli Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato. Attualmente è invece consentito liberamente l’accesso ai veicoli elettrici senza il pagamento del ticket d’ingresso.

Buona notizia per i corrieri e i trasportatori in genere, i furgoni elettrici da 35 quintali adesso si possono anche noleggiare.


Per un servizio esclusivo nei centri storici nel rispetto della salute dei cittadini quale migliore immagine è per una azienda  trasportare le proprie merci se non utilizzando furgoni elettrici, silenziosi e a emissioni locali nulle? 
Le amministrazioni cittadine si devono confrontare sempre più con l'inquinamento atmosferico e le impennate delle polveri sottili costringendole a limitare il traffico con provvedimenti d'urgenza.  La migliore risposta per ovviare a questa grave necessità di riduzione dell'inquinamento dei mezzi di trasporto merci è quella di utilizzare veicoli elettrici cabinati da 35 quintali. Essi possono essere allestiti con un cassone posteriore in allumino leggero in varie dimensioni. Il mezzo può essere acquistato da subito o anche noleggiato in toto o anche le sole batterie.

Una occasione da non perdere.

Punti chiave distintivi
•Veicolo 35q (patente B)
•2,8 Km/kWh
•Performance speculari alla motorizzazione Diesel
•Nessuna modifica al veicolo originale
•Gestione da remoto delle batterie GPS– GSM
•100/120 Km di Autonomia con soli 48 kWh di Batterie
•Manutenzione semplice e sicura grazie alle basse tensioni di funzionamento Vantaggi
•Efficienza di funzionamento 93%
•Thermal Management selettivo brevettato
•Alte potenze a tensioni estremamente ridotte 110 Vdc
•Elevato rapporto peso potenza fino 3 kW/kg
•Scalabilità delle potenze da 30 – 250 kW
•Affidabilità e sicurezza
•Costi costruttivi e di impianto contenuti
•Elevata flessibilità

 Il sistema di trazione elettrica innovativo è un brevetto italiano. La produzione è in Italia.


Per informazioni in merito scrivere mail a questo indirizzo o visitare la pagina dedicata.




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sabato 18 marzo 2017

Voucher visti dagli agricoltori: addio lavoro campi per 50mila studenti

Con la cancellazione dei voucher perdono opportunità di lavoro nei campi per integrare il proprio reddito 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in attività stagionali che in agricoltura ne sono gli unici possibili beneficiari. E’ quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare l’ipotesi di cancellazione totale dei buoni lavoro, sottolinea il rischio di favorire il sommerso.

In agricoltura sono stati venduti nell'ultimo anno circa 2 milioni di voucher, piu’ o meno gli stessi di 5 anni fa, per un totale di 350mila giornate di lavoro che - sottolinea la Coldiretti – hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori dove sono aumentati esponenzialmente. I buoni lavoro sono stati introdotti inizialmente proprio in agricoltura per la vendemmia nel 2008 e da allora - conclude la Coldiretti- hanno consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con quelli di pensionati, studenti e disoccupati.

Fonte Coldiretti



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venerdì 17 marzo 2017

Il consumo di carburanti per autotrazione, benzina, gasolio, gpl a Febbraio 2017

Il comunicato stampa dell'Unione petrolifera letto ieri parla molto chiaro. Abbiamo un calo evidente del consumo di petrolio in generale con -3,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato a cui fanno seguito le diminuzioni dei consumi di tutti i carburanti da esso derivato, a cominciare dal gasolio che invece dovrebbe crescere insieme alla crescita della produzione e quindi alla movimentazione delle merci che girano soprattutto trasportate sulle ruote gommate. Non sarà che la crescita della produzione non c'è per niente? Il sospetto è fondato.

Riassumendo, la domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di febbraio è risultata pari a circa 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un decremento del 4,4% (-106.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.

prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 6,9% (-40.000 tonnellate) rispetto a febbraio 2016, e il gasolio autotrazione del 3,6% (-66.000 tonnellate).

Nel primo bimestre

Nel primo bimestre 2017 i consumi sono stati invece pari a circa 9,1 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,9% (-82.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2016.

La benzina nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 4,8% (-55.000 tonnellate) e il gasolio dell’1,1% (-39.000 tonnellate).

Nei primi due mesi del 2017 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 4,6 milioni di tonnellate, evidenzia un calo del 2% (-94.000 tonnellate).



Passiamo ai grafici


Il consumo dei carburanti per autotrazione

Vediamo i grafici da noi realizzati suddivisi per anno solare a partire dal 2007.

Il consumo della benzina a Febbraio è irrimediabilmente al livello più basso degli ultimi 11 anni presi in considerazione.




... mentre il consumo di gasolio  è posizionato in fondo alla scala disperso tra gli ultimi anni.



Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi negli anni solari per il gasolio più la benzina. Ai livelli più bassi.




Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

Per la benzina si conferma la caduta...





...  il gasolio ingobbisce ha preso la strada del declino...




.. mentre il grafico della benzina + gasolio disegna una curva in direzione della discesa.




Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione, essendo anch'esso un derivato del petrolio, che anch'esso ha preso la strada della discesa con meno 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, 125 mila tonnellate il consumo di Febbraio contro le 128 mila tonnellate del 2016, comunque una inezia rispetto al consumo di benzina 536 mila tonnellate e le 1751 mila tonnellate del gasolio.









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